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Doc/it e 100autori denunciano pratiche contrattuali Rai scorrette

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Le associazioni Doc/it e 100autori, insieme ai documentaristi italiani, autori e produttori, “denunciano il perdurante utilizzo da parte della Rai di pratiche contrattuali scorrette perché volte a disconoscere sia il carattere autoriale delle opere documentariste (e pertanto i diritti morali connessi) sia i diritti economici derivanti dalla loro utilizzazione”.

“L’esempio più consistente: nel corso del 2011 – si legge in un comunicato stampa – lo Speciale TG1 ha chiesto a molti autori e produttori la programmazione gratuita dei loro film, giustificando la richiesta con la visibilità che lo spazio televisivo e la fascia oraria avrebbero dato ai lavori messi in onda.

Altra pratica deviante, che nega violentemente l’autorialità dei documentaristi, è quella di far firmare ai produttori la clausola contrattuale per cui la Rai non sta acquistando un documentario bensì un ‘filmato’, cosa che permette al Servizio pubblico di non corrispondere l’equo compenso (cioè l’importo economico che la rete televisiva paga, attraverso la SIAE, agli autori di fiction, di animazione e di documentario, a ogni replica delle loro opere, come forma di compensazione per aver acquisito qualsiasi diritto di sfruttamento commerciale).

Doc/it e 100autori hanno organizzato nei mesi scorsi una raccolta di firme per dire basta a queste pratiche inaccettabili: decisione unilaterale dal momento che la Rai è dal 2009 che non risponde alle richieste di incontro e di dialogo.

L’iniziativa, che ha visto l’appoggio delle associazioni di autori dell’audiovisivo (Anac, Art, Asifa e Sact) nonché dei giovani produttori (AGPC), è una delle tappe del percorso autoriale di autodeterminazione contrattuale che va sotto il nome di Turning Point, nato un anno fa dalle rivendicazioni degli sceneggiatori.

Le associazioni firmatarie degli autori e dei produttori si sono impegnate a sostenere i firmatari nel caso in cui dovessero incorrere in una qualsiasi ritorsione per aver tenuto fede all’impegno preso.

In poco più di un mese sono state raccolte oltre duecentocinquanta firme. Un numero molto alto, in forte contrasto con quello esiguo di professionisti indipendenti con i quali la Rai lavora e con la cifra ridottissima dei documentari che manda in onda. Firme ancora più rilevanti se si considerano le difficoltà professionali che il Servizio pubblico ha opposto a chi ha già sollevato problemi o denunciato le sue scorrettezze.

Il 30 maggio 2012, all’indomani della manifestazione indetta da 100autori e dalle altre associazioni dell’audiovisivo, le firme saranno inviate alla dirigenza Rai, alla commissione parlamentare di vigilanza e al garante per le comunicazioni”.

 

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