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"Nine", l'Italia in musica ispirata a Fellini
Video interviste, conferenza e photocall con Rob Marshall, Sophia Loren, Penélope Cruz e Marion Cotillard

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




 

 

 

 


 
NINE regia Rob Marshall - Trailer
 
 
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"Nine", l'Italia in musica ispirata a Fellini
Rob Marshall e le tre protagoniste femminili presentano il film che prende spunto da "8½". Ma il regista avverte: "non chiamatelo remake". Nel cast Daniel Day-Lewis, Penélope Cruz, Marion Cotillard, Sophia Loren, Nicole Kidman, Judie Dench, Kate Hudson e Fergie.
 
ROMA - Fellini autorizzò il musical a patto che non venisse utilizzato il suo titolo. Così è stato per il pluripremiato "Nine", la versione teatrale di Brodway del 1982, ispirata alla trama di "8½", e così è stato per "Nine", il musical di Rob Marshall (premio Oscar per "Chicago") dal 22 gennaio nelle sale italiane, in 250 copie, distribuito da 01 e Rai Cinema. "Non si tratta di un remake di 8½ - puntualizza subito il regista alla presentazione romana - è impossibile rifare un capolavoro. Il mio Nine è la versione cinematografica del musical che si era ispirato liberamente al film di Fellini".
 
La pellicola vanta un cast stellare che però non è bastato al botteghino Usa: costata 80 milioni di dollari, dal 18 dicembre ne ha incassati soltanto 18 e mezzo. Belle le musiche, spettacolari le scenografie e i costumi, brave le attrici, ma forse c'è qualcosa che non va nell'evolversi dell'intreccio: nonostante la potenza dei mezzi, il film appare troppo lungo e a volte un po' sconnesso nella trama. Sul flop americano, Marshall tenterà di rifarsi in Europa, e in particolare in Italia che è stata la patria del suo ispiratore: "Sono molto felice di essere in questa città che è la mia preferita - dice - felice e umile allo stesso tempo di fronte a tanta grandezza. La storia è ambientata nella Roma del 1964 e il mio obiettivo principale era proprio quello di far emergere la bellezza, la ricchezza e l'eleganza di quell'epoca".
 
Quindi l'esaltazione dell'italianità come la intendono gli americani, comunicata in tutti i modi: nelle canzoni (non a caso uno dei testi principali recita "Be italian"), negli abiti, nelle ambientazioni (collocate quasi tutte tra Cinecittà, il centro storico di Roma e Anzio) e nella passionalità delle attrici. Ma se per Marshall il film non è un remake della pellicola felliniana, la trama lo ricorda molto. Si parla di un regista epico, Guido Contini (Marcello Mastroianni in "8½", Daniel Day-Lewis in "Nine"), da cui tutti si aspettano un nuovo capolavoro: l'uomo però, alla vigilia delle riprese, ha perso tutta la vena creativa e tra le mani non ha nemmeno un abbozzo di sceneggiatura. Per evitare che la sua vita vada a rotoli, chiede aiuto alle donne che per lui hanno contato di più: l'amante Carla (Penélope Cruz), la moglie Luisa (Marion Cotillard), la musa ispiratrice (Nicole Kidman), la costumista e confidente (Judie Dench), una procace giornalista americana (Kate Hudson), la prostituta Saraghina (Fergie) e infine l'amorevole madre (Sophia Loren).
 
"Quando Marshall mi ha telefonato per propormi la parte sono stata molto felice - commenta Loren - era nel mio sogno di bambina interpretare un musical come quelli con Ginger Rogers o con Betty Grable, e ho accettato subito senza sapere di cosa si trattava". A Sophia è piaciuto molto il ruolo della madre di Fellini: "con mio marito (Carlo Ponti), abbiamo avuto diversi approach per girare un film con lui - racconta - ma poi nessun progetto è andato in porto per ragioni commerciali. Partecipare a questo musical è stato anche un modo per rievocare dei bei momenti". Tra le esperienze più belle che ha vissuto con il regista di "8½", la Loren ricorda la consegna dell'Oscar alla carriera a Fellini: "fu un momento emozionante, soprattutto quando lui, dal palco, disse che la moglie stava per piangere. Subito dopo ci girammo verso Giulietta e lei stava piangendo".
 
Alla presentazione romana di "Nine", oltre a Marshall e alla Loren, ci sono Penélope Cruz e Marion Cotillard. "Il mio personaggio mi ha incuriosito molto - confessa Cruz - soprattutto la passione con cui lei abbandona sé stessa per darsi completamente al suo amore. Avevo visto la Carla a Broadway, ma mi sono ispirata più a quella di Sandra Milo e alle sue interviste, un vero gioiello. Grazie a queste ho capito tante cose di Carla, dei momenti che passava da sola nella sua pensione ad aspettare l'amante". Cotillard si è invece ispirata alla moglie del regista, Giulietta Masina: "ho cercato di leggere quanto più mi è stato possibile su di lei, sul suo rapporto con Fellini e sul ruolo che aveva nella sua vita. Anche il documentario della moglie di Francis Ford Coppola, dove lei racconta il modo in cui ama il marito e come è diventata la sua ombra, mi è stato utile: mi ha fatto capire che cosa significa amare un uomo che è sempre immerso nella sua sfera creativa".
 
In una sala gremita di giornalisti, Marshall spiega anche perché per il suo nuovo musical ha scelto di ispirarsi a Fellini: "dopo Chicago volevo fare qualcosa di diverso - confessa - e Nine me ne ha dato la possibilità. L'argomento è intenso perché, oltre ad offrire delle performance straordinarie, parla di cosa vuol dire fare cinema e di come viviamo noi artisti. Fellini era il maestro dei maestri e ciò che mi ha permesso di portarlo in un musical è stato il fatto che, nelle sue opere, lui riusciva a passare dalla fantasia alla memoria con una grande fluidità. Toccare, anche solo come fonte di ispirazione, il grande maestro per me è stato un grande onore".
 
Nel cast c'è anche un folto gruppo di attori italiani, tutti impegnati in ruoli di contorno, e comunque entusiasti di prendere parte ad un kolossal americano: tra loro Giuseppe Cederna, Roberto Citran, Sandro Dori, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Roberto Nobile, Alessia Piovan, Remo Remotti, Monica Scattini, Martina Stella, Ricky Tognazzi e un breve cameo di Dolce e Gabbana nella parte di due pretini.

Marialuisa Di Simone

Si ringrazia l'Ufficio Stampa Studio Lucherini Pignatelli.
 
 
 
Ecco alcuni commenti della critica al film "Nine":
 
"A rimettere le mani sui miti si rischia qualche dolorosa bruciatura" - Paolo Mereghetti, Corriere della Sera
 
"Più che un remake in musica, Nine è una sorta di tributo al cinema di Fellini, in cui si trovano anche echi di altri film, a cominciare da La dolce vita" - Franco Montini, La Repubblica
 
"Nulla più di un musical forse può spiegare l'anima sospesa di Federico Fellini, fluttuante e sfuggente, sintonizzata sull'inconscio che dettava i suoi sogni" - Paola Pasquarelli, Nazione-Carlino-Giorno
 
"Il film, nel suo insieme, non riesce a restituire allo spettatore questo viaggio all'interno dell'immaginario e della vita di un regista: coreografi e set si alternano per tessere una trama che, però, rimane troppo semplice e a volte poco disegnata" - Emanuela Genovese, Avvenire
 
"Più che brutto è noioso, oleografico, esangue, nonostante l'erotismo a fior di pelle continuamente evocato a tinte rosse" - Michele Anselmi, Il Secolo XIX
 
"Nine non fa troppi disastri e anzi meraviglia un po' e lusinga che la figura di un regista italiano, anche se famoso come Fellini, alla fine sia diventato un musical con tanto di mega-cast e tante canzoni che inneggiano all'italian style" - F. Gallo, La Gazzetta del Mezzogiorno
 
"Belle le musiche, spettacolari le scenografie e i costumi, brave le attrici, ma forse c'è qualcosa che non va nell'evolversi dell'intreccio: nonostante la potenza dei mezzi, il film appare troppo lungo e a volte un po' sconnesso nella trama" - Marialuisa Di Simone, RB Casting

 
 

 
 
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