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Milano Film Festival Awards 2016, vince il corto “L’ultima orazione”

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E’ “L’ultima orazione”, del regista fiorentino Gustav Baldassini, l’opera vincitrice del premio per il Miglior Cortometraggio Italiano ai Milano International Film Festival Awards 2016, la kermesse dedicata al cinema indipendente internazionale. Il film, una commedia nera con nel ruolo di protagonista l’attore partenopeo Salvatore Cantalupo – noto al grande pubblico per la sua interpretazione del sarto in “Gomorra” – sarà proiettato all’Anteo spazioCinema di Milano (via Milazzo 9) mercoledì 29 giugno alle ore 20.00, alla presenza dell’autore.

Al centro della trama, l’idea di un’agenzia di pompe funebri per un nuovo e rivoluzionario servizio: alterare e migliorare quanto più possibile il ricordo che la persona scomparsa lascia di sé. Con l’aiuto dei suoi collaboratori, il titolare Giorgio Priscoli, trasforma vite normali di uomini e donne ordinari in esistenze brillanti o perfino avventurose, e la manipolazione della memoria diventa gioia collettiva e approvazione. Niente è definitivo, nemmeno la morte: nell’atto finale del funerale, durante lo spettacolo di chiusura della vita, viene recitata l’ultima orazione e chi muore ha la possibilità di rinascere nel modo che preferisce, fino a diventare spia, filantropo o eroe. Non è mai detta l’ultima parola!

“Mi è sempre piaciuta l’idea che in tante situazioni, vuoi una cena, vuoi uno spettacolo ma anche un comizio o addirittura un film – racconta il regista – il finale costituisse un elemento fondamentale. Un gran finale è necessario per mantenere un ricordo positivo, e quale migliore chiusa del fine vitae? Al momento del funerale si gioca buona parte del ricordo che i vivi avranno dei morti, ed è dall’enfatizzazione di questo rito e da una riflessione su una società sempre più attenta all’apparenza che è nato il nucleo centrale de ‘L’ultima orazione’. Ho deciso di giocare con la messa in scena dei funerali, spaziare nel concetto di memoria, e aggiungerci un po’ di cinico assurdo ricordandomi della tradizione, soprattutto meridionale, delle ‘piagnone’, ma anche guardando le nuove tendenze della società individualista, particolarmente in Giappone, dove ormai si affittano compagni, amici e comparse per il matrimonio. E perché non per il funerale allora?”.

 

 

 

 

 

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