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Blu Yoshimi, intervista alla giovane attrice protagonista di “Piuma”

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La nostra intervista a Blu Yoshimi, giovane attrice protagonista di “Piuma” 

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di Ivana Calò

Ferro e Cate sono due diciottenni che condividono un’attesa, che è però un problema: lei è incinta. C’è anche l’esame di maturità che incombe e un viaggio in Spagna e Marocco da fare con gli amici. A casa poi ci sono i genitori di lui, un padre che vorrebbe lasciare Roma e tornarsene in Toscana e una madre più disponibile a fare la nonna, nonché il padre di lei che conduce una vita precaria. Di fatto non sembrano esserci le condizioni minime per portare avanti la gravidanza.

E’ la storia di “Piuma”, il film che ha fatto innamorare il pubblico di Venezia, tanto da essere definito “la sorpresa italiana della Mostra del Cinema”. Per la regia di Roan Johnson, con Blu Yoshimi, Luigi Fedele, Michela Cescon, Sergio Pierattini, Francesco Colella, il film è nelle sale dal 20 ottobre. E’ un’opera leggera ma mai superficiale che affronta con il sorriso il tema della gravidanza in giovane età.

Il regista Roan Johnson ha iniziato a scrivere “Piuma” quattro anni fa, quando con la sua compagna, la sceneggiatrice Ottavia Madeddu, ha saputo di aspettare il primo figlio e nel corso di un’intervista ha dichiarato: “Siamo convinti che oggi l’arrivo di un bambinio sia una questione familiare che coinvolge tutti. Ci sono genitori che non sono pronti a fare i genitori ma pure nonni che non sono pronti a fare i nonni. Abbiamo fatto un film corale per esorcizzare le nostre paure”.

Noi ne abbiamo parlato con la giovane attrice protagonista Blu Yoshimi.

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Come ti sei preparata per questo personaggio?
Sicuramente leggendo moltissimo e guardando tanti film sul tema. Ho fatto un grande lavoro con Roan, confrontandoci molto e scrivendo tanto, affinché entrassi nel personaggio. Inoltre mi sono preparata a lungo con Doris Hicks, la coach con la quale lavoro da tempo.

Quanto ci hai messo di tuo nel personaggio di Cate?
Diciamo che al personaggio mi ci sono affezionata gradualmente, nel senso che ho dovuto sostenere diversi provini, quindi ho avuto modo di conoscerla piano piano e su più livelli. E sempre gradualmente sono entrata nel ruolo. Ovviamente c’è qualcosa di mio, credo che valga per chiunque reciti mettere qualcosa di proprio in un personaggio.

Sei soddisfatta del risultato o c’è qualcosa che, tornando indietro, cambieresti?
Premesso che sono già molto soddisfatta, credo che se potessi tornare indietro metterei da parte qualche mia paura e mi concederei di più.

Il film è stato definito “la sorpresa italiana alla Mostra del Cinema di Venezia”. Secondo te perché? Qual è il lato vincente del film?
Alla fine della storia sorridi con le lacrime agli occhi. E’ una commedia che ti fa riflettere e trovando il giusto equilibrio tra dolcezza e amarezza. Credo che questo connubio sia splendido.

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Come ti sei trovata sul set? C’è un aneddoto o un momento che ti è rimasto impresso?
L’esperienza sul set è stata bellissima ma non c’è un vero e proprio momento che ricordo. Più che altro è una sensazione che mi porto dietro, quella di una bella squadra fatta di persone prima di tutto, con cui mi sono trovata benissimo e con cui ho fatto un bel percorso. Abbiamo girato in sei settimane senza sosta e la stanchezza si faceva sentire. Roan ogni tanto gridava “entusiasmo!” e tutti scoppiavamo a ridere con un po’ di carica in più.

Un film che alterna leggerezza e riflessione, dicevamo. Tu da che parte stai?
Io sto con tutte e due. La vita è fatta di leggerezza e riflessione dove leggerezza non è superficialità. La vita vive di entrambe, come una piuma, appunto, che fluttua leggera ma che ha un suo peso. Trovo che sia una bella metafora. Non so dove sia il giusto equilibrio ma è bello che esistano insieme e si compensino.

Ti capita di pensarci già, anche se giovanissima, alla famiglia e ai figli?
Certo che mi capita di pensarci e farò di tutto per creare una famiglia armoniosa.

Che progetti hai per il futuro, professionali e personali?
Dovrebbe uscire a breve una web serie, “5 Fathers”, e anche questa è una storia di famiglie un po’ scombussolate. Mentre mi interessa sviluppare un altro lato del mondo, oltre a quello artistico, quello sociale. Mi piacerebbe affrontare degli studi a riguardo e unire le due cose, come hanno fatto e stanno facendo Emma Watson e Leonardo DiCaprio, sono due grandi esempi che riescono a conciliare le due cose. Lo so che sto parlando di grandi nomi però per me sono un esempio da seguire.

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