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Edoardo Pesce, babysitter e poeta-bidello per Ambra e Carolina

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La nostra intervista all’attore Edoardo Pesce, prossimamente al cinema con “La verità vi spiego sull’amore” di Max Croci e “Fortunata” di Sergio Castellitto

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di Ivana Calò

Va fatta una piccola premessa a questa intervista: è quella più surreale che io abbia mai realizzato fino ad ora. Ho raggiunto telefonicamente Edoardo Pesce e l’ho “beccato” nel pieno del soundcheck con la sua band “L’Orchestraccia”, in occasione del live, la sera stessa, allo storico Hiroshima Mon Amour di Torino. Deduco fosse particolarmente di ottimo umore, suo malgrado (e nell’intervista si capirà il motivo) perché non ha fatto altro che evitare di prendersi sul serio, di rispondere alle mie domande e di dare un senso a quello che stava dicendo, e ne era del tutto consapevole. E’ stata l’intervista più surreale e divertente, per essere precisa. E ho dovuto fare un particolare lavoro di interpretazione, di psicologia e di editing per metterla su carta. Io facevo le domande e lui rispondeva con tutt’altro. Ma veniamo al dunque.

Lo abbiamo visto di recente in “C’era una volta Studio Uno”, nel ruolo di Antonello Falqui. Dal 30 marzo lo vedremo in “La verità vi spiego sull’amore” per la regia di Max Croci, al fianco di Ambra Angiolini, Carolina Crescentini e Massimo Poggio. Ispirata al libro omonimo e al blog di successo TiAsmo di Enrica Tesio, diventato poi anche un libro, è una commedia sulle infinite sfumature dell’amore. La vita di Dora (Ambra Angiolini) è finita sottosopra quando il compagno Davide (Massimo Poggio) l’ha lasciata dopo sette anni di relazione e due figli: Pietro di cinque anni e Anna, di uno. Sopraffatta dalla routine bambini/lavoro, Dora si rifiuta di elaborare il lutto sentimentale, finché non arriva il momento di raccontare la verità a Pietro, il quale crede ancora che il papà sia via solo per lavoro. Dora, spronata dall’amica Sara (Carolina Crescentini), trova finalmente la forza di reagire. Il primo passo sarà riappropriarsi del proprio tempo assumendo l’insolito babysitter Simone (Edoardo Pesce), poeta-bidello e nuovo fidanzato di Sara.

Inoltre, in primavera sarà tra i protagonisti di “Fortunata” di Sergio Castellitto con Jasmine Trinca, Stefano Accorsi e Alessandro Borghi, per la sceneggiatura di Margaret Mazzantini.

Edoardo Pesce è rappresentato dall’agenzia Antonelli Management di Daniele Antonelli.

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Ovviamente partiamo da “La verità vi spiego sull’amore”, al cinema dal 30 marzo. Tu intepreti Simone, il “tato” poeta.
Sul mio personaggio si è già detto molto e non vorrei svelarti tutto. Non ho altro da aggiungere. Ho tentato di metterci qualcosa in più anche di mio ma il ruolo era già molto definito nella sua scrittura quindi sono rimasto fedele all’idea originale di Enrica Tesio, approcciando al ruolo come faccio di solito, con l’istinto.

Quanto ti somiglia Simone nella vita?
Non c’è un personaggio che ti somiglia di più o uno di meno. Ti somigliano tutti e nessuno, ognuno di noi infatti ha dentro di sé la poesia e la durezza, la leggerezza o la malinconia.

E tu come sei veramente?
Sono un malinconico per natura, ma con gli altri sono al contempo un allegro intrattenitore. E’ in solitudine che viene fuori la mia parte “blues” e tendenzialmente non sono un’entusiasta. Del resto col “blues” ci sono cresciuto. Lo ascolto da sempre.

 

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Parliamo di “Fortunata” di Sergio Castellitto, tutt’altro registro.
E’ un film neopasoliniano che ricorda, per certi versi, “Bellissima”, il capolavoro di Luchino Visconti con Anna Magnani. E’ la storia di Fortunata, una donna che vuole aprire un’attività in borgata ed è circondata da alcuni personaggi maschili, tra cui io che interpreto il marito. Non so quanto possa anticiparti perché abbiamo la bocca piuttosto cucita e non si sa neanche la data precisa dell’uscita.

Cosa significa passare da un registro stilistico all’altro?
E’ indubbiamente molto bello e sono contentissimo di passare per personaggi così distaccati tra loro. E’ anche vero che non sei mai Edoardo Pesce ma sei questo o quel personaggio che è rimasto impresso nell’immaginario della gente. La fama per me è arrivata con “Romanzo Criminale” e il ruolo me lo sono portato dietro per parecchio tempo. Inoltre, oggi il panorama (cinema, tv, youtube, webseries) è così frastagliato che non c’è la possibilità di diventare il nuovo Gian Maria Volontè.

Qual è il tuo desiderio oggi?
Continuare a crescere. Sto anche cercando di realizzare dei progetti personali sia per il cinema che per il teatro. Sto lavorando su un soggetto scritto in collaborazione con il Torino Film Festival e credo uscirà nel 2018. Poi, ho in mente un progetto stile “stand up comedy” e, in ballo, c’è anche il “Prometeo” a teatro. Inoltre, ho dei provini molto importanti in vista dei quali non ti anticipo nulla per scaramanzia.

Mi sembra che per te il 2017 sia iniziato molto bene.
Come ti ho detto, non sono un’entusiasta e penso di dover fare ancora molte cose e tante sono legate anche alla musica. Oggi sono a Torino per una data all’interno del mini tour e il 1° aprile sono a Roma al Contestaccio. Ti aspetto.

Se dovessi scegliere esclusivamente una passione tra le due, musica o cinema, cosa diresti?
Non ti risponderò mai.

Sei sempre così succinto?
(Ride, ndr) Succinto? Tu fammi le domande e io rispondo. Non me ne hai fatta neanche una. Voi giornalisti, tutti uguali, volete sempre che gli altri vi facilitino il lavoro (ride ancora, ndr).

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