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Grosseto premia Verdone, “al di là delle riserve di Chiara Rapaccini, il cinema di Monicelli appartiene a tutti”

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Disse Mario Monicelli negli anni ’80: “Verdone fa i suoi film, è un personaggio ormai collaudato. A mio avviso lui ha delle grosse qualità di osservazione, sa cogliere degli aspetti tipici dell’attore della commedia all’italiana. Se riuscirà a prendere le distanze da un certo romanismo che ne fa l’epigono di Sordi, diventerà certamente un grande. E credo che lo possa fare perché è intelligente e preparato culturalmente”. Credo non ci sia risposta migliore alle riserve di Chiara Rapaccini che io e Loriano Valentini avremmo volentieri discusso, come facciamo con chiunque – il nome Monicelli non è monopolio di nessuno: i suoi film e il suo cinema appartengono a tutti – se le avessimo conosciute in tempo invece che a mezzo stampa. Non solo noi, ma la stragrande maggioranza del mondo del cinema, oltre che il pubblico, ritiene che Carlo Verdone sia diventato da anni quel grande che diceva Monicelli e in ogni caso il Premio Monicelli nasce proprio dall’idea di costruire un riconoscimento per tutti quegli autori che siccome sono diventati grandi con un genere apparentemente minore come la commedia vengono regolarmente sottovalutati dai festival o dalle istituzioni. Questo episodio è l’ennesima dimostrazione di quanto sia diffuso questo pregiudizio: il compito della critica, e degli appassionati di cinema, è proprio quello di superare e ignorare questo pregiudizio. La città di Grosseto, e tutti gli amanti di cinema, attendono il 7 Marzo per vedere Verdone ricevere una onorificenza che tutti, ma proprio tutti, pensano che lui e si suoi film meritino da tempo.

Mario Sesti

Roma, 23 Febbraio 2015

 

 

 

 

 

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