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RB Casting dà il Benvenuto a Fabrizio Gifuni
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Fabrizio Gifuni, rappresentato dall'agenzia Diberti & C., è considerato un talento della recitazione. Diplomatosi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio D'Amico" nel 1992, ha centellinato la sua carriera con ruoli tutti significativi, e spesso particolarmente incisivi come quello per "La meglio gioventù" (2003), film di Marco Tullio Giordana per il quale vinse il Nastro d'Argento 2004 come migliore attore protagonista e si aggiudicò una nomination - la seconda - al David di Donatello.

Il debutto al cinema è nel 1996, quando prende parte al film "La bruttina stagionata" di Anna Di Francisca, e in seguito - nel 1998 - è diretto da Gianni Amelio in "Così ridevano". Nello stesso anno viene scelto come protagonista di "Un amore" di Gianluca Maria Tavarelli, e per questa interpretazione riceve una nomination al David di Donatello come miglior attore protagonista. Dopo una serie di altri lavori in Italia sul finire degli anni Novanta, tra cui "Il partigiano Johnny" (1999) di Guido Chiesa, fa il salto verso Hollywood: nel 2000 è scritturato accanto ad Anthony Hopkins per "Hannibal" di Ridley Scott. Fanno seguito gli esaltanti riscontri della critica per la parte ne "Il sole negli occhi" (2001) di Andrea Porporati, e nello stesso anno recita accanto alla moglie Sonia Bergamaschi ne "L'amore probabilmente" di Giuseppe Bertolucci. Tra i successi degli ultimi anni per il grande schermo, spiccano "La ragazza del lago" (2007) di Andrea Molaioli, "Signorinaeffe" (2007) di Wilma Labate e "L'uomo nero" (2009), commedia fiabesca sulla Puglia degli anni Sessanta diretta da Sergio Rubini.

Quanto al teatro, l'attore romano si è cimentato in drammaturgie classiche che spaziano dal Macbeth di Shakespeare all'Antigone di Sofocle (presentato in tournée perfino in Giappone e Corea), alle più recenti "Non fate troppi pettegolezzi" (recital su testi di Cesare Pavese) e "I kiss your hands - catalogo semiserio delle letture mozartiane" ancora accanto a Sonia Bergamaschi, entrambi nel 2008. Ma è solo per "Na specie de cadavere lunghissimo" (2004) per la regia di Giuseppe Bertolucci, che si aggiudica il Golden Graal e il Premio Hystrio come miglior attore per il monologo teatrale.

La fiction è un altro tassello immancabile nella carriera di Gifuni. Nel 2005 interpreta Alcide De Gasperi nel film tv "De Gasperi. L'uomo della speranza" di Liliana Cavani, che gli vale i premi Flaiano, Ischia e Rodolfo Valentino. E dopo il ruolo di Papa Paolo VI nell'omonima fiction del 2008, ha interpretato Franco Basaglia nella miniserie in due puntate "C'era una volta la città dei matti", diretta da Marco Turco.

Ilaria Mariotti
 
 
 
 
 
 
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