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Venezia 72: monache e vampiri nello spiazzante film di Marco Bellocchio

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Da Venezia la nostra inviata Marilena Vinci. Settimo giorno. 

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Venezia, 8 Settembre 2015 – Tre anni dopo “Bella addormentata”, Marco Bellocchio torna in concorso alla Mostra del cinema di Venezia con “Sangue del mio sangue” (in sala dal 9 settembre con 01 Distribution), film interamente ambientato a Bobbio e interpretato – tra gli altri – da Pier Giorgio Bellocchio, Lidiya Liberman, Roberto Herlitzka, Alba Rohrwacher, Filippo Timi e parte della famiglia del regista: la figlia Elena e il fratello Alberto. Non è la prima volta che Bellocchio gira un film coinvolgendo membri della sua famiglia estranei al mondo del cinema (a parte il figlio Pier Giorgio) ma “con questo film credo che lo strano intreccio tra emozioni reali e cinematografiche venga suggellato definitivamente. Non c’è più conflitto profondo tra noi, si può dire che il processo di affinamento e di intesa sia arrivato a un punto molto alto”.

Dopo “Bella addormentata” aveva detto che non avrebbe più gareggiato a Venezia “poi però ho pensato che non è solamente il regista a mettersi in competizione, ma anche gli attori. – spiega Marco Bellocchio – Chi sono io per decidere di togliere loro la possibilità di vincere qualche premio? Senza contare poi che essere in concorso significa anche avere da parte della stampa un’attenzione maggiore. È innegabile questo, e visto che il film esce in sala domani…”.

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“Sangue del mio sangue” è un film spiazzante, diviso in due parti: la prima, in costume, racconta di una suora, torturata e murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio dopo aver sedotto un prete morto suicida per il senso di colpa; nella seconda, ambientata ai giorni nostri, un sedicente ispettore ministeriale, scopre che nell’edificio abita un misterioso Conte che vive solo di notte.

“Ho preferito tenere separati i due blocchi del racconto, senza ricorrere ad espedienti ‘canonici’ quali i continui rimbalzi da un’epoca all’altra perché credo solo in questo modo il film potesse mantenere viva la sua peculiarità, la sua stranezza”, spiega Marco Bellocchio. “Ho voluto fare un film libero, non mi sono posto troppe domande, non ci sono troppe cose pensate a tavolino”. “D’altronde andando avanti con l’età le strade sono due: o finisci per rintanarti o cominci a fare anche due film l’anno, per allontanare lo spettro della morte. Nel mio caso è semplicemente successo, diciamo che cerco di fare quello che mi va senza star lì a ragionarci troppo”.

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In concorso è passato anche “Anomalisa”, debutto in stop-motion di Charlie Kaufman (sceneggiatore di “Confessioni di una mente pericolosa”, “Essere John Malkovich”, “Se mi lasci ti cancello”), affiancato da Duke Johnson. Nato da uno spettacolo teatrale, il film è stato finanziato da una campagna di crowdfunding che ha raccolto 406mila dollari da 56mila donatori.

La storia è quella di un uomo, autore di libri, che lotta con la sua incapacità ad avere rapporti con gli altri. Una notte, durante un viaggio d’affari di routine, incontra un’estranea che sembra cambiare la sua visione del mondo. I pupazzi hanno tutti la stessa voce, ad eccezione dei due protagonisti, e cuciture ben visibili sul volto: “sono quelle che servono per creare le espressioni, abbiamo deciso di tenerle sì per mostrare il processo creativo, ma anche pensando potessero restituire la natura meccanica che spesso abbiamo come persone”.

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Alla Mostra del cinema di Venezia oggi è stato protagonista anche Bertrand Tavernier, che ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera dopo la proiezione di uno dei suoi capolavori “più ingiustamente sottovalutati” – dice il direttore Alberto Barbera – “La vie et rien d’autre”.

“Ho vinto 4 César, un Delluc, un Grand Prix cinema europeo, – ha detto il regista francese – non posso dire di non essere stato apprezzato in Francia, non posso lamentarmi. Certo, sono rimasto molto colpito di ricevere questo premio, il Leone d’Oro alla carriera, da un paese che ha avuto Rossellini, Fellini, Risi e il mio grande amico Monicelli, tutta gente che ho conosciuto e molto amato”.

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SPECIALE
72. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
2-12 settembre 2015

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