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“La memoria degli altri”: voci ed espressioni diverse unite nel ricordo della Shoah

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Mercoledì 26 gennaio la Casa del Jazz (Via Porta Ardeatina 55, Roma) e Giovedì 27 gennaio il Tempio Valdese (Piazza Cavour 32, Roma) ospiteranno voci ed espressioni diverse ma unite nel ricordo della Shoah.

Quest’anno la maratona culturale “La memoria degli altri” organizzata dall’associazione ECAD e per iniziativa dell’autore e regista Vittorio Pavoncello, vedrà ebrei e neri ricordare insieme la Shoah. Continua così il percorso complesso di ricerca della memoria che negli anni precedenti ha affrontato il ricordo delle altre vittime dello stato nazista: disabili, omosessuali e rom-sinti.

Per farlo si risalirà molto indietro nel tempo, poiché la schiavitù dei lager e le teorie razziali di separazione fra razze elette e Untermenschen affondano in una storia dell’Europa ancora più antica, in cui il sedimentato odio razziale verso i neri, considerati razza inferiore, fu il terreno fertile sul quale si fondarono politiche europee e schiaviste nei confronti dei popoli africani.

Dal colonialismo europeo, che vede la nascita dei primi campi di concentramento in Namibia, dove la Germania di Guglielmo II mise in atto nel 1905 uno dei primi stermini di massa verso la popolazione degli Herero e la sterilizzazione forzata degli 800 mischilinge neri, noti come i “bastardi” della Renania, il percorso sembra seguire una linea logica e allo stesso tempo assurda.

L’Africa dunque come luogo in cui, seppure distante geograficamente, la Shoah si fa sentire: grazie anche alla testimonianza dei fatti accaduti in Libia e in Cirenaica ad opera del fascismo italiano o le politiche filo-naziste del Maghreb. Dal Nord Africa ad Auschwitz il cammino non fu tanto lungo quanto doloroso.

La giornata del 26 si svolgerà interamente presso la Casa del Jazz di Roma, in cui momenti di riflessione si alterneranno all’intrattenimento artistico attraverso un viaggio in questo spaccato di storia. Sarà la tavola rotonda dal titolo “Diaspore razzismi e schiavitù” con Alessandro Portelli, Daniele Fiorentino, l’on. Jean Leonard Touadi, Anna Foa e Leone Paserman ad inaugurare la giornata. Subito dopo, la poetessa Michela Zanarella leggerà alcune poesie accompagnata dalle note di Gabriele Masala. Ci sarà anche spazio per la visione del film “Il cantante di Jazz” (Alan Crosland, 1927) tra i primi lungometraggi sonori del tempo.

Nel pomeriggio, a seguire, la proiezione del documentario “Neri nei campi nazi” tratto dall’omonimo libro del giornalista della Martinica Serge Billé. L’indagine parte dalla vicenda del popolo degli Herero per poi confluire nella ricostruzione storica di tutti quei neri finiti nei konzentrationslager, che il giornalista stima siano stati dai 10 mila ai 30 mila, con interviste ai sopravvissuti.

Gli studiosi Luigi Onori e Serena Facci insieme al musicista Gabriele Coen e al cantante Harold Bradley si incontreranno per una seconda tavola rotonda: “Rhapsody in giallo e nero. Jazz, Klezmer, e musica africana oltre il razzismo”.

Nel tardo pomeriggio una performance del mimo Ro’ Rocchi dal titolo “Variazioni su Al Jolson” ovvero “Il Dolore del Contrasto”, insieme all’esposizione fotografica di Teresa Mancini, inaugureranno la serata tutta artistica che avrà luogo subito dopo. Alcuni scrittori, artisti e musicisti, infatti, chiuderanno con una jam session corale dal titolo “Jazz macht Frei” scritto da Vittorio Pavoncello e Adriano Marenco, con l’inserimento di alcune pagine tratte dal romanzo “Sotto una Stella Nera” della martinicana Michèle Maillet. Le note del jazz faranno da spartito all’intera performance. Il jazz che scandiva la moda del tempo e contemporaneamente veniva vietato.

Il 27 gennaio invece presso il Tempio Valdese di Piazza Cavour (Roma), alle 20.45, con il concerto “Una sola voce” sarà protagonista la musica del Coro Ha-Kol, 27 cantori diretti dal maestro Andrea Orlando e accompagnati dal maestro Antonio Cama, i cui canti della tradizione liturgica ebraica si uniranno a quelli gospel del gruppo The Sessions Voices: 8 elementi tutti al femminile con i tratti musicali del folk, del blues e dello spiritual.

Al concerto si alterneranno i poeti Roberto Piperno, Deborah D’Agostino e l’eritrea Ribah Sibhatu con letture dei propri versi, mentre la giornalista di Rainews, Valeria Pannuti, presenterà l’intera serata.

Durante lo spettacolo sarà proclamato, dal prof. Francesco Scorza dell’Università di Tor Vergata, il vincitore della III edizione del premio “Teatro e Shoah”.

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