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Su 8½ di maggio Italian Porn e tanto altro

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Su 8½ di maggio: Italian Porn, il cinema hard nell’era del porno espanso; il cortometraggio italiano; i 50 anni de “L’Armata Brancaleone”; il Disegno di legge sul cinema: una valutazione delle categorie

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“Italian Porn, che ne è del cinema hard nell’era del porno espanso”, così s’intitola il numero di maggio della rivista . Cosa vediamo davvero quando guardiamo un corpo che gode, si chiede nell’editoriale di apertura il direttore Gianni Canova. La rivista si confronta così con il porno di massa nell’era del web. Accanto alle cifre del consumo del genere, con gli italiani quarti al mondo per numero di visitatori quotidiani in rete, le interviste al fondatore del Porn Film Festival di Berlino, all’attrice Giorgia Wurth, interprete di Cicciolina nella fiction “Moana”. E ancora Carolina Crescentini, Jana Daniela, Susanna Nicchiarelli, Francesco Bruni e il loro rapporto con il cinema hard; la pornografia e la ricerca accademica nelle università italiane; il pubblico femminile; la testimonianza di un divo del genere, Franco Trentalance.

Altro tema di “Scenari” è il cortometraggio italiano: la produzione e distribuzione, la presenza nella stampa specializzata, il corto d’autore e i festival dedicati.

Il Disegno di legge sul cinema e l’audiovisivo approvato a gennaio dal Consiglio dei ministri, trasmesso al  Senato a marzo e ora in discussione al Parlamento, viene illustrato nelle sue parti essenziali da Nicola Borrelli, direttore generale Cinema-MiBACT. Ne danno una valutazione i rappresentanti delle categorie interessate: Riccardo Tozzi (Anica), Francesca Cima (produttori), Andrea Occhipinti (distributori), Francesco Bruni (100autori), Francesco Ranieri Martinotti (Anac), Luigi Cuciniello (Anec), Stefania Ippoliti (Italian Film Commissions), Agnese Fontana (Doc/it), Marco Follini (APT) e Ranieri de’ Cinque Quintili (Imprese tecniche e audiovisive).

Nella sezione “Anniversari”, a 50 anni da “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli, l’attrice Catherine Spaak ricorda il set del film accanto a Vittorio Gassman e al regista.

Piera Detassis, Antonio Monda e Alberto Barbera rispondono al quesito: perché le star americane disertano i nostri festival?

Il Focus è dedicato al cinema di Taiwan, tra tradizione e modernità una storia irrisolta.

Il “Reprint” recupera un celebre scontro tra Morando Morandini, allora critico del quotidiano “Il Giorno”, e il regista Tinto Brass, a partire da una recensione non benevola del suo film Action.

“Rocco e i suoi fratelli” ispira la regista Marina Spada nella neonata rubrica di 8½ “Racconti di cinema”, dedicata a storie inedite scritte da cineasti e intellettuali e suggerite da un capolavoro del cinema italiano.

“Lo chiamavano Jeeg Robot” è il protagonista sia della rubrica “I fuori onda di Hollywood Party”, sia di “Marketing del cinema italiano” che analizza la campagna capillare e intelligente del film di Gabriele Mainetti, svolta in un’ottica multimediale.

Per “Internet e nuovi consumi” viene raccontato un progetto della BBC, Visual Perceptive Media, che prevede la messa in onda di filmati modellati in tempo reale sulla personalità dello spettatore che li sta guardando.

In chiusura della rivista l’omaggio agli scomparsi Carlo Di Carlo e Umberto Eco, nel ricordo rispettivamente di Citto Maselli e Elena Dagrada.

 

 

 

 

 

 

 

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