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Giorgia Wurth in 100 mq

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La nostra intervista alla protagonista dello spettacolo teatrale “100 metri quadri”

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di Ivana Calò

La vita si sa può essere piena di fantasia e anche le scelte più ordinarie possono rivelare risvolti inattesi. Non c’è bisogno di essere fatalisti per attendersi grandi cose dall’acquisto di un appartamento in nuda proprietà. Ed è così che, quello che sulla carta sembra un triste contratto tra una persona sola e bisognosa e un’altra opportunista e profittatrice, diventa invece il pretesto per un incontro di anime.

Stiamo parlando dello spettacolo “100 metri quadri” di Juan Carlos Rubio, per la regia di Siddhartha Prestinari, in scena fino al 12 febbraio al Teatro Marconi di Roma, con Giorgia Wurth, Sandra Milo ed Emiliano Reggente.

È una commedia divertente, naturalista, che racconta quello che accade quando Dora (Sandra Milo), ottuagenaria in gamba ed esuberante, decide di vendere in nuda proprietà il suo appartamento a Sara (Giorgia Wurth), una giovane morigerata, fin troppo responsabile e strutturata.

Dora sembra felice, sebbene cardiopatica è un’inguaribile ottimista, che ama i suoi abiti appariscenti e i suoi discorsi chiari. Sara è molto sicura di sé, e nonostante sia nel pieno della vita, ha sempre un occhio all’orologio, ha paura di divertirsi e non osa rischiare.

Ne nasce un confronto tra due donne che affrontano la vita da punti di vista assai distanti dando il via a una divertente e inimmaginabile relazione, a gag esilaranti e a teneri siparietti in un alternanza di insospettabili cambi di direzione della trama e degli eventi.

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Rientrata in Italia dopo una permanenza di circa due anni in Svizzera, la tua seconda casa. Cosa è successo in questi due anni?
Sì è vero, sono stata in Svizzera esattamente per un anno e otto mesi per condurre un programma per la radio svizzera italiana, quindi in italiano. E non è la mia prima esperienza nel campo. Già ai tempi del liceo avevo un programma radiofonico, e anni fa ho lavorato anche per Radio 2 conducendo due programmi. È sempre una bella esperienza la radio e ho colto questa opportunità anche perché io mi annoio facilmente e ho bisogno di cambiare spesso. Poi, è vero che Roma la ami e le perdoni tutto, ma ultimamente ha tanto da farsi perdonare. Allo stesso tempo, quando ne sei lontana senti la sua mancanza. Ed eccomi di nuovo qui.

Di nuovo a Roma, appunto.
Sì, rientrata sempre per lavoro. Ho girato la quarta stagione di “Le Tre Rose di Eva”, una puntata di “Rocco Schiavone”, che è già andata in onda, e “Amore pensaci tu”. Quest’ultima è una serie corale molto bella in cui interpreto una donna manager perfida e assetata di carriera. Mi sono divertita molto ad interpretare questo ruolo, la serie è bella e gli attori tutti bravi. Va in onda a febbraio credo.

Mentre proprio in questi giorni sei in scena al Teatro Marconi di Roma con “100 metri quadri” e che lo spettacolo sta andando bene.
Sì, il pubblico è numeroso e bello. Mi sono innamorata del soggetto di “100 metri quadri” sette anni fa, quando lessi per la prima volta il libro. Mi incuriosì subito. Provai immediatamente a prendere i diritti ma qualcuno era arrivato prima di me, anche se nessuno lo ha mai messo in scena. Appena i diritti sono nuovamente tornati disponibili li ho presi. E la regista Siddhartha, che in verità è un’attrice, si è offerta di curare la regia. Sono felicissima di essere riuscita a portarlo in scena. Poi c’è Sandra Milo che è la donna più meravigliosa che io abbia mai conosciuto. È gioia allo stato puro. Ha 84 anni ma è una bimba. Ogni giorno lei si sveglia e dice: “Ok, ci sono anche oggi. Via con un’altra fantastica giornata”. Lei interpreta Dora, una donna anziana che vende il suo appartamento in nuda proprietà. È l’appartamento in cui lei ha trascorso una vita intera, dove ha vissuto il suo amore che non c’è più. Lo spettacolo è uno scontro incontro tra due donne sole, e tra le due nasce un rapporto empatico.

Il tuo personaggio invece?
Io sono Sara, una ragazza pacata, equilibrata e razionale, abituata a calcolare e programmare tutto. Sono agli antipodi di Dora, rigida e spaventata dagli imprevisti. Con Dora, imparerò a rivoluzionare tutto e con lei nascerà un rapporto importante, più di una nonna, diventerà una famiglia. Come si evince, è uno spettacolo tendenzialmente al femminile, anche se il testosterone è rappresentato da Emiliano Reggente, che deve farsi spazio tra noi due. Lui ha fatto la scuola di clown ed è fortissimo, è molto “fisico”. Entra ed esce dalla scena, interpreta un personaggio che deve reinventarsi sempre perché lo licenziano di continuo.

Che altre novità hai in ballo?
Ho terminato la stesura del mio nuovo libro ma non posso dirti molto perché è ancora tutto sul nascere. Non c’è un editore, non ha un titolo. È lì, pronto per trovare una sua strada. Tratta una mia riflessione su quanto sia diventato difficile oggi, anche a giudicare dai racconti delle mie amiche, riuscire a costruire una relazione, quindi la protagonista del libro trova una soluzione alternativa. Il libro è molto poco politically correct ma è divertente.

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