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18 Giugno 2007

Intervista a Carlo Verdone in esclusiva per RB Casting
Uno dei più grandi pilastri del cinema italiano


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Carlo Verdone, amato indistintamente da tutti, come attore, regista e uomo. Dalla simpatia e sensibilità innata, ha cominciato a far sorridere il pubblico italiano agli inizi degli anni '80 con dolce ironia e con spunti di riflessione tratti dall'interpretazione dell'italiano medio di quegli anni e non solo...Tra i film da lui diretti, anche se tutti memorabili, ricordiamo: "Un Sacco bello", "Bianco Rosso e Verdone" che recentemente ha vinto agli Italian Dvd Awards 2006 come Miglior DVD Italiano Classic, premio accreditato anche tramite le votazioni sul sito web Primissima.it (Premio del pubblico); a seguire "In viaggio con papà" indimenticabile film con Alberto Sordi e in questo caso da lui diretto; "Borotalco"; "Acqua e sapone" con Natasha Hovey; è carabiniere insieme a Enrico Montesano, anche lui comico del momento in quegli anni, in "I due carabinieri"; "Troppo forte"; "Io e mia sorella" con la bellissima Ornella Muti; raduna sul set di "Compagni di scuola" Christian de Sica, Nancy Brilli, Eleonora Giorni, Massimo Ghini, Natasha Hovey e tanti altri, film a cui le generazioni dei trentenni di quegli anni e non solo sono legati con nostalgia. Carlo raggiunge il decimo anno della regia con il film "A casa di Alice" nel 1990, con Ornella Muti e Yvonne Sciò. Nel 1992 è la volta "Maledetto il giorno che t'ho incontrato" con la brava Margherita Buy che interpreta Camilla, un'attrice nevrotica che solidarizza con Bernardo (Carlo Verdone), critico Rock, abbandonato dalla fidanzata e anche lui in preda alle sue nevrosi. Nasce tra loro una confidenza fatta di sintomi, pillole e terapie. Con allusione a queste tematiche da sempre affrontate dall'attore e regista, lo scorso marzo in occasione della conferenza "Io e la medicina", la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Federico II di Napoli, ha dato il benvenuto a Carlo Verdone. E' stato definito un "dovere" gradito e divertente, per gli organizzatori dell'incontro, offrire una simbolica laurea "Doloris causa" all'autore che sui mille tic, sulle nevrosi psicosomatiche, sulla dipendenza da pasticche ha costruito alcuni dei suoi personaggi più riusciti. Nel 1992 Carlo interpreta e dirige "Al lupo al lupo", con Sergio Rubini e Francesca Neri, nei panni di suo fratello e sua sorella, in una commedia dal finale toccante. Seguirà il film "Perdiamoci di vista" con Asia Argento e "Viaggi di nozze": nessuna coppia di novelli sposi dimenticherà il viaggio di nozze dei "coatti" Jessica (Claudia Gerini) e Ivano (Carlo Verdone). Sempre con la Gerini, nel 1996 Carlo gira "Sono pazzo di Iris Blond"; fortissimo anche "Gallo Cedrone". Dopo altri lavori nel 2003 arriva "Ma che colpa ne abbiamo noi"; "L'amore è eterno finchè dura" con Laura Morante e Stefania Rocca. Nel 2005 grande incontro professionale con Giovanni Veronesi che segue la regia di "Manuale d'amore". Su questo set il giovane Silvio Muccino ha l'occasione d'oro di recitare al fianco di un grande artista come Carlo che ritroverà faccia a faccia ne "Il mio miglior nemico", una sferzata continua di colpi bassi tra Orfeo Rinalduzzi (Silvio Muccino) e Achille de Bellis (Carlo Verdone). Sul set anche Ana Caterina Morariu e Agnese Nano. Il 2006 ha visto Carlo nuovamente sul grande schermo con "Manuale d'amore 2" diretto da Veronesi, film in cui ha saputo riproporre il personaggio tanto ricercato dai suoi fan.

Carlo Verdone, una carriera come poche altre, come attore e come regista. Ti avranno fatto mille volte tutte le domande possibili. Allora iniziamo con gli inizi. Quando e come hai iniziato, cosa ti ha spinto a recitare?
Avevo sicuramente un talento naturale. Una notevole sensibilità nel catturare dei piccoli dettagli che agli altri sfuggono. E in più un modo di comunicare speciale. Ma di tutto questo non ne ero al corrente fino a quando Sergio Leone decise di investire su di me con "Un Sacco Bello" e "Bianco,Rosso e Verdone". Credo che mi abbia spinto a recitare l'aria che ho respirato dentro casa: mia madre che mi portava a teatro, mio padre al cinema o al circo...Due persone colte e dotate di grande ironia. Ma alla fine credo che sia stato un modo per sconfiggere la mia timidezza ed insicurezza. Una cosa è certa e cioè che non ho mai perfettamente capito il meccanismo d'azione tra me e lo spettatore. Non ho mai creduto di avere la faccia d'attore,non sono mai stato sicuro che una determinata performance avrebbe suscitato risate o ammirazione. Ancora oggi non ho ben capito cosa mi è successo nella vita. Sembra assurdo ma è la pura verità. Ma forse è una fortuna,perché questa "sorpresa" mi fa sempre ricominciare ogni volta da capo. Ma sicuramente quello che ha costruito la mia carriera è stata la curiosità nell'osservazione della gente più anonima.

Sei diventato famoso con quei personaggi esilaranti, dapprima macchiette ma poi anche protagonisti di interi film: ci puoi dire come nascevano? Li provavi in casa, li facevi ascoltare e vedere ad amici?
Quei personaggi non erano altro che persone vere,che ascoltavo o che conoscevo. Dilatavo i loro tic come una "lente d'ingrandimento". E gli amici, i miei fratelli e genitori ridevano tanto. Mi stupiva che avessi questa capacità! Non imitavo tanto la loro voce,imitavo piuttosto la loro psicologia.

Dunque cosa consiglieresti ad un giovane attore che volesse "studiare" o approfondire alcuni personaggi?
Difficile dare una risposta. Innanzitutto stare con la gente,osservarla,amarla anche per alcuni loro difetti. Guardare la realtà anche con ironia,ove è possibile. Ed interpretare "la vita". Che sarebbe "L'arte di nascondere l'arte". Acquisire una sicurezza è complicato perché la maggior sicurezza viene da un talento naturale. Ma non basta il talento naturale,bisogna avere una perfetta padronanza del proprio corpo. Io capisco se un attore è bravo o no da come si comporta quando non ha battute e deve seguire quelle degli altri. Come muove le mani...che movimenti naturali minimi compie...se non eccede con le espressioni del viso. Stare zitti in una scena è difficilissimo. Perché anche se non parli tu devi far qualcosa di naturale in quella situazione. Drammatica o comica che sia. La scuola aiuta molto. Ma un naturale talento è indispensabile. Attori in un certo senso si nasce. Poi ci sono dei registi che hanno un carisma e un'abilità tali che riescono ad ottenere molto da attori mediocri che però hanno una gran faccia. Ecco il viso ha un'importanza speciale nel cinema,perché il cinema è fatto di primi piani.

Recentemente hai presenziato all'Ambra Jovinelli, in una manifestazione spontanea di tutto (o quasi) il cinema italiano. Cosa c'è che va e cosa c'è che non va, secondo te, nel nostro cinema di oggi?
Il Cinema Italiano fa quello che può. E sono due anni che si comporta bene. Ma non esiste una vera politica culturale in questo paese. Certo che il problema delle pensioni,del precariato,dei disoccupati sono problemi maggiori! Ma non dimentichiamo che la Cultura di un Paese è il termometro dello stato di salute e di "qualità" del Paese. La politica non fa molto né per il Cinema né per il Teatro,perché la lottizzazione politica (e parliamo di uno Stato che ha 25/30 partiti!) porterà sempre dei burocrati e mai degli autorevoli addetti ai lavori. Oggi bisognerebbe dare delle possibilità a chi vuol "sperimentare",bisognerebbe investire sempre di più in giovani seri che stanno studiando per dare un contributo allo spettacolo in Italia. Altrimenti il ricambio generazionale avverrà in modo terribilmente lento e il nuovo che avanza diventa "il nuovo che arranca". La televisione fa cose spesso buone,ma molto spesso non buone. Anestetizzando in valori effimeri il pubblico. Queste sono alcune preoccupazioni che noi nei "Centoautori" abbiamo sottolineato. L'abbiamo detto senza presunzione,perché è un problema quello dell'appannamento culturale molto visibile. E anche noi ,che sentiamo questo problema, non possiamo essere esempio di perfezione assoluta. Ma da "spettatori" interessati alla Cultura abbiamo voluto dare qualche suggerimento.
In questo periodo abbiamo molti bravi autori che meriterebbero di essere più sostenuti da una politica culturale. Ho detto sostenuti,non "assistiti".

Piccola domanda extra-cinema: cosa è che ti piace e cosa non ti va proprio giù, della società odierna?
La società di oggi non ha un briciolo di etica. Segue valori effimeri che non arricchiscono ma impoveriscono l'anima. Basta vedere gli scandali finanziari a ripetizione,gli omicidi all'interno delle famiglie... Le guerre bugiarde per fini "personali". E' un brutto periodo. Ma per fortuna c'è ancora qualcuno,pochi per la verità, che crede ancora in valori importanti. I ventenni di oggi dovranno radicalmente cambiare tutto. Ho fiducia in loro.

Hai una lunga carriera alle spalle, ma sei ancora molto attivo ed amato, come attore e come regista: cosa ti auguri per il futuro? Hai ancora un sogno nel cassetto?
Il futuro uno se lo costruisce da solo col proprio lavoro serio e tutto arriva di conseguenza. Un sogno nel cassetto? Forse dare un contributo anche come attore che usa le corde drammatiche. Ma dipende dalla storia e da chi me la propone. Io non mi dirigerei mai in un ruolo drammatico,perché il "patto" col pubblico è che io sia sempre per lui un attore brillante. Non vorrei confonderlo. Ma se lavoro con un altro regista...

C'è un film che non hai fatto e che ti piacerebbe fare?
L'ho detto tante volte. Il ruolo di Jago in Otello. E' il sogno di qualsiasi attore.

Fra i film che hai fatto, esiste un "prediletto" ed uno che invece preferisci lasciare chiuso in un cassetto?
Non esiste un film prediletto. Non toccherei nulla della mia carriera,film riusciti e meno riusciti.
In genere mi ricordo delle atmosfere che ho avuto nei set e che mi sono rimaste nel cuore. Un Sacco Bello,Borotalco,Compagni di Scuola,Maledetto il Giorno...Viaggi di Nozze,L'Amore è Eterno finché dura,Perdiamoci di Vista,Il Mio Miglior Nemico... hanno tutti avuto delle atmosfere irripetibili. Il cinema, per me in particolare, è una fatica ma un clima fantastico ti aiuta a fermare nella memoria momenti collettivi meravigliosi. Ma alla fine sono stati quasi tutti così...

Da attore: quali sono i registi con cui ti sei trovato meglio, e da regista quali i tuoi attori preferiti?
Ho lavorato con pochissimi registi quindi posso dire che con Veronesi mi trovo particolarmente bene. E' tenace ed umile. Generoso e pieno di ironia. I miei attori preferiti? Guarda,lasciamo per una volta quelli con i quali ho lavorato. Ne parlerei benissimo. Ecco,ti dico quello che secondo me oggi è un vero attore: Elio Germano.

C'è un regista per il quale ti piacerebbe recitare, ed un attore che ameresti dirigere?
Mi piacerebbe dirigere Elio Germano e sfruttare al massimo le possibilità di Laura Chiatti. Non c'è un regista in particolare...Tornatore e Virzì sono due personalità diverse ma con uno stile che mi piace

Cosa pensi delle scuole di recitazione?
Quelle serie servono. Servono a "sciogliere" una personalità potenzialmente portata a fare questo lavoro.

Tu hai frequentato il Centro Sperimentale, oggi come lo vedi? In cosa dovrebbe migliorare?
Il Centro Sperimentale è un'ottima scuola. I giovani che vediamo oggi sui cartelloni con i nomi grossi vengono tutti da lì. Dovrebbe avere molti più finanziamenti,evitando così di mandare a studiare all'estero i ragazzi.

Stai per partire con un nuovo film, dove trovi gli spunti per nuove idee, dopo tutte le cose che hai raccontato? Ci puoi dare una piccola anticipazione sul film?
Il mio prossimo film sarà ed episodi. Tre episodi dove agiranno tre personaggi "storici" della mia galleria. Questo progetto nasce da due esigenze: una mia e l'altra di circa 1300 persone che mi hanno "pregato",sul mio sito, di poterli vedere ancora una volta. L'esigenza mia è quella di divertirmi. Divertirmi a rappresentare,ora con la mia età, quei "tipi". Avranno famiglia,avranno dei figli...Che "mostri" hanno generato? Sarà come aprire "l'armadio dei ricordi" e tornare a scatenarmi. Ne sentivo molto l'esigenza. Poi lo richiuderò e proseguirò per la strada più giusta. E' come se riprendessi la chitarra elettrica col distorsore. Come una volta. Ma cercherò di dare molto spazio anche a chi mi starà vicino in questa avventura. Mi piacciono molto queste tre storie senza alcun denominatore che le lega. Speriamo possa divertire molto anche voi.

Credi che un attore, per recitare meglio, debba prendersi sul serio o sdrammatizzare?
Chi si prende troppo sul serio non sarà mai un buon attore. Il vero attore è quello dotato di una lucida incoscienza.

Ci sono giovani talenti che ti hanno colpito particolarmente, negli ultimi anni?
Germano,Muccino,Scamarcio,Favino,Santamaria,Chiatti,Impacciatore,Ambra... Ma ne potrei dire altri dieci. E mi scuso con quelli che non ho citato. Ma anche la tv ci ha fatto vedere ottime promesse. Attori ed attrici che potrebbero fare, con grande slancio, un bel film.

Hai lavorato con mostri sacri (Bertolucci, Sordi) e hai macinato migliaia di giorni di set: c'è un episodio particolarmente divertente che ti va di raccontare?
Nel nostro ultimo pranzo,io e Sordi stavamo parlando della situazione del Cinema in Italia. Lui era molto depresso. Forse perché già malato. Ma ricordo che mi disse questa frase: "Voi comici me fate pena...". "Perché,Alberto?",replicai. "Perché oggi non c'è più il senso del ridicolo. Oggi nessuno si stupisce più di niente. Sèmo dei mostri che guardano altri mostri". Mi sembrava la solita frase...un po' ovvia e un po' depressiva...Fatto sta che il giorno dopo stavo all'aeroporto in procinto di partire per Catania. Tra la moltitudine dei passeggeri vedo,in quel giorno estivo di caldo atroce, uno con il gel sui capelli che s'imbarca con maglietta bianca,costume,ciabatte da mare con in mano un asciugamano arrotolato e una bottiglietta di shampo. La maglietta era abbastanza lunga tanto da non vedere che tipo di slip avesse. Poteva anche avere delle mutande per questo...Era una delle immagini più cafone che mai avessi visto in un luogo pubblico. Beh,nessuno ci faceva caso più di tanto. In pratica uno che sembrava uscito da una cabina di uno stabilimento stava per entrare in un aereo! Ecco,pensai che Sordi tutti i torti non ce li aveva...

Quale è stata la giornata più difficile per te su di un set?
In Compagni di Scuola,per motivi organizzativi, mi fecero iniziare con la scena 54 anziché con la numero 1. Non sapevo dove sbattere la testa perché avrei dovuto già prevedere lo sviluppo di 53 scene precedenti. Fu una follia! Ricordo che mi chiusi in bagno e cominciai veramente a pregare l'anima di Sergio Leone che mi aiutasse. Ero disperato. Ma non dovevo farmi vedere così dagli altri perché avrei perso autorevolezza. Credo che Sergio mi abbia aiutato,visti i risultati di quel film.

Il tuo primo film, "Un sacco bello", è a tutt'oggi un cult. Lì interpreti sei personaggi diversi, e sei anche regista. Come è stato esordire con un compito così gravoso?
Un'incoscienza!Ma avevo un'energia spaventosa...E un grande "angelo custode": Sergio Leone.

Il cinema è un grande amore o una schiavitù infernale?
Inizia con l'essere un grande amore. Finisce per essere una schiavitù a volte pesante,a volte sopportabile. Ma se ami il tuo pubblico sentirai sempre una "missione" che ti sostiene.

Cosa rimpiangi dei primi anni, e cosa invece preferisci di questi?
Rimpiango tanti bravi collaboratori che purtroppo non ci sono più. Gente seria,in gamba. Rimpiango gli ultimi caratteristi. I grandi registi. Rimpiango quella sana paura che avevo ogni volta prima delle riprese.
Questo periodo è decisamente meno affascinante. Ma per questo non meno interessante. Sono più sereno,tranquillo. Una serenità data dall'esperienza.

La fiction televisiva secondo te è una palestra utile per attori e registi, o è un modo di lavorare dove si rischia di prendere "vizi" che poi allontanano dal grande schermo?
Non demonizziamo le fiction. Ci sono bravissimi attori anche lì. Dovremmo guardare con meno sospetto chi fa le fiction. E scegliere i più meritevoli.

Ti piacerebbe confrontarti con una serie TV, o addirittura una lunga soap?
No. Per adesso no. Preferisco i miei ritmi cinematografici.

Cosa guardi in TV?
Tutto ciò che può insegnarmi qualcosa. Report,Gaia,Piero Angela... E buoni film su Sky. Il calcio è ovviamente il più gettonato... Ma fino ad un certo punto.

C'è fra i prodotti per la televisione uno che ti piace particolarmente?
Report è fatto con rigore, da gente professionalmente molto preparata.

Puoi non rispondere: ma se ti chiedessi il tuo film italiano preferito di sempre, e quello che hai amato di più negli ultimi dieci anni?
"La Dolce Vita" e "Babel".

Cosa dovrebbe Fare un attore ad un provino per colpirti positivamente?
Deve avere un viso interessante, forte personalità ed umiltà.

Tu curi direttamente i provini o fai fare una scrematura? E ti capita di guardare gli attori direttamente dal loro sito?
Una foto su un sito può generare curiosità. Ma è il provino che curerò personalmente,dopo una scrematura, l'unica certezza per capire bene le possibilità di chi ho davanti.

Quanto credi che conti uno shworeel ben fatto, al giorno d'oggi. Tu li guardi?
Certo. Sono sempre delle prime indicazioni molto interessanti.

Cosa ricordi del tuo primo giorno sul set?
Molta carica,molta tensione. Ma anche l'immediata voglia di mettere di buon umore tutti. I miei set sono famosi per l'allegria che c'è. E quella la dà solo il regista.

Quando è stata e cosa hai provato la prima volta che sei entrato a Cinecittà?
Era come entrare nel Paese delle Meraviglie. Ma mi ricordo anche un vaff... che mi strillò un assistente alla regia che non voleva che stessi lì. In pratica fu un'umiliazione!

Ci racconti la cosa più pazza che ha fatto una fan per conoscerti?
E' rimasta due giorni a citofonare non credendo che non ero in casa. Ha rotto le scatole a tutto il palazzo. Dormiva con un amico in una macchina e veniva dalla Calabria. Alla fine ho chiamato i Carabinieri che l'hanno portata via. Non s'è più vista.

Hai tenuto spesso delle lezioni all'università. Cosa ti piace comunicare ai giovani?
Cerco di fargli capire che questo non è un lavoro semplice. Pieno di speranze,delusioni ma anche di improvvise sorprese. Cerco di spiegare che non basta essere bravi e avere del talento ma che bisogna avere anche il dono dell'amministrarsi bene. Molti talenti si sono amministrati molto male e sono scomparsi. Predico molto una vera disciplina di vita. Un attore,un autore deve avere delle regole. Chi si sveglia alle tre del pomeriggio non capirà niente della vita quotidiana. Chi comincia a vivere di notte comincerà a conoscere solo una categoria di persone. Chi vive a 360 gradi la giornata avrà una conoscenza perfetta della gente, dei suoi umori e dei suoi problemi.

Cosa ricordi del tuo primo incontro con Federico Fellini?
Era un uomo timido,curioso,depresso,pieno di dubbi,bugiardo, ma di una capacità nell'indagare l'anima umana speciale. Era un uomo di rara sensibilità. Quasi medianica. E' stato l'autore più importante del nostro cinema e non solo. Quando venne la prima volta a cena dai miei rimasi colpito dai suoi racconti. Perché quello che narrava lo accompagnava sempre con un po' di recitazione,gesti,facce. Bene,era sublime. Era un immenso attore! E con un uomo così magnetico e magicamente comunicativo anche un sasso avrebbe recitato. Il fascino di Fellini era un fascino di una persona "superiore".

Alberto Sordi in un'intervista a dichiarato che sei l'attore italiano che più gli somiglia, per la recitazione e per il fatto che siete entrambi romani. Cosa hai imparato da lui?
Ho imparato a "sdrammatizzare" e a buttarmi con incoscienza nella scena.

Quale appello lanceresti ai produttori italiani?
Di investire sui giovani talenti. Un bravo produttore deve andare a Teatro e ricordarsi di chi l'ha colpito. Tutti i giovani attori iniziano col teatro o con dei corti.

Hai lavorato con due importanti produttori, Mario Cecchi Gori e Aurelio De Laurentiis. Quali sono le differenze sostanziali fra loro e come ce li descrivi?
Entrambi due tritasassi. Furbi ed abili. Ma De Laurentiis ha un modo molto efficace per lanciare i film meglio di chiunque. Il risultato però è che con lui,alla fine della promozione,finisci quasi in clinica!

Hai avuto la fortuna di lavorare con tutti i più grandi del cinema, chi ti ha colpito di più artisticamente e chi invece caratterialmente?
Caratterialmente Alberto Sordi. Artisticamente Sergio Leone.

Ti è capitato di scegliere attori dalla strada per i tuoi film?
Quasi sempre.

Per un attore quanto è importante l'agenzia?
Direi che è indispensabile. Se vivi a Novara o a Brindisi mi dici chi cura la tua immagine a Roma o a Milano?

Cosa pensi delle agenzie italiane? Funzionano? C'è qualcosa che potrebbero migliorare?
Le Agenzie sono indispensabili. Alcune sono serie e curano i loro attori. Altre meno. Ma il problema è che in troppi vogliono entrare nelle agenzie. E così c'è un ingolfamento che porta danno all'attore e all'agenzia che non riesce più a coordinare bene le qualità e le aspettative di alcuni. Ci si deve presentare ad una buona Agenzia solo dopo aver acquisito un piccolo curriculum. Anche a livello sperimentale.

Credi che il cinema italiano sia poco sostenuto dallo stato, rispetto agli altri paesi dell'unione europea come Francia, Spagna, Germania etc.?
E' poco curato. E non è vero che è assistito. 75 milioni di euro sono un'assistenza? La Spagna ne ha 90,la Germania 250,la Francia 500. Speriamo cambi qualcosa con la nuova legge. Almeno gente giusta al posto giusto.

Cosa andrebbe fatto a livello istituzionale per sostenere maggiormente i giovani autori?
Investire molto,molto di più sulla Cultura. La Cultura non è solo il Cinema. E' l'università,la Scuola, la formazione degli studenti. La Musica,il Teatro,la Danza , la Ricerca ,in qualsiasi campo, fanno parte della Cultura. E anche la Televisione fa parte della Cultura. Arrivo a dire che è la più importante perché la più seguita. E può decidere di uno stato qualitativo di un Paese...

Quale è il percorso che secondo te dovrebbe seguire un giovane regista e cosa invece dovrebbe evitare?
Tutti i percorsi che portano ad un arricchimento interiore profondo sono le strade da seguire sempre. Essere una persona leale che ama e comprende il prossimo,che ha dei valori forti, che si stupisce,che si emoziona è già sulla buona strada.

Quale è l'errore più frequente che vedi fare ai registi?
Fare i film che piacciono solo a loro. Si dovrebbe scendere ad un onesto compromesso perché il pubblico paga. Andare al cinema non è entrare gratis ad una mostra di pittura.

Ami la musica e a volte ti capita di esibirti in pubblico come batterista. Come nasce questa passione?
Dai tamburi del Palio di Siena. Mio padre è senese e di rullate possenti ne ho sentite tante da bambino. Come primo regalo ricevetti un tamburo. Poi conobbi Mitch Mitchel degli Experience e John Bonham dei Led Zeppelin attraverso i loro dischi e così mi feci comprare una batteria vera. A vent'anni ero bravino. Poi ho lasciato perdere. Ora ho ripreso perché mi diverto con mio figlio Paolo che suona bene la chitarra.

Quale è la tua più grande fobia?
Partire in aereo con il tempo molto perturbato. E' un supplizio...

La cosa che ti fa più arrabbiare?
L'impossibilità di "svecchiare" la classe politica italiana. L'impossibilità di sdoganare giovani pronti per la politica. Tutto questo perché ,alla fine, l'Italia è ancora un paese "feudale", col proprio politico regionale di riferimento. Purtroppo è così. Se non ci penseranno le nuove generazioni a cambiare questo modo arcaico, vedo il Paese messo molto male.

Il tuo piatto preferito?
Melanzane alla parmigian.

Cosa fa Carlo Verdone durante il suo tempo libero?
Giardinaggio,suono la batteria o la chitarra,vado spesso al Cinema.

Cosa deve fare una donna per conquistare il tuo cuore? E cosa per conquistarti artisticamente?
Non deve essere invadente. Mi piacciono le persone discrete che parlano poco e comunicano con lo sguardo.

Con quale attrice scapperesti su un'isola deserta?
Con nessuna. L'isola deserta è la cosa che più mi mette ansia!

Un vizietto di cui non puoi proprio fare a meno?
Il fumo,purtroppo. Ma sta arrivando il momento di smettere. Mi farò aiutare da un medico,è l'unica?

Possiamo dire che sei stato un po' il padrino di battesimo del progetto RB Casting essendo stato uno dei primi iscritti. Cosa pensi di questo network? Secondo te è utile per scoprire nuovi artisti e dare maggiore visibilità anche a quelli già affermati?
RB Casting è serio,onesto ed ama veramente il mondo dello spettacolo fornendo notizie utilissime.
Da voi ho scelto già tre attori importanti negli ultimi miei due film... Quando si incontra gente seria è una manna dal cielo per noi registi.

 

VERDONE ED INTERNET clicca qui per visualizzare l'intervista

 

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