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Rabbia Furiosa: Sergio Stivaletti lavora a un film sul “Canaro”, noir/drammatico che racconta la malavita romana

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Foto: Sergio Stivaletti e Francesco Ciccone

Si lavora incessantemente sul set del terzo film di Sergio Stivaletti, “Rabbia Furiosa”, liberamente tratto dalla storia del “Canaro”, uno dei fatti di cronaca nera degli anni 80. Il film si preannuncia ricco di effetti speciali, un noir/drammatico a tinte forti, ambientato ai giorni nostri, che racconta la malavita dei sobborghi romani.

Tra i protagonisti del film Romina Mondello, Riccardo De Filippis e Gianni Franco. Nel cast anche Virgilio Olivari, Rosario Petix, Giovanni Lombardo Radice e Romuald Klos.

Un film scritto da Antonio Lusci, Sergio Stivaletti e Antonio Tentori. Regia di Sergio Stivaletti. Fotografia di Francesco Ciccone.

“Sono sempre stato affascinato dai film in cui il personaggio centrale dopo lunghe vessazioni ed ingiustizie trova finalmente la forza di vendicarsi – dichiara il regista – facendosi giustizia da solo, per poi oltrepassare un limite normalmente invalicabile sconfinando nella crudeltà pura. Mi hanno in questo ispirato da sempre i Western di Sergio Leone e molte pellicole dei cosiddetti poliziotteschi che hanno rappresentato un vero e proprio genere. Altre fonti di ispirazione, sono state le pellicole nelle quali un debole a cui viene sottratta la dignità finisce per trovare una energia ed una forza inspiegabili che gli consentono di sopravvivere e farsi giustizia. Chi non ricorda il Dustin Hoffman di Cane di Paglia? O Alberto Sordi nel Borghese piccolo piccolo? L’idea di Rabbia Furiosa si rifà in parte a quei film e in una parte più consistente trae invece ispirazione da un famoso fatto di cronaca degli anni 80 in cui a Roma la follia ebbe il sopravvento e trasformò un uomo incline alla sottomissione in un feroce assassino. È la storia di Pietro de Negri detto er Canaro che si vendicò del suo vessatore, oltrepassando i limiti della più spinta e malata delle immaginazioni. Quei fatti che mi hanno da sempre ispirato ho voluto ora trasformarli da mera cronaca in un racconto di fantasia dai contorni onirici”.

Foto: Romina Mondello

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