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Alessia Barela: “interpreto sempre personaggi forti ma nella vita sono dolce e romantica”

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La nostra intervista all’attrice Alessia Barela 

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di Ivana Calò

Le interviste con lei non sono mai interviste. Sono chiacchierate come quelle che ci si fa tra amiche. Magari ci si accende anche una sigaretta e ci si lascia andare a qualche confidenza intima. E sono le interviste che vengono meglio. Forse anche le più belle da realizzare perché è tutto fluido e spontaneo. E Alessia Barela è proprio così, anche se, come ammette, “dal mio viso non traspare la dolcezza e il romanticismo che mi caratterizzano. E mi ritrovo sempre ad interpretare ruoli che ostentano sicurezza e determinazione”.

E’ un periodo intenso per lei, professionalmente. Il 5 maggio uscirà al cinema “Il Ministro”, una commedia tragicomica che canzona il malcostume, tipicamente italiano, di un mondo politico fatto di personaggi corruttibili e dediti alla trasgressione. Il film è diretto da Giorgio Amato e oltre ad Alessia Barela il cast vede protagonisti GianMarco TognazziEdoardo PesceFortunato CerlinoJun Ichikawa e Ira Fronten.

Il protagonista della storia è Franco Lucci, un imprenditore ad un passo dal fallimento che, come ultimo disperato tentativo, cercherà di convincere un Ministro, diventato suo amico, ad aiutarlo in un importante appalto pubblico. Per convincere l’uomo, Lucci organizzerà una cena a casa sua, coinvolgendo sua moglie e il cognato, durante la quale dovrà corrompere il Ministro con il pagamento di una tangente e con l’aiuto di una ragazza disposta ad andare a letto con lui. Proprio la ragazza sarà l’elemento di disturbo della trama, quello che rischia di mandare il piano a rotoli.

Alessia, inoltre, in questi giorni è impegnata sul set della serie “La Verità di Anna”, scritta da Carlo Lucarelli e diretta da Carmine Elia, con Lino Guanciale, Valentina Romani e Gabriella Pession.

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Nel film “Il Ministro” interpreti una donna borghese, con una vena ironica. Raccontami di questo progetto.
Non conoscevo Giorgio Amato ma per me rappresentava già una sicurezza il fatto che avesse lavorato tanto con i Manetti. E’ nato senza pretese ed è cresciuto piano piano durante la lavorazione: la Europictures ha deciso di distribuirlo, nel cast ci sono GianMarco Tognazzi e Fortunato Cerlino che stimo molto. Tutto quello che verrà da questo film per noi è un regalo.

Un film sulla corruzione, ma con un taglio divertente.
E’ una storia dei nostri giorni, una vicenda scorretta. Io e GianMarco, nel film moglie e marito, dobbiamo organizzare una cena per un Ministro, che vogliamo corrompere con una tangente. Niente di straordinario insomma, è la normalità in Italia (ride, ndr). E’ un racconto di attualità che potresti leggere sul giornale domattina, e non pretendiamo di essere originali. Ma abbiamo cercato di dare un risvolto divertente, comico e leggero alla storia, che non fosse legato al giudizio e alla pesantezza. E’ la storia di una famiglia borghese, lui imprenditore e lei amante della bella vita. Lei nota e non gradisce la dinamica ma non fa niente per cambiare perché troppo legata agli agi e ai privilegi.

I personaggi li avete costruiti insieme al regista?
Giorgio Amato ha scritto una bella sceneggiatura, i personaggi erano già abbastanza delineati ma insieme abbiamo trovato un equilibrio. GianMarco nel film è un marito acido e isterico che trascura il rapporto di coppia concentrato com’è sull’identità costruita attraverso il lavoro che al momento vacilla. Il personaggio che interpreto, Rita, in fondo ha le stesse caratteristiche ma agisce più subdolamente fino a quando deciderà di cambiare la sua esistenza, di “svegliarsi”. Edoardo Pesce interpreta mio fratello, uno scemotto che poi tanto scemo non è. Ha dato grande spessore al personaggio, anche lui alla fine è un corrotto. Ira Fronten la collaboratrice stupirà. E anche il ruolo di Jun Ichikawa, una bravissima attrice italo giapponese, è fondamentale. Rappresenta la ribellione e il coraggio che Rita non ha. Quando arriva a cena, mi mette davanti una determinazione che non mi appartiene.

So che c’è qualche scena piccante, a partire dalla locandina.
La locandina è trash, a detta dello stessa regista, ma fa ridere e attira l’attenzione. E’ proprio la reazione che volevamo. Quanto alle scene piccanti, la cosa buffa è che quando avevo 20 anni ed ero sicuramente più prestante non ho mai fatto niente di nudo, ora che sono più adulta mi chiedono di fare scene di nudo. Poi, del resto, io e le scene di bacio siamo ormai una cosa sola.

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Attualmente sei impegnata sul set della serie “La Verità di Anna”.
Le riprese terminano a luglio e andrà in onda su Rai 1. Un set di 40 attori (ride, ndr). Un sacco di intrighi e di personaggi nel commissariato. Lino Guanciale è il Commissario Cagliostro ma la serie ha una linea orizzontale. E’ la storia di Vanessa (Valentina Romani) che incontra in modo casuale Cagliostro e collabora alle indagini. Insieme al poliziesco, piano piano si conosce la vita privata dei personaggi e soprattutto di Vanessa. Io interpreto sua zia.

Cosa puoi dirmi dell’atmosfera sul set?
Mi sono innamomrata di Lino Guanciale e Valentina Romani, con i quali passo le mie serate a Trieste. Talentuosi e ottimi compagni di lavoro. E poi torno a lavorare con Carmine Elia, con cui ho già lavorato su “Terapia d’Urgenza”. Sono sempre felice quando mi capita di lavorare nuovamente con un regista. L’ho trovato cambiato, più lui rispetto a me. In questi anni è diventato più sicuro e consapevole, ha avuto successo perché il talento era evidente già 10 anni fa. Ho ritrovato sempre una bella atmosfera. Ci siamo lasciati che ci prendevamo in giro e ci siamo ritrovati esattamente nello stesso modo.

Immagino che anche tu sia diventata più consapevole nel frattempo.
Io non sono mai consapevole (ride, ndr), ma ammetto che mi fa piacere lavorare con persone con cui ho già lavorato perché vuol dire che, anche se sono passati tanti anni, hai lasciato un buon ricordo e hai fatto un buon lavoro.

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In questi giorni sei impegnata, in qualità di giurata, al Festival del Cinema Europeo a Lecce. Cosa puoi anticiparmi? Una bella giuria, tra l’altro, presieduta da Roberto Olla e composta da Antonin Dedet, Karel Och e Maria Sole Tognazzi.
Si, presieduta da Roberto Olla e composta da Antonin Dedet, Karel Och e Maria Sole Tognazzi. Mi piace molto partecipare alle giurie di festival cinematografici ed avere la possibilità di vedere film che probabilmente perderei. Tra quelli che ho visto ho notato con piacere che la donna è spesso al centro del racconto. Molti film sono sull’emarginazione e sul superamento di questa attraverso l’amore per donne carismatiche, energiche, passionali.

Aspettiamo l’uscita de “La Catturandi”, miniserie in sei puntate di Fabrizio Costa.
Anche il mio personaggio, Daniela, moglie di Massimo Ghini, gioca sull’ambiguità, sembra una donna onesta ma nasconde una serie di misteri. E sul set c’è stata una bellissima atmosfera. Ho ritrovato Anita Caprioli mia compagna di viaggio in “Tutti pazzi per amore”, Alessio Boni e una serie di attori palermitani e non, davvero bravi.

Qual è il personaggio che ti manca?
Mi piacerebbe interpretare un personaggio che rappresenti una parte di me che spesso non viene fuori e che invece è molto presente. Un ruolo dal carattere dolce e romantico, come sono poi io nella vita ma che dal mio viso non traspare spesso. Interpreto quasi sempre personaggi super decisi, sicuri di sé. Mi piacerebbe anche interpretare una donna completamente cretina, un’oca oppure una matta fuori di testa con dei problemi da ossessiva-compulsiva. Saprei da dove attingere. Sono sicura che mi verrebbe benissimo.

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