Home Articoli “Quinto: non uccidere”: la storia di Dominique Green, processato e condannato a...

“Quinto: non uccidere”: la storia di Dominique Green, processato e condannato a morte a soli 18 anni

567
3
CONDIVIDI

Il film racconta la storia di Dominique Green, processato e condannato a morte a soli 18 anni per un omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. Pur non avendo premuto il grilletto, Dominique è l’unico ad essere condannato alla pena capitale per quel delitto. Il senso di ingiustizia è forte in lui, eppure la tragica condanna segna un momento di svolta. Per più di 15 anni nel braccio della morte, Dominique cresce, diventa un’altra persona.

Il racconto di Mario Marazziti e Giulia Sirignani ripercorre, attraverso le parole di Dominique nel braccio della morte e con le testimonianze dei suoi amici, l’infanzia drammatica di un ragazzo disperato, arrabbiato, cresciuto tra gli abusi e la povertà, la cui vita nel corso di alcuni anni si trasforma in un percorso di saggezza e amore. I suoi frequenti incontri con Mario Marazziti nel braccio della morte, sono ripresi per anni da una telecamera e testimoniano di un percorso culturale ed umano eccezionale. Su sua richiesta le sue ceneri sono state trasportate clandestinamente in Italia da un avvocato texano e ora riposano in Santa Maria in Trastevere.

Mario Marazziti è il coordinatore della Campagna contro la pena di morte e il portavoce della  Comunità Sant’Egidio.

La voce narrante nel documentario originale è di John Turturro (doppiato in italiano da Flavio Insinna), le musiche sono di Nicola Piovani, Pasquale Filastò e del rapper Capital X che interpreta alcuni rap scritti da Dominique e in alcuni casi è la voce off.

Il film, che sarà programmato su Raiuno il 30 novembre, nella giornata contro la pena di morte, è prodotto da Suttvuess in collaborazione con Raicinema.

3 Commenti

  1. Documento bellissimo sull’orrendo uso della pena di morte, mandato in onda ignobilmente a notte fonda, quando possono vederlo pochi intimi. Vergogna, ancora una volta, alla gestione di questa rai

    • Ciao Maria, sono perfettamente d’accordo con te. Il documentario è molto toccante ed è vergognoso che sia stato mandato in onda a notte inoltrata senza alcun tipo di pubblicità. Io sono riuscita a vederlo solo perchè facevo zapping e non riuscivo a dormire. L’avevo già visto l’anno scorso e mi aveva molto colpito per la superficialità con cui vengono sostenuti i processi in molti Paesi. Io sono assolutamente contraria alla pena di morte anche se il colpevole viene colto in flagrante; le condizioni dei detenuti nel braccio della morte sono disumane, così come quelle nelle carceri normali. L’importante è la certezza della pena e non assassini in giro per le strade. Spero che un giorno l’uomo possa davvero definirsi Civile, perchè possiamo andare avanti con la tecnologia e la scienza quanto ci pare, ma solo il confronto e il rispetto per gli altri ci rende UOMINI.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here