Home Interviste Alessia Barela: “Ho trascorso 2 giorni a Parigi a baciare 5 uomini...

Alessia Barela: “Ho trascorso 2 giorni a Parigi a baciare 5 uomini e trovare la chimica giusta”

309
0
CONDIVIDI

La nostra intervista all’attrice protagonista del film “7 giorni” di Rolando Colla, in uscita nelle sale il 24 agosto. E tra i progetti futuri un nuovo film per la Rai con Marco Pontecorvo, la serie “La Porta Rossa 2” e la seconda stagione della divertentissima webserie “Noi due (e gli altri)”.

ALESSIA-BARELA-photo-credit-Lorenzo-Poli-2017-3

di Ivana Calò

Non c’è niente di malizioso, manteniamo la calma. Stiamo parlando di un provino e la protagonista è Alessia Barela. Per essere esatti, è la protagonista del curioso aneddoto e del film “7 giorni” di Rolando Colla, nelle sale dal 24 agosto, prodotto da Peacock, casa di produzione fondata nel 1984 dallo stesso Colla e distribuito da Solaria Film, Movimento Film in collaborazione con Lo Scrittoio. Il film, recitato in doppia lingua francese-italiano, è stato girato 2 anni fa ed è già uscito in Svizzera, Francia e Germania.

Alessia, che nel film interpreta Chiara al fianco di Bruno Todeschini (Ivan), parla di una triplice sfida. E ci ha spiegato anche perché.

TRAMA. I protagonisti Ivan (Bruno Todeschini) e Chiara (Alessia Barela) si incontrano su un’isoletta siciliana (a Levanzo), per organizzare il matrimonio del fratello di lui, Richard (Marc Barbé), con la migliore amica di lei, Francesca (Linda Olsansky). Una forte attrazione li travolge fin dal primo incontro ma, per ragioni diverse, entrambi tendono a ritrarsi: Ivan, ancora ferito dal fallimento del suo ultimo rapporto e Chiara, sposata con Stefano (Gianfelice Imparato) non vuole mettere in pericolo il suo matrimonio. Nonostante le resistenze iniziali, i due decidono di vivere la storia fino all’arrivo degli ospiti per la cerimonia. Nel loro piano non hanno però preso in considerazione l’amore…

 ALESSIA-BARELA-photo-credit-Lorenzo-Poli-2017

Parlami del film, so che per te è stato molto importante per diversi aspetti.
La realizzazione è stata un vero parto. Tra le prove e le riprese sono rimasta 12 settimane sull’isola di Levanzo, la più piccola delle isole Egadi in Sicilia, che conta 29 abitanti d’inverno. È un posto meraviglioso, vicino a Favignana, ed è proprio Levanzo la vera protagonista della storia. È stupenda ma non ha nulla, non ci sono esercizi commerciali, non c’è un bar, non c’è una banca, non ci sono macchine, niente di niente. E per noi, costretti a trascorrerci settimane e per contratto a non poter lasciare l’isola, è stato un vero e proprio ritiro spirituale. Mi ha purificato dallo stress che ti provoca la città. E quando sono rientrata a Roma, mi son sentita una disadattata, nuovamente immersa in un luna park.

Come trascorrevi il tempo fuori dal set? Non deve essere facile rinunciare alle comodità della città, seppure dai ritmi nevrotici.
È un’isola molto ventosa in cui è frequente che ci sia maltempo se non è estate. In effetti, ci ho messo un po’ ad abituarmi al nuovo scenario, così come rinunciare a determinate comodità. Essendo un’isola priva di esercizi commerciali, ovviamente non ci sono neanche alberghi o b&b quindi tutti noi abbiamo soggiornato nelle case dei pescatori. All’inizio ho avvertito una sensazione claustrofobica, costretta a vivere in un posto in cui il sottofondo costante è fatto di frastuono del mare e del vento. È stata un’esperienza straniante e difficile, ma anche un’avventura bellissima, che mi ha cambiata radicalmente. E nel corso della permanenza ho avuto anche modo di stringere rapporti con gli abitanti locali, di stringere amicizia e fare belle chiacchierate con le signore del posto che mi hanno fatta sentire meno sola.

E lavorativamente, che esperienza è stata?
Questo è il secondo film che faccio con Rolando Colla, quindi il suo metodo di lavorazione non mi era del tutto nuovo. Lui è un maniaco della perfezione, ossessivo nel raccontare e riprodurre la verità. Per questo gli abitanti dell’isola, all’interno del film, sono interpretati in parte da isolani veri e propri non professionisti, presi dalla strada, così come i musicisti, trovati in un circolo per anziani di Palermo. Rolando è molto duro, ti fa fare prove su prove, non ti risparmia e ti fa lavorare pure di notte. Al contempo, però, ti fa fare quello che non si fa più perché l’industria non te lo permette: 4 settimane di prove sul posto, costruendo meticolosamente i personaggi. Lavorando in questo modo, ti ricordi perché fai questo lavoro, perché ti permette di vivere esperienze toccanti, di sperimentare proprio altri livelli di vita, tali da farti provare malinconia quando ritorni alla tua vita abituale. Ovviamente, non sono mancati momenti divertenti con Bruno (Todeschini) quando scappavamo a Favignana, incappucciati e irriconoscibili, solo per l’ebbrezza di fare bancomat.

alessia-barela-Bruno Todeschini-sette-giorni-7-giorni-2017

Sei contenta del risultato o riguardandoti c’è qualcosa che cambieresti della tua interpretazione?
Generalmente sono molto critica con me stessa, ma ho fatto esattamente quello che mi è stato chiesto. Riguardandolo ho provato molta emozione, risentito sulla pelle lo stesso turbamento che mi ha dato il set. Sono contenta del risultato e per me questo film ha rappresentato la vittoria di una triplice sfida. Intanto, mi sono messa a nudo letteralmente. Ci sono scene di nudo integrale in cui, la professionalità e l’umanità di Bruno e il tocco delicato di Rolando fanno in modo che risultino dolci, delicate e romantiche. Il tono del film rispecchia l’impronta stilistica di Rolando: ha una grande eleganza nel rappresentare la passione e in questo caso doveva venir fuori quella parte carnale che i due personaggi nella storia avevano messo da parte da anni. Quando Rolando mi ha chiesto se avessi qualche difficoltà a girare scene di nudo integrale, sono stata sincera, in effetti ero un po’ in difficoltà, non avrebbe avuto senso mentire perché sarebbe stato evidente. Durante le scene erotiche la troupe, ridottissima, era talmente discreta, affiatata e attenta che è andato tutto liscio. E le altre due sfide riguardano appunto la permanenza “forzata” su un’isola, e il recitare e comunicare in francese.

So che hai tenuto un “provino” molto “interessante”.
Più che interessante, è stato il più divertente di tutti. Io ero già confermata per il mio ruolo, ma mancava il protagonista maschile. Rolando mi ha convocato a Parigi per “testare” e fare il provino con 5 attori candidati. Era fondamentale trovare la giusta alchimia con il protagonista maschile e io mi sono immolata alla causa (ride, ndr). Ho trascorso 2 giorni a Parigi a baciare 5 uomini e capire con chi ci fosse più chimica. Non so, c’è qualcosa di meglio da fare a Parigi? E la scelta, azzeccatissima, è caduta su Bruno. Fisicamente è fortissimo e prestante ma al contempo ha una grande fragilità e sensibilità che ha portato anche in scena subito. Ecco, è stato anche grazie a lui che le scene sono state del tutto naturali.

Hai altri progetti in ballo?
A settembre comincerò un nuovo progetto per la Rai con Marco Pontecorvo. Inoltre, gireremo la seconda stagione della serie “La Porta Rossa” che è andata benissimo. E sto lavorando alla seconda stagione della mia webserie, “Noi due (e gli altri)”. Avrei dovuto girarla subito ma non ce l’ho fatta con i tempi, quindi mi metterò a scrivere a settembre, prevedo di farne 10 pillole.

Noi-Due-e-gli-altri-Francesca-Figus-Alessia-Barela-2017

Come è nata l’idea della webserie “Noi due (e gli altri)”?
Anche questa è stata una bella sfida. Ho sempre amato scrivere ma ho sempre ritenuto fondamentale studiare per imparare. Quindi ho scritto spesso ma senza condivisione. Quando mi è venuta l’idea della serie che mi rispecchia a pieno dato il rapporto viscerale che ho con la macchina, sono stata spronata a farne una serie. È stato stimolante inventare situazioni per due personaggi chiusi in una scatoletta che interagiscono con pedoni, passanti, senza poter essere in esterni.

Direi che è andata benissimo.
Da progetto destinato a YouTube, è diventata una cosa più grande, grazie a La Repubblica e all’accordo di sponsorship. È una magnifica occasione, poi, per lavorare con le amiche della vita Francesca Figus e Monica Cervini ed è difficile che ti succeda di condividere anche soddisfazioni professionali con affetti importanti. È stata importantissima la generosità degli attori che sono intervenuti come Claudia Pandolfi, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti, senza parlare dell’entusiasmo che ci ha regalato Carmen Consoli che ha firmato le musiche e ha recitato, mortificandoci, facendo “buona la prima”. Ed è così eccitante sentire attori che recitano su dialoghi scritti da me. In fondo non è facile scrivere storie di 5 minuti che facciano ridere il pubblico.

Photo Credit: Lorenzo Poli
Make Up: Emanuele Romano per Making Beauty
Stylist: Silvia Campagna

 ALESSIA-BARELA-photo-credit-Lorenzo-Poli-2017-2

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here