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Stop ai set con armi di scena: SNGCI, “il divieto è pericolosa censura alla creatività e all’industria”

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Rkim-rossi-stuart-vallanzasca-300x225oma, 9 Novembre 2014 – Dai Giornalisti Cinematografici piena solidarietà agli autori e l’industria del cinema e della fiction sulla decisione di applicare ai set il regolamento di legge che vieta l’uso delle armi nelle rappresentazioni sceniche. Il SNGCI – che, proprio al dibattito sul fascino ambiguo delle rappresentazioni criminali sullo schermo ha dedicato venerdì a Roma il seminario del proprio Corso di aggiornamento promosso per l’Ordine Nazionale dei Giornalisti – denuncia come un’autentica censura quanto il mondo del cinema e dell’audiovisivo di subire per una regolamentazione alla quale, ovviamente, la creatività dello Spettacolo dovrebbe essere del tutto estranea. “Stop alle attività, cinema di genere e produzioni seriali a rischio? E’ evidente l’eccesso di zelo in cui, davvero – affermano i Giornalisti Cinematografici – la realtà supera la fantasia mentre chi si preoccupa degli spari nella finzione scenica non riesce a frenare le stragi della criminalità nel Paese”.

Queste riflessioni arrivano dopo la notizia del fermo ai set che utilizzano armi di scena. Come si legge in un comunicato ufficiale dell’ANICA con ATP, “A partire da oggi ogni fornitura di armi ad uso scenico si ferma, e con essa si fermano tutti i set cinematografici e di fiction d’azione. Le perdite economico/produttive che ne deriveranno al settore si annunciano ingenti. Gli sforzi delle Film Commission, e le finalità delle politiche di incentivazione, volte ad attrarre sul territorio del nostro Paese le produzioni cine audiovisive d’azione, saranno vanificate. Tutto ciò a causa della Legge che regolamenta la detenzione e l’uso delle armi a uso scenico, che ne stabilisce i requisiti tecnici e che indica le procedure per il relativo riconoscimento, ma con norme tecnicamente opinabili, oggettivamente inapplicabili e per di più con termini di attuazione perentori giunti oggi a scadenza. Al momento siamo arrivati solo alla mera stesura, da parte dei competenti Dicasteri, di un testo contenente la proroga dei termini, ma fermo da un mese nel suo iter promulgativo. Risultato: stop alle attività, stop allo sviluppo, stop all’occupazione, stop alla competitività. Il passo del gambero”.

SNGCI
Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani
www.cinegiornalisti.com

 

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