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Francesca Valtorta: “Sacrificio d’amore è una sfida importante”

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La nostra intervista all’attrice Francesca Valtorta 

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di Ivana Calò

Andrà in onda ad inizio 2017 per 22 settimane, e già si preannuncia come una grande sfida, quella di rilanciare il grande melò calato nel racconto storico, il tutto in prima serata su Canale 5. E per farlo, è stata messa in campo una imponente macchina progettuale e produttiva che realizzerà tutto in soli 6 mesi. Stiamo parlando di “Sacrificio dʼamore”, nuova fiction in costume con protagonisti Francesca Valtorta, Francesco Arca e Giorgio Lupano.

Le riprese sono iniziate lo scorso 3 giugno e la fiction di 22 puntate, creata da Daniele Carnacina (produttore di “Centovetrine”), sarà ambientata a Carrara. Le cave di marmo apriranno uno scenario su un periodo storico ricco di fermenti sociali e culturali che, dal 1913, ultimo anno della Belle Époque, attraverso l’inferno della Prima Guerra Mondiale, farà da sfondo alle vicende dei protagonisti. Tutto gira intorno a Silvia (Francesca Valtorta), infermiera volontaria, dolce e altruista. Francesco Arca interpreta Brando, un giovane cavatore pronto a battersi per i diritti dei lavoratori e per la donna che ama (Silvia, appunto), Giorgio Lupano vestirà i panni di Corrado, marito di lei e ingegnere minerario e proprietario della cava di Colonnata.

“Sacrificio d’amore”, prodotta da Endemol Shine Italy, avrà la regia di Giovanni Barbaro, Alessandro Capone, Marco Maccaferri, Fabrizio Portalupi, Michele Rovini e dello stesso Carnacina.

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Parlami del progetto. Le riprese sono iniziate da pochissimo.
E’ un progetto particolare ed è una scommessa perché si tratta di una lunga serie di 22 puntate. E’ una sfida lavorativa perché gireremo in 6 mesi con 2 troupe. Il tutto è curato da Daniele Carnacina, che è sia produttore che autore del soggetto-sceneggiatura. E’ un capo progetto in stile americano.

Cosa puoi anticiparmi?
E’ una storia romantica, ambientata in un periodo storico che amo molto. E’ una novità, una sorta di “Downton Abbey”, con protagonisti Silvia, suo marito e l’amante. E l’analogia con “Downton Abbey” non è casuale. La storia dei 3 interpreti  e tutte le altre parallele con relativi intrighi e personaggi, gravitano in un contesto culturale ed artistico alla Rodin e lo radicano proprio in quello stesso periodo. Quello di Silvia è un personaggio sfaccettato che, vista la lunghezza del progetto, ho avuto modo di sviscerare. E’ un personaggio all’avanguardia, con una sua psicologia definita e con un percorso d’amore travagliato, turbato da uno dei cavatori.

Come ti sei preparata?
Ho letto la sceneggiatura e ho fatto un lavoro molto metodico delineando una scaletta e appuntando tante note su un quaderno. Il metodo è fondamentale. Ho cercato di immergermi nelle movenze dell’epoca, provando ad immaginare come si parlava e come ci si muoveva ed in quale atmosfera.

Hai altri progetti?
Al momento, questo mi occupa al 100%. E’ stata una stagione intensa, tra “Il Paradiso delle Signore” e “Braccialetti Rossi”, entrambi due progetti molto fortunati. A settembre, girerò “Squadra antimafia 8” e a ottobre “Braccialetti Rossi 3”.

Qual è il tuo obiettivo professionale?
Mi ritengo già una privilegiata. Ho fatto una gavetta di 5 anni che mi ha gratificato molto. Sono già fortunata e sogno di poter lavorare sempre con una certa regolarità. Mi piacerebbe tornare al cinema e lavorare con Paolo Virzì. E’ in grado di tirare fuori delle cose impensabili.

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