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RB Casting dà il Benvenuto a Luigi Diberti www.rbcasting.com/site/luigidiberti.rb
Attore di teatro da decenni, molto attivo anche al cinema e in tv soprattutto negli ultimi anni, Luigi Diberti, rappresentato dall'agenzia Diberti & C, è considerato un artista di prim'ordine nel panorama interpretativo italiano.
La sua lunghissima carriera, che spazia in tutti i campi dell'audiovisivo, inizia negli anni Sessanta, quando - dopo il diploma all'Accademia d'Arte Drammatica di Roma e una serie di piccoli ruoli - non ancora trentenne gli viene affidata la parte di Astolfo ne "L'Orlando furioso" (1968) di Luca Ronconi, seguito poi da "Il Dio Kurt" (1969) di Alberto Moravia. Negli stessi anni si aprono anche le porte del cinema: nel 1968 è scelto da Maurizio Ponzi per il film "I visionari", e nei primi anni Settanta è in tre pellicole di Mauro Bolognini: "Metello" (1970), "Imputazione di un omicidio per uno studente" (1972) e "Libera, amore mio" (1975). Contemporaneamente Diberti debutta sul piccolo schermo, dove prende parte al cast di fiction quali "La tecnica e il rito" (1971), "I demoni" (1972) e "La classe operaia va in Paradiso" (1972) diretta da Elio Petri, protagonista una Mariangela Melato di cui l'attore diventerà un partner costante nel percorso professionale.
Lavora con nomi eccellenti quali: Monica Vitti ne "Gli ordini sono ordini" (1972) di Franco Giraldi e ne "Il mistero di Oberwald" (1980) di Michelangelo Antonioni, con Henry Fonda ne "Il serpente" (1973), e ancora con Marcello Mastroianni "Mogliamante" (1977), anno in cui recita in un episodio de "I nuovi mostri" con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Alberto Sordi.
Dopo il ritorno in teatro con "Così è se vi pare" di Luigi Pirandello, diretto da Giancarlo Sepe, Diberti diventa uno dei principali attori del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler, e recita per due volte in "Campiello" di Goldoni (1974 e 1972). Continua anche l'attività sul piccolo schermo, dove compare di nuovo insieme alla Melato in "Vestire gli ignudi" (1986), ancora per la regia di Sepe, e in tre edizioni della mitica serie tv "La piovra" (1987, 1989, 1992). Grazie alla profondità che caratterizza il suo sguardo, Diberti viene scritturato per diversi ruoli polizieschi nel corso della sua carriera, ma l'attore si cimenta più volte e con altrettanta efficacia anche in parti da commedia.
Gli anni Novanta segnano un ritorno al cinema: dopo "Ultimo minuto" (1987) di Pupi Avati, pellicola in cui accompagna Tognazzi, è in "Non chiamarmi Omar" (1992) con Stefania Sandrelli - di cui sarà il marito psicanalista ne "L'ultimo bacio" (2001) di Gabriele Muccino - e con Asia Argento ne "La sindrome di Stendhal" (1996) di Dario Argento. In questa decade partecipa a diverse fiction di successo come "Il Maresciallo Rocca" e "Don Matteo", tuttora in onda su Raiuno.
Negli ultimi anni l'attore ha visto intensificarsi la sua attività televisiva: eccetto che in casi sporadici ma che hanno lasciato il segno come "Sanguepazzo" (2008) di Marco Tullio Giordana e "Saturno contro" (2006) di Ferzan Ozpetek, in cui interpreta il padre dell'omosessuale Lorenzo (Luca Argentero), Luigi Diberti è tra le altre nella fiction "Incantesimo" (2004-2005) e nella recente "Tutti pazzi per amore" (2008), serie tv di successo in cui l'attore è nei panni dell'ex marito mai dimenticato di Piera Degli Esposti.
Una curiosità: la bravura di Luigi Diberti ha raggiunto anche il pubblico straniero, in particolare quello francese da cui l'attore nostrano è molto apprezzato.
Ilaria Mariotti