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RB Casting dà il Benvenuto a Liz Solari

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Intervista esclusiva a Liz Solari

www.rbcasting.com/site/lizsolari.rb

Liz Maria Solari Poggio, attrice argentina meglio conosciuta come Liz Solari, ha due occhi blu cielo, un caschetto biondo cenere e un sorriso contagioso. Nel suo paese è popolarissima per le performance in “Bailando por un sueño”, versione sudamericana del nostro “Ballando con le stelle”, prima ancora era una modella super gettonata e subito dopo è stata la protagonista di “Champs 12”, la serie adolescenziale a base di calcio, danza e amori arrivata in Italia nel 2010. Tra i nostri teenager è già una star – basta farsi un giro sulle fan page per rendersene conto – ma lei, a Roma da soli tre mesi, non è tipo da accontentarsi e punta al grande pubblico. E’ nelle sale cinematografiche con l’ultimo film dei fratelli Vanzina (“Ex – Amici come prima”) e da febbraio la vedremo protagonista di “Famiglia italiana”, la serie targata Wildside/Taodue con la regia di Francesco Miccichè, in onda in prima serata su Canale 5.

La incontro nell’appartamento romano, all’ultimo piano di un vecchio palazzo nel cuore di Trastevere. Mentre salgo una serie infinita di scale (ma perché questi palazzi non hanno mai l’ascensore?!) mi immagino una pin up tutta curve e rossetto (ho visto qualche foto sul web), invece mi accoglie una ragazza acqua e sapone, vestitino a fiori e ciabattine infradito. Si scusa per aver rimandato l’appuntamento e mi accompagna sul terrazzo, dove ha già preparato un tagliere di affettati e una bottiglia di vino rosso. E’ appena tornata dal set. E’ stanca eppure ha gli occhi che ridono: “domani arrivano i miei genitori – dice – c’è un’anteprima del film (l’intervista è stata realizzata la settimana scorsa, ndr) e non vogliono perderla. Io invece non vedo l’ora di vederli!”.

Ci sediamo. Addenta una fetta di prosciutto, versa il vino e aggiunge: “Non è fantastico questo posto? Appena l’ho visto me ne sono innamorata! L’ho scelto perché la mia famiglia è lontana, io sono tutto il giorno sul set e quando torno a casa ho bisogno di un quartiere vivo, dove posso incontrare gente che parla e ride”. Le chiedo qualche notizia sulla famiglia: suo padre è l’allenatore Eduardo Solari, i suoi fratelli i calciatori Esteban e Santiago Solari. E lei è cresciuta a pane e calcio: “per fortuna sono donna – commenta tra una risata e l’altra – altrimenti ero un altro calciatore!”. Prime impressioni: Liz è una ragazza solare, semplice, assolutamente lontana dal cliché della modella/attrice altezzosa, che sa quello che vuole e come ottenerlo. Una sognatrice, ma anche un’ottima imprenditrice di sé stessa. Cerchiamo di conoscerla meglio e visto che è stata lei a parlare di famiglia, partiamo proprio da qui.

Ti senti legata alla famiglia?
Si, molto. Siamo 5 figli, quattro maschi e io.

Anche tuo padre è stato un calciatore?
In passato ha giocato tanto tempo. Terminata la carriera ha cominciato ad allenare in tutto il mondo. Praticamente ho trascorso l’infanzia in giro: dal Giappone al Messico all’Arabia Saudita, eravamo una specie di clan. Sempre insieme.

Tua madre non lavorava?
Era professoressa di educazione fisica, ma ha lasciato tutto per seguire questa grande famiglia. E’ un bene prezioso, il valore più importante che ho.

Se il tuo futuro compagno ti chiedesse di rinunciare al set per la famiglia?
Dovrei trovarmi nella situazione. La vita va così: quando ti trovi di fronte a un bivio prendi la strada che senti più tua in quel momento. Avere una famiglia tutta mia è il sogno numero uno e poi c’è il sogno dell’attrice, che sto vivendo adesso. Ho sempre pensato che vorrei lasciare un segno, tanto nella professione quanto nella sfera personale.

Parliamo dell’Italia. Non è la prima volta che vieni…
Il primo viaggio in Italia è stato nel 2003, quando facevo la modella. Da subito ho promesso a me stessa che avrei girato il mondo e che mi sarei messa alla prova. Ho sempre amato la “sfida”, si dice così giusto? In Argentina il lavoro funzionava e allora mi sono detta: perché non desiderare di più?

E così sei partita…
E così sono partita. Ho vissuto a Milano per un anno, nello stesso periodo mio fratello Santiago giocava nell’Inter. In realtà l’Italia era il mio punto d’appoggio perché come tutte le modelle viaggiavo parecchio: Berlino, Atene, Parigi, Londra, fino a quando non mi sono stancata. Lavorare nella moda è stato bellissimo perché mi ha permesso di fare tante nuove esperienze e mi ha reso indipendente, ma a un certo punto ho capito che non mi trovavo più a mio agio.

Come hai iniziato a fare la modella?
Per un caso della vita. Avevo 18 anni e a Rosario, la mia città, ho accompagnato un’amica alle selezioni per un concorso di bellezza. Lei sognava le passerelle e li provava tutti, io nemmeno ci pensavo: mi ero appena iscritta all’Università e volevo diventare traduttrice di inglese. Così sono rimasta fuori a guardarmi le 500 partecipanti in fila con le mamme e i papà. Arriva un manager molto conosciuto in Argentina e mi dice di raggiungerlo al chiosco vicino perché mi vuole parlare. Io sono scettica ma alla fine ci vado: un po’ per curiosità e un po’ perché lui è stato convincente, ho deciso di provare.

Con l’Università sei andata avanti?
I primi tempi studiavo a Rosario e lavoravo a Buenos Aires, poi mi sono iscritta direttamente all’Università di Buenos Aires ma alla fine ho lasciato. Non era più quello che volevo.

Com’è stato il primo impatto con il mondo della moda?
L’impatto vero e proprio è stato a Milano. In Argentina ero molto protetta da Pancho Dotto, il mio agente, ma una volta in Italia mi sono fatta qualche domanda sul mondo della moda: mi sembrava così freddo, così superficiale…Non voglio criticarlo, per carità, ma per me era troppo. Mi apparteneva? Era quello che volevo? Forse no e però ormai c’ero: avevo fatto il sacrificio di allontanarmi dalla famiglia e dovevo andare avanti, essere responsabile.

E poi che è successo?
Dopo un anno ho detto basta e sono tornata a casa. In Argentina ho cominciato a studiare recitazione, una curiosità che avevo da tempo. E’ allora che mi hanno chiamata per partecipare al programma televisivo “Bailando por un sueño”.

Che esperienza è stata?
Mas magnifico…un passo importante per la mia carriera. Ero già conosciuta come modella e però non avevo una popolarità paragonabile a quella televisiva. Il programma è stato una specie di boom: nove mesi in tv e la possibilità di costruire un rapporto speciale con la gente, che può conoscerti per la persona che sei. Il bello è che si ballava per un “sogno”, nel senso che il ballerino e il personaggio famoso danzavano per realizzare un progetto. Il nostro sogno era aiutare una bambina cieca, che poteva recuperare un occhio con un’operazione molto costosa.

E tu sei arrivata in finale.
Siii!! Un secondo posto che è stato una sorpresa, non pensavo potessi arrivare a ballare così. E’ come se fossi entrata nel cuore della gente, una sensazione meravigliosa e incredibile.

Che ti ha aperto le porte dello show business…
Dopo il programma ho ricevuto tantissime offerte come presentatrice, ballerina e show girl, ma io ero incuriosita dalla recitazione e soprattutto sapevo che volevo andare piano. Così ho accettato di partecipare alla versione argentina di “High School Musical”. Subito dopo sono stata scelta come protagonista di “Barbie Live! Las Aventuras de La Princesa”, uno spettacolo teatrale per le famiglie che mi ha dato la possibilità di ballare, recitare e cantare e con cui ho girato tutto il Sud America. Il contatto diretto con il pubblico è stato bellissimo e in quei momenti ho detto: “Huau! Voglio fare questo”.

E poi è arrivata la serie televisiva “Champs 12”.
La serie è andata in onda anche in Italia e in Spagna, mentre adesso è in Israele. Io sono un brutto anatroccolo che, diventato cigno, torna tra i vecchi amici per vendicarsi delle cattiverie subite. Un’esperienza che mi ha insegnato tanto, perché non avevo mai recitato in tv. Giravamo una puntata al giorno, per un totale di 126 puntate. Anche qui ero la protagonista, un ruolo di responsabilità che ho affrontato con il sorriso e con estrema serietà,  e che mi ha fatto capire l’importanza della disciplina sul set.

Come mai sei tornata in Europa?
Dopo il tour promozionale della serie ho deciso di fermarmi un anno a Londra per frequentare un master di recitazione. E’ stato un periodo molto pieno – il giorno lavoravo sulla recitazione e la sera frequentavo le classi di ballo e canto – ma ne è valsa la pena. In fondo è stato un investimento su me stessa.

Il primo casting dopo il master?
Quello italiano per la commedia di Carlo Vanzina, che mi ha scelto per il ruolo di Consuelo.

Nel film sei in coppia con Enrico Brignano, mi racconti qualcosa di più?
E’ stata un’esperienza molto divertente e poi Brignano è un attore comico bravissimo. Io sono un suo ex amore mai concretizzato: a due anni di distanza lo incontro all’aeroporto, mentre sta per partire in luna di miele con la neosposa Teresa Mannino. Lui naturalmente mi dice che è single…

Com’è stato lavorare con i Vanzina?
Ah Carlo è un vero signore! E’ molto generoso e non finirò mai di ringraziarlo per l’opportunità che mi ha regalato. Mi ha dato la possibilità di lavorare in libertà, a volte anche improvvisando, in un clima sereno e tanti scambi di opinione.

Adesso sei sul set di “Famiglia italiana”. Come hai ottenuto il ruolo?
Con un altro casting. Ero ancora impegnata con “Ex – Amici come prima” quando ho conosciuto Fausto Brizzi, uno dei produttori della fiction. Il giorno dopo mi chiama il casting director per un provino e tempo due settimane la parte della cameriera Pilar era mia!

Nella serie sei una delle protagoniste, giusto?
Si! E’ una parte importante e bellissima. La fiction parla di due famiglie italiane che gestiscono due ristoranti nel centro storico di Milano. Fabrizio Bentivoglio interpreta un raffinato ristoratore del Nord, mentre Giorgio Tirabassi è un ristoratore del Sud, con un locale più casereccio e genuino. Io sono una madre argentina sola con un figlio di 5 anni, che ha bisogno di lavorare ma non ha il permesso di soggiorno. Intenerito dalla situazione, il personaggio di Bentivoglio mi assume come cameriera. E’ un uomo sposato con figli e Pilar è la sua tentazione.

Sapevi che Bentivoglio è uno dei nostri attori migliori?
Lo immaginavo perché lavorare con lui è fantastico, uno stimolo costante per fare sempre meglio. Anche con Debora Villa e Antonio Catania (nella serie la moglie di Bentivoglio e il cuoco del ristorante, ndr) mi sono trovata molto bene, da loro cerco di “rubare” tutti i segreti che posso.

Stai studiando italiano nel frattempo?
Non ne avrei il tempo! E poi l’intero giorno sul set è la migliore scuola che mi poteva capitare.

La tua vita fuori dal set?
Ho amici italiani di vecchia data e comunque il week-end parto sempre: Londra, Parigi o anche Madrid. Questo fine settimana, per esempio, sfilerò sotto la Tour Eiffel per un amico stilista. Da tempo non frequento più le passerelle, ma per lui ho fatto un’eccezione.

Una famiglia di calciatori, “Champs 12” parla di amori e pallone. Tu che rapporto hai con il calcio?
Naturale e passionale. Sono cresciuta guardando lo schermo verde in tv e ascoltando discorsi sul calcio, non potrebbe essere diversamente.

In Italia la coppia velina-calciatore è molto di moda. Tu che cosa ne pensi?
Anche in Argentina è così: le ragazze che escono con i giocatori sono chiamate “botinera”, da “botines” che in spagnolo vuol dire “scarpe da calcio”. E’ una specie di fenomeno ma non saprei cosa dire a riguardo: non ho mai avuto un fidanzato calciatore e comunque per me è un mondo normale.

Che tipo di uomo ti attrae?
Un uomo con il senso dell’humor, con cui si può parlare di argomenti leggeri e profondi. Una persona che abbia un’ambizione, ma non è necessario che faccia parte del mondo dello spettacolo. Quando mi innamoro guardo soprattutto la persona.

Che idea ti sei fatta degli uomini italiani?
Sono muy…noi diciamo “calentones” (ride). Non saprei spiegarmi in italiano, ma posso raccontarti un aneddoto. E’ venuta a trovarmi un’amica spagnola: si è meravigliata dei romani che le facevano i complimenti per strada e la fermavano…insomma fa piacere ma puoi anche dire: “per favore!”. A me però non disturba, anzi, penso sia un modo di fare espressivo e divertente.

La donna straniera, soprattutto sudamericana, ha un certo appeal sugli italiani. Prendiamo il successo di Belen, per esempio…
Non l’ho mai incontrata ma se in Italia ha avuto più opportunità rispetto all’Argentina, dove non è così famosa, ha fatto bene a coglierle al volo!

Se avessi la possibilità di costruirti una carriera e una vita in Italia?
In genere amo vivere il presente: costruisco la mia vita giorno per giorno senza pensare a quello che verrà. Oggi, per esempio, ho tanta voglia di lavorare in Italia.

Un ruolo che vorresti interpretare?
Mi ha sempre affascinato la parte di Nicole Kidman in “Moulin Rouge” e mi piacerebbe un personaggio storico come “Giovanna D’Arco”. Amo le donne forti con molta personalità.

Il ruolo che ti è rimasto nel cuore?
Più che del ruolo parlerei dell’esperienza in teatro: “Barbie Live!” mi ha fatto capire quanto forte fosse il mio desiderio di diventare attrice.

Un’attrice italiana che ammiri?
Mi piace Margherita Buy, ma non ho un’attrice-modello. Amo prendere qualcosa da tutti, anche dal piccolo attore che in “Famiglia italiana” interpreta mio figlio. Del resto quando impariamo a recitare ci dicono sempre che dobbiamo tornare al gioco, alla spontaneità di quando eravamo bambini. E poi, se prendi tutto troppo seriamente, non potrai mai lasciarti andare.

Se non avessi fatto questo lavoro?
Non saprei rispondere. Faccio le mie scelte nel momento in cui si presentano e non ho mai ragionato con i se e i ma.

Liz Solari tra dieci anni. Come la immagini?
Un’attrice affermata a livello internazionale e una donna con una famiglia. In ogni caso una Liz felice, capace di rendere felici le persone che ama.

Sul web girano diverse tue foto in pose sexi e ammiccanti, eppure a vederti di persona sembreresti la ragazza della porta accanto. Chi è la vera Liz?
Fare una foto è un po’ come recitare, di certo non significa mostrare la mia personalità! In qualche scatto posso sembrare una “mangiatrice di uomini”, ma io non mi sento così. In fondo è solo un gioco (ride).

Hai un vizio di cui non puoi fare a meno?
Non potrei mai rinunciare agli affetti, al dulce de leche (oggi ne ho comprato un barattolo da mezzo chilo!) e al mate, che ho portato direttamente dall’Argentina.

La tua paura più grande?
Ho paura di perdere le persone che amo e ho paura di cambiare.

Da quando hai iniziato la carriera di modella sono passati dieci anni. Non ti senti cambiata?
Certo, tutti facciamo un cammino che ci porta verso un’evoluzione. Il cambiamento, però, è avvenuto solo in superficie. Nell’animo sono e vorrei rimanere la stessa Liz.

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