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Mondiali Brasile 2014: campagna selfie contro la prostituzione minorile

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Dont-look-away–Non-voltarti-dall-altra-parte-Kaka-selfie-poster-Brasile-Mondiali-2014(ECPAT), 5 Giugno 2014 – Mentre la nazionale di Cesare Prandelli parte per il Brasile, in Italia la rete si scatena con un #selfie contro la prostituzione minorile in vista dei Mondiali. #dontlookaway – Non voltarti dall’altra parte, Alessandro Gassman, Alessandro Parello, Alessandro Roja, Alex Britti, Andrea Montovoli, Anna Foglietta, Anna Terio, Antonio Giuliani, Beppe Carletti, Claudia Gerini, Claudia Potenza, Claudio Amendola, Giulio Base, Donatella Finocchiaro, Edoardo Leo, Sidney Sibilla, Elisabetta Pellini, Ennio Fantastichini, Eva Giovannini, Fabrizio Gifuni, Filippo Timi, Francesca Valtorta, Francesco Brandi, Giorgio Pasotti, Giovanni Malagò, Giuliano Sangiorgi, Greta Scarano, Laura Sinceri, Lidia Vitale, Luigi Lo Cascio, Manetti Bros., Manfredi Saavedra, Marco Baldini, Marco Guazzone, Maria Roveran, Marianna Di Martino, Max Giusti, Micaela Ramazzotti, Michele Alhaique, Mino Manni, Alberto Oliva, Glauco Mauri, Monica Scattini, Nicola Conversa, Nicola Nocella, Nicoletta Romanoff, Paola Saluzzi, Paolo Genovesi, Pino Strabioli, Pippo Baudo, Roberta Lanfranchi, Rocco Papaleo, Sarah Maestri, Serena Iansiti, Tea Falco, Valeria Golino, e molti degli artisti dell’associazione 7608 hanno deciso di metterci la faccia. Un pennarello e una scritta per dire no al turismo sessuale a danno di minori e aderire così alla campagna internazionale di ECPAT “Don’t look away – Non voltarti dall’altra parte finanziata dall’Unione Europea e dal Sesi, (Servizi Sociali per l’industria del Brasile).

#SELFIE
L’azione virale coinvolge le due principali piattaforme social Facebook e Twitter di ECPAT Italia, organizzazione che da anni combatte lo sfruttamento sessuale dei minori con campagne di prevenzione e sensibilizzazione. L’hashtag ufficiale è #dontlookaway. Obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare i turisti in partenza per il Brasile a restare tifosi responsabili, e a denunciare casi di prostituzione minorile a cui potrebbero assistere durante il Mondiale. Il numero attivo per le denunce è il 100, come spiega nel suo video messaggio (https://www.youtube.com/watch?v=y6TkHymP5f4) il testimonial ufficiale della campagna Ricardo Kakà, calciatore brasiliano, tra i primi a rispondere alla chiamata della rete ECPAT.

APPELLO
A meno di 15 giorni dal fischio di inizio di Brasile 2014, sale l’attesa verso la competizione sportiva più importante, e così nella giornata della partenza della nazionale di Cesare Prandelli, ECPAT Italia ha deciso di rubare la scena per parlare di diritti dei bambini e lotta alla sfruttamento sessuale a fini commerciali dei minori durante questi grandi eventi. Per farlo ECPAT ha chiesto aiuto a numerosi personaggi del mondo dello spettacolo, coinvolgendoli in un’azione virale su Twitter e Facebook, un #selfie sociale, semplice e chiaro: DON’T LOOK AWAY – NON VOLTARTI DALL’ALTRA PARTE scritto su un foglio, una mano, un braccio. Tra i primi ad aderire Beppe Carletti, leader storico dei Nomadi e testimonial della campagna per ECPAT Italia.

LA NAZIONALE IN CAMPO
All’appello di ECPAT ora manca solo la nazionale italiana, a cui l’associazione che da anni difende i bambini dallo sfruttamento sessuale, chiede un #selfie ufficiale per prevenire il rischio di sfruttamento sessuale dei minori durante i mondiali. Gli italiani, purtroppo, sono ai primi posti tra coloro che scelgono il Brasile come meta per consumare sesso con minori. Si stima che siano circa 80.000 ogni anno. L’attività di prevenzione deve coinvolgere tutti, in primis la Nazionale che rappresenterà il nostro Paese in questa importante competizione internazionale. A questa convocazione devono aggiungersi anche quelle delle Istituzioni: in Francia il Ministero della Gioventù, dello Sport e dei Diritti delle Donne ha dato il suo sostegno alla campagna. In Italia finora hanno “applaudito” i Ministri dell’ Interno Alfano, della Salute Lorenzin e dagli ex Ministri del Turismo, Bray e dell’Integrazione Kyenge, l’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia minorile, la Polizia Postale e l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza.

LA CAMPAGNA IN EUROPA
In Italia, ECPAT sta lavorando a stretto contatto con il mondo dello sport giovanile – CSI in primo piano – e del turismo – con partner come l’ENIT, Alitalia, Quiicki, AITR, CGIL CISL e UIL CONFEDERALI, le Federazioni di Categoria del settore turismo FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS UIL ed EBNT, Ente Bilaterale Nazionale del Turismo, associazioni come Terre di Mezzo e CTS, società come Sabre, Hangoolose, mentre negli altri Paesi per esempio in Svizzera, il portiere della nazionale Marco Wölfli ha indossato la maglia della campagna; in Francia e in Spagna, i due principali media sportivi Le Equipe e La Marca hanno realizzato inserti speciali dedicati al tema; ancora in Francia: la compagnia di bandiera Air France ha inserito la locandina di Kakà nei magazine che vengono distribuiti sui loro voli; in Polonia e Austria stanno diffondendo i video della campagna. Notizia di questi giorni anche l’adesione di ACCOR, primo gruppo alberghiero d’Europa che diffonderà la campagna durante la coppa del mondo attraverso i suoi principali siti web (AccorGroup, Ibis, Mercure e Novotel).

DATI
Sebbene non si possa affermare con certezza che un evento come quello dei Mondiali 2014 comporterà un aumento dello sfruttamento di minori, è vero che il rischio che ciò si verifichi è molto elevato. In Brasile il 30 per cento della popolazione e circa la metà dei minori vive sotto la soglia di povertà (ossia circa 28 milioni di persone). Nel 2011, circa 250mila minori sono stati vittime di prostituzione, ogni anno, 500mila bambini e ragazzi al di sotto di 18 anni sono vittime di sfruttamento e abusi.

TIFOSI – TURISTI
Gli appassionati di calcio non costituiscono un gruppo particolarmente a rischio, ma in determinate situazioni e condizioni possono trasformarsi in “turisti sessuali occasionali”. L’atmosfera particolarmente festosa ed esotica, la mancanza di informazione, i pregiudizi culturali, il senso di impunità legate all’anonimato nel Paese straniero e il desiderio di nuove esperienze contribuiscono a facilitare la transizione verso l’atto del turista che casualmente potrebbe divenire un turista sessuale.

Don’t Look Away! è stata finanziata dall’Unione Europea e dal Sesi. Coordinata da ECPAT France, è realizzata in collaborazione con altre cinque sedi ECPAT (Germania, Austria, Olanda, Lussemburgo e Ncf Polonia). La diffusione della stessa a livello globale sarà resa possibile grazie al supporto di altri 16 Paesi associati (Belgio, Brasile, Bulgaria, Estonia, Gambia, Italia, Kenya, Madagascar, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Senegal, Sud Africa, Spagna, Svizzera e Ucraina).

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