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Ad Ascanio Celestini il Premio Ravesi dal Testo allo Schermo 2015

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Viva la sposa  film di Ascanio Celestini

Il comitato d’onore del SalinaDocfest – costituito da Romano Luperini, Paolo e Vittorio Taviani, Bruno Torri e Carlo Antonio Vitti – ha deciso di attribuire all’attore, regista e autore Ascanio Celestini il Premio Ravesi dal Testo allo Schermo 2015 per “Pro patria” (Einaudi, 2012), nell’ambito della nona edizione del SalinaDocFest (16-20 settembre, Salina, Eolie). La consegna del premio ha luogo venerdì 18 settembre alle 20.30 nella piazza di Santa Marina di Salina. A seguire, Ascanio Celestini proporrà al pubblico del SalinaDocFest un monologo dedicato al tema centrale del festival: “Conflitti e Periferie”.

Dopo aver raccontato la fabbrica, la guerra, i manicomi (anche al cinema, con “La pecora nera”), con “Pro patria” il “cantastorie” romano getta un ponte fra la “Grande Storia” per eccellenza e il mondo dell’emarginazione istituzionalizzata: il carcere. Le parole dei primi eroi del Risorgimento, entrate di soppiatto tra i muri della cella, ne spalancano le porte al vento con una sconvolgente carica eversiva. Nasce così un discorso rivoluzionario sul nostro presente. Una narrazione che non vuole affatto proporsi come una nuova epopea anti-retorica sugli ultimi e sugli esclusi: “Noi e ‘gli altri’ già facciamo parte della stessa storia. – dichiara Celestini – Per questo non penso di essere uno che racconta i vinti o gli umili. Io cerco di occuparmi semplicemente dell’essere umano. In un detenuto o in un internato nel manicomio, in un alcolista o in un immigrato mi pare che l’umanità sia più leggibile…Tutte le storie sono fatte di persone, di indecisioni e contraddizioni, di dubbi e slanci. Se ci guardiamo dentro finiamo per trovarci le nostre stesse passioni”.

La serata si chiude con la proiezione in anteprima del suo ultimo film, “Viva la sposa” (Italia/Francia/Belgio – 2015, 85’), presentato a Venezia il 7 settembre nella selezione ufficiale delle Giornate degli Autori.

Il film è la storia di Nicola e di tanti altri personaggi che incontra per un destino o per caso come in un road movie. Perciò è anche la storia di Sabatino che truffa le assicurazioni provocando incidenti. Pure il Concellino vive truffando le assicurazioni, ma vuole fare carriera.
 È la storia di Anna e di suo figlio Salvatore. E anche della madre di Nicola, una donna piccola che prima di morire vorrebbe che suo figlio sposasse Sofia.
 È la storia dell’Abruzzese e di Sasà. 
E poi di Marino, che non parla mai, e della bambina ucraina. E in mezzo a tutte queste storie c’è quella dell’americana che gira l’Italia vestita da sposa. “Il titolo dice tutto. Viva la sposa! – dice Celestini – Passa una bellissima donna bionda tra le vite di poveri cristi. Una sposa che fa voltare tutti. Guardare la sposa li aiuta a sopravvivere, ma poi la vita vera è un’altra. Direbbe Wittgenstein che la filosofia è una maniera per distruggere gli idoli. Ma anche un modo per smettere di crearne di nuovi. Eppure… senza idoli facciamo fatica a vivere”.

La scrittura di Ascanio Celestini (Roma, 1972) è legata alla ricerca sul campo, all’indagine nella memoria di eventi e questioni legate alla storia recente e all’immaginario collettivo. “Radio clandestina”, “Scemo di guerra”, “La pecora nera” e “Appunti per un film sulla lotta di classe”, sono alcuni degli spettacoli che rappresenta in Italia e all’estero. Tra i numerosi riconoscimenti, nel 2002 gli viene consegnato il Premio UBU speciale, mentre tre anni dopo ne riceve uno per lo spettacolo “Scemo di guerra”. Dopo l’esordio alla regia nel 2004 con il documentario “Senza paura”, ne realizza un secondo tre anni dopo, presentato alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Extra, “Parole sante”, che è anche il titolo di un disco (Premio Ciampi per il miglior debutto discografico). Nel 2010 dirige il suo primo lungometraggio di finzione, “La pecora nera”, presentato in concorso alla Mostra di Venezia. I suoi libri sono pubblicati da Einaudi e Donzelli.

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