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Don Verdone sbanca il botteghino
Speciale "Io, loro e Lara": video interviste al cast, backstage e clip del film






































IO, LORO E LARA regia Carlo Verdone - Trailer


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LAURA CHIATTI  - Intervista video

ANGELA FINOCCHIARO, MARCO GIALLINI - Intervista video


Speciale "Io, loro e Lara"

Backstage - Video

Preoccupazione fratelli
  -  Prostitute  -  Ufficio Finocchiaro fuga Verdone


Don Verdone sbanca il botteghino

Arriva "Io, loro e Lara", commedia "svolta" del regista-attore nei panni di un missionario in crisi ed è subito successo. Tra gag ed etica si raccontano le miserie dell'Italia contemporanea attraverso lo sguardo di "una persona retta". Nel cast Laura Chiatti, Angela Finocchiaro, Sergio Fiorentini, Anna Bonaiuto e Marco Giallini. Positiva gran parte della critica.
 
ROMA - "Non ne potevo più di fare il borghese che fa le corna, non mi divertivo più. Dopo trent'anni di questo lavoro non voglio morire di solo cinema, ma cambiare, fare cose che sono più nelle mie corde e spero solo che il pubblico mi incoraggi e mi segua". Così Carlo Verdone ha presentato il suo ultimo film - "Io, loro e Lara" (distribuito dalla Warner in 650 copie dal 5 gennaio) - nella conferenza stampa del 30 dicembre scorso. E a giudicare dai primi risultati del box office il pubblico lo ha seguito con tutto il cuore: nei primi 6 giorni di programmazione la pellicola ha incassato più di 8 milioni di euro volando al primo posto della classifica Cinetel.
 
La commedia, che ha riscosso il giudizio positivo di molta critica, è sicuramente diversa rispetto alle precedenti e per certi aspetti è anche più coraggiosa. Come ha ammesso lo stesso regista-attore, è un film di svolta, che abbandona le vecchie macchiette per analizzare un paese con più forza e attenzione. "Si tratta di un argomento delicato - ha spiegato - è la prima volta che faccio un prete vero, perché quelli di 'Un sacco bello' e 'Acqua e Sapone' erano solo caratterizzazioni, tic, dettagli dilatati del vecchio clero". Raccontando un'Italia che ha perso la bussola, la pellicola affronta senza timori il problema dell'etica: "lo so - ha continuato Verdone - oggi questa parola suona strana perché viviamo in un momento in cui si è perso il senso etico delle cose. Così in un Paese, che sembra vivere in una continua e violenta rissa di condominio, ho voluto raccontare di una persona retta, di una persona buona. E questo attraverso la figura di un sacerdote, uno di quelli che si trovano solo nei quartieri periferici come il Tuscolano e il Prenestino e che non parlano mai dal pulpito, ma sono in maglione in mezzo alla gente".
 
In "Io, loro e Lara", Verdone è infatti Don Carlo Mascolo, missionario che dopo aver passato dieci anni in Africa entra in crisi mistica e torna a Roma, dalla sua famiglia. Qui però trova una situazione che è un vero disastro: suo padre Alberto (Sergio Fiorentini), ex generale e vedovo, ha sposato la giovane badante moldava, indossa un parrucchino color mandarino e sta dilapidando il patrimonio; sua sorella Beatrice (Anna Bonaiuto) è una psicologa separata e nevrotica con una figlia adolescente "Emo" a carico; il fratello Luigi (Marco Giallini) è un broker cocainomane con una compagna incinta che tenta continuamente il suicidio. Don Carlo è in cerca di conforto, ma ogni volta che tenta di parlare con i suoi familiari, questi gli rovesciano addosso innumerevoli problemi, primo fra tutti la paura che l'eredità si polverizzi. In mezzo a tanto marasma, l'unica a rivelarsi più sana è la figlia della moldava, la bella Lara (Laura Chiatti), ragazza madre precaria che entra nella storia come un ciclone per rivoluzionare la vita di tutta la famiglia.
 
Con questa nuova storia Verdone si conferma un grande protagonista, capace di mixare con intelligenza comicità e riflessione senza mai scadere nel volgare: ottime le scene con la bravissima Angela Finocchiaro (coadiuvata da un'espressiva Cristina Odasso) nel ruolo della psicologa che tenta di circuirlo, con gli schizzati Bonaiuto e Giallini, una rivelazione per il pubblico abituato a vederli in parti drammatiche, tenero ed esilarante il duetto notturno con la splendida Chiatti, perfetta nella parte della pericolosa tentazione. In "Io, loro e Lara" c'è comunque un Verdone diverso per chi si aspettava i soliti personaggi, un Verdone che porta a riflettere sui temi attuali. E' da apprezzare che un autore comico abbia avuto il coraggio di sacrificare alcune battute per evidenziare le malattie della società di oggi. In questo film la comicità nasce di riflesso sui controcampi increduli di Don Carlo, che si ritrova a vivere situazioni variopinte all'interno della sua famiglia, completamente cambiata al ritorno del sacerdote dall'Africa.

La pellicola è dunque un perfetto ritratto dei giorni nostri e per realizzarla il regista romano si è circondato di un cast validissimo, ma anche dei suoi più cari affetti (nel film si riconoscono i camei dei figli Paolo e Giulia, e degli amici di sempre Ernesto Fioretti e Pierluigi Ferrari). La dedica è invece riservata al padre Mario, docente e critico cinematografico scomparso pochi mesi fa, che durante le riprese lo ha pregato di non andare più all'ospedale a trovarlo: "non venire più, mi diceva sempre. Sennò sbagli il film". La commedia si chiude con gli auguri di Natale (doveva uscire nel periodo delle feste natalizie ma poi la distribuzione ha preferito evitare la concorrenza con i cine-panettoni) che Don Carlo manda dal continente nero (alla fine il sacerdote preferirà la giungla africana a quella metropolitana) alla famiglia felicemente ricomposta. Un messaggio di speranza? Forse. "Mi auguro che questo film possa far ritrovare il buon senso delle cose agli italiani - ha concluso Verdone - perché nel nostro Paese c'è un'atmosfera con nuvole grigie. Vorrei, ad esempio, più saggezza e meno presenzialismo in tv da parte di tutti. E poi che al più presto nasca una nuova generazione di giovani che sappia cambiare davvero le cose".

Marialuisa Di Simone


Si ringrazia l'Ufficio Stampa Studio Lucherini Pignatelli.

 
 

Alcuni commenti della critica al film "Io, loro e Lara":
 
"Un regista-attore bravissimo che rende bravissimi i colleghi" - Maurizio Porro, Corriere della Sera

"Verdone è disposto a sacrificare qualche facile battuta in nome del coraggio di raccontare la propria insofferenza" - Paolo Mereghetti, Corriere della Sera

 
"Una delle sue commedie più belle, tenere e divertenti" - Curzio Maltese, La Repubblica
 
"Manca stavolta il suo straordinario macchiettismo, ma torna il modo lieve e sorridente di fare commedia" - Leonardo Jattarelli, Il Messaggero
 
"Questo Don Carlo di Verdone non aspira a farsi maschera, piuttosto si mantiene incredulo e indignato sul limitare del teatrino di contemporanea decadenza che ha davanti" - Alessandra Levantesi Kezich, La Stampa
 
"Apprezzabile e in parte riuscito rinnovamento con l'attore nell'inedito ruolo reso con grande verve e credibilità, ma in un contesto da commedia a tratti bozzettistica" - Francesco Bolzoni, Avvenire
 
"Una riflessione sentita e tutt'altro che banale sull'Italia di oggi, messa a confronto con l'Africa" - Alberto Crespi, L'Unità
 
"Giocando di riflesso, come in certi personaggi di Sordi, si permette la costruzione di un personaggio strepitoso" - Marco Giusti, Il Manifesto
 
"Film di svolta nella carriera di Verdone, sia dal punto di vista dei contenuti, sia di quello della struttura narrativa" - Oscar Cosulich, Il Mattino
 
"Finalmente una commedia equilibrata che vale più d'una radiografia Istat di fine anno" - Cinzia Romani, Il Giornale
 
"Verdone si conferma un grande protagonista, capace di mixare con intelligenza comicità e riflessione senza mai scadere nel volgare" - Marialuisa Di Simone, RB Casting