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“Autoritratti con problemi”: una mostra in occasione dell’uscita al cinema di “Tutto Tutto Niente Niente”

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In occasione dell’uscita nelle sale cinematografiche italiane del nuovo film di Giulio Manfredonia, “Tutto Tutto Niente Niente” con Antonio Albanese, 01 Distribution e Fandango Incontro in collaborazione con il Progetto ABC Arte Bellezza Cultura, presentano la mostra fotografica “Autoritratti con problemi”. La mostra sarà inaugurata mercoledì 12 dicembre 2012 alle ore 18.30 presso Palazzo Incontro (via dei Prefetti, 22 – Roma) e sarà aperta fino al 31 gennaio 2013. Ingresso gratuito.

Una galleria di immagini realizzate durante la fase di lavorazione del film ma solo in parte scattate sul set. La maggior parte di esse infatti, è stata ideata, costruita e realizzata nello stesso arco di tempo, ma fuori scena, concretizzando mano a mano l’idea della sequenza di ritratti surreali dei tre personaggi, che stavolta Albanese interpreta tutti insieme nello stesso film.

Antonio Albanese è Cetto La Qualunque, il politico “disinvolto” che abbiamo imparato a conoscere, ora alle prese con una travolgente crisi politica e sessuale (in lui le due cose viaggiano sempre di pari passo). Rodolfo Favaretto, che rincorre il sogno secessionista di un nordista estremo, e che per vivere e combattere la crisi commercia in migranti clandestini. Frengo Stoppato, un uomo stupefacente, in tutti i sensi, che torna dal suo buen retiro incastrato da una madre ingombrante, con un sogno semplice semplice: riformare la chiesa e guadagnarsi la beatitudine.

Antonio Albanese ha collaborato attivamente con i due fotografi Philippe Antonello e Stefano Montesi e con il grafico Daniele Moretti, sia alla selezione delle foto proposte in mostra, sia alla scelta delle didascalie delle stesse, che altro non sono che alcune “massime” di Cetto, Frengo e Olfo .
La scelta del titolo è invece un copyright esclusivo dell’attore.
Le 26 stampe esposte avranno un formato che va da 100×70 a grandi dimensioni come 120×170 per accentuare la dimensione di “iper-realtà” degli stessi personaggi. Faranno un po’ paura e, si augurano gli autori, molto ridere.

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