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Casa del Cinema: 50 scatti per raccontare il cinema italiano

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Dal 21 febbraio al 25 aprile 2011
50 foto in mostra alla Casa del Cinema di Roma per raccontare le location regionali del cinema italiano

Un cinema fatto non solo di riprese, ma anche di immagini. Di singoli fotogrammi che immortalano una scena girata in una strada, una piazza o una campagna in giro per l’Italia. Scatti rubati fra un ciak e l’altro, quando la cinepresa usciva dagli studi cinematografici e andava a indagare i luoghi e le persone, in un lungo viaggio sentimentale che dalla Valle d’Aosta arrivava fino alla Sicilia.

La Casa del Cinema, struttura promossa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura, Arte e Sport della Regione Lazio, per la direzione artistica di Caterina d’Amico e la gestione di Zètema Progetto Cultura, ospita la seconda tappa di un progetto triennale, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia e realizzato dal Centro Cinema Città di Cesena, in collaborazione con La Biennale di Venezia, Regione Emilia-Romagna e Annecy Cinéma Italien: la mostra fotografica a cura di Antonio Maraldi “Viaggi in Italia 2. Set del cinema italiano 1960-1989”.

L’esposizione racconta, con 50 scatti in bianco e nero, le location regionali toccate dal cinema italiano nel corso di un trentennio, partendo da “L’avventura” di Michelangelo Antonioni (1960) e finendo con “Che ora è?” di Ettore Scola (1989) ed è accompagnata da un catalogo trilingue, pubblicato dalla Società editrice “Il Ponte Vecchio”, introdotto da un’intervista a Mario Monicelli, una delle ultime da lui rilasciate.

Se nella prima tappa del progetto triennale “Viaggi in Italia” si erano documentati i primi set regionali dei film italiani del dopoguerra, in questa seconda tranche si vuol rendere conto dell’ampio girovagare del nostro cinema, nel corso del trentennio successivo, alla ricerca di nuove location regionali.

“Viaggi in Italia 2. Set del cinema italiano 1960-1989”, muovendosi con i medesimi criteri della prima edizione (a cominciare dall’esclusione dei film girati unicamente a Roma, già ampiamente analizzati in passato), punta a restituire scenari urbani ed extraurbani di piccoli paesi e di campagne, scelti come luoghi per raccontare le storie più diverse, tra film d’autore e cinema popolare. In questo modo si è costruita un’esposizione che dà testimonianza della varietà delle singole location regionali (tutte le regioni sono rappresentate, ad esclusione del Molise) e della diversificazione produttiva e di genere che ha caratterizzato il cinema italiano in quel trentennio.

Il tutto cercando di mettere in evidenza, anche attraverso molti scatti inediti, l’alto risultato qualitativo conseguito da varie generazioni di fotografi di scena. Tra gli altri sono in mostra gli scatti sui set di: “Il sorpasso” di Dino Risi (1962), “Anni ruggenti” di Luigi Zampa (1962), “La visita” di Antonio Pietrangeli (1963), “Vaghe stelle dell’orsa” di Luchino Visconti (1965), “Uccellacci e uccellini” di Pier Paolo Pasolini (1966), “Per grazia ricevuta” di Nino Manfredi (1971), “Prima notte di quiete” di Valerio Zurlini (1972), “Romanzo popolare” di Mario Monicelli (1974), “La casa dalle finestre che ridono” di Pupi Avati (1976), “Padre padrone” di Paolo e Vittorio Taviani (1977), “Non ci resta che piangere” di Benigni e Troisi (1985), “Un ragazzo di Calabria” di Luigi Comencini (1987), “Il grande Blek” di Giuseppe Piccioni (1987), “Francesco” di Liliana Cavani (1989).

Le foto provengono in parte dall’archivio del Centro Cinema di Cesena, che da oltre un decennio riserva una particolare attenzione alla fotografia di scena, vantando una preziosa raccolta che conta oltre 100.000 fotografie di scena, tra stampe e negativi. Questo grazie agli archivi storici acquisiti con le donazioni ricevute da archivi e fondi di importanti personaggi legati al cinema (Antonio Pietrangeli, Gian Vittorio Baldi, Vittorio Bonicelli) e alla fotografia (Vittorugo Contino, Divo Cavicchioli) e grazie al fondo del concorso nazionale per fotografi di scena CliCiak, quest’anno alla sua 14ª edizione.

Per la realizzazione della mostra la ricerca si è in parte allargata ad altri archivi fotografici, pubblici e privati. In alcuni casi sono stati chiamati in causa direttamente registi, fotografi e case di produzione, che hanno risposto con prontezza e generosità alle richieste. Alla lunga carrellata dell’esposizione in catalogo si sono aggiunte altre foto che, una volta trovate, meritavano di essere presentate.

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