Home Eventi Ca’ Foscari Short 2019: vince il corto polacco “Saszka”, premiato l’italiano “Nooh”

Ca’ Foscari Short 2019: vince il corto polacco “Saszka”, premiato l’italiano “Nooh”

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Tutti i vincitori della nona edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa interamente organizzato e gestito da una Università

Venezia, 24 marzo 2019 – Il cortometraggio polacco “Saszka” (2018) di Katarzyna Lesisz, prodotto dal National Film School in Lodz, è il vincitore del Concorso Internazionale della nona edizione del Ca’ Foscari Short Film Festival, il primo festival in Europa interamente organizzato e gestito da una Università, che in questo campionato mondiale del cortometraggio si propone di mappare le nuove tendenze del cinema e scoprire i nuovi talenti provenienti dalle scuole di cinema di tutto il mondo.

La Giuria Internationale – composta dalla programmatrice italiana Teresa Cavina, dal regista iraniano Ayat Najafi e dall’animatore estone Ülo Pikkov – ha assegnato i premi del Concorso Internazionale. Il Primo Premio, il Premio Levi e il Premio per il Music Video Competition consistono in sculture artistiche in vetro di Murano ideate e realizzate dal mastro vetraio Alessandro Mandruzzato.

Il Primo Premio al miglior corto del Concorso, annunciato da Flavio Gregori, prorettore alle attività e rapporti culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e consegnato dal cineasta francese Patrice Leconte, ospite d’onore di questa edizione, è andato a “Saszka” di Katarzyna Lesisz con la seguente motivazione: “La regista, utilizzando una struttura narrativa non lineare perfettamente controllata, crea lo straordinario ritratto di una giovane donna alla ricerca della propria identità in un paese straniero che vorrebbe poter chiamare ‘casa'”.

La trentenne regista polacca, presente sul palco dell’Auditorium per ritirare il premio, ha ringraziato sentitamente la giuria e tutta la sua troupe, ricordando come la realizzazione di un’opera cinematografica sia uno sforzo collettivo, frutto della creatività di molte persone.

“Saszka” è ambientato in Polonia, dove l’omonima protagonista, una giovane ucraina, riceve la notizia della morte dell’uomo con cui aveva organizzato un finto matrimonio per ottenere il permesso di soggiorno polacco. Il funerale del marito le dà l’opportunità di rincontrare il suo amato Piotr, con il quale aveva organizzato il suo matrimonio anni prima, ma che l’aveva lasciata senza spiegazioni.

La Giuria ha inoltre assegnato la Menzione Speciale Volumina, per l’opera che offre il miglior contributo al cinema come arte, al cortometraggio tedesco “Die Letzten Kinder im Paradies – The Last Children in Paradise” (Germania) di Anna Roller della University of Television and Film München. Il premio, annunciato dal membro del comitato scientifico dello Short Cecilia Cossio e consegnato dalla giurata Teresa Cavina, consiste in un libro fotografico sul cinema prodotto da Volumina e una targa.

L’opera della giovane regista tedesca, presente sul palco per ritirare il premio, è risultata vincitrice con la seguente motivazione: “Per la sua straordinaria abilità nel rappresentare gli stati d’animo di una ragazzina che ha appena raggiunto la pubertà, utilizzando immagini, suoni e atmosfere di straordinaria forza evocativa”.

I giovani fratellini Leah e Theo, protagonisti del corto, vivono con la nonna in una remota fattoria di campagna. Quando la nonna muore improvvisamente, i due bambini sono lasciati a loro stessi. Leah, sulla soglia della pubertà, ha il suo primo incontro con l’altro sesso e dovrà lottare per accettare di essere la donna di casa, divisa tra la responsabilità del fratello e la scoperta della propria femminilità.

Il Premio Levi per la miglior colonna sonora (musica, parola, rumore), offerto dalla Fondazione Ugo e Olga Levi e assegnato da una giuria apposita composta da Roberto Calabretto, Massimo Contiero, Daniele Furlati e Luisa Zanoncelli è andato al tedesco “Drinnen wird nicht geraucht – No Smoking Indoor” (Germania, 2018), prodotto dalla Filmakademie Baden-Württemberg per la regia di Philipp Westerfeld, il quale, non presente a Venezia, ha inviato un simpatico videomessaggio di ringraziamento.

La protagonista del suo corto, una moglie in pensione, non può permettersi di fare altro che seguire le imposizioni del marito, il quale le vieta categoricamente di fumare in casa. Lei, sola per tutto il giorno, passa il tempo osservando la vita che scorre fuori dalla finestra del loro appartamento, concedendosi l’unico piacere che riesca ad allontanarla da quel luogo freddo, il fumo. Scoperta dal marito, la donna cercherà di porre fine a questo malessere.

Il premio, annunciato dal presidente del comitato scientifico della Fondazione Levi Roberto Calabretto e consegnato dal giurato Ülo Pikkov, è stato assegnato con la seguente motivazione: “Gli interventi musicali di Meike-Katrin Stein si fondono all’interno del corto efficacemente. Da un lato caricano le immagini con strappi orchestrali di tensione, dall’altro ne contrastano il peso come accade nel volo dalla finestra della protagonista che viene accompagnato da lievi vocalizzi di una voce femminile. La trama sonora, allo stesso tempo, è arricchita dai rumori (l’orologio a pendolo, il brusio delle voci) che sottolineano il dramma della protagonista”.

Il Premio “Pateh Sabally”, offerto dalla Municipalità di Venezia, Murano, Burano e dedicato alla memoria del ragazzo del Gambia tragicamente scomparso nelle acque del Canal Grande nel gennaio del 2017, è stato assegnato a “Nooh” (Italia) di Edoardo Bramucci della Roma Film Academy che ha ritirato il premio sul palco.

Il cortometraggio narra la storia di un bambino africano arrivato clandestinamente in Italia. Orfano di madre e padre, fugge impaurito da un centro d’accoglienza per rifugiarsi in una torre abbandonata in riva al mare con il suo amico immaginario, lontano dagli adulti e dai loro problemi. A sconvolgere questa quotidianità arriverà però Miriam.

Il premio, una scultura in vetro realizzata dal mastro vetraio Afro Celotto, è stato annunciato da Giovanni Andrea Martini, presidente della Municipalità di Venezia Murano e Burano, e consegnato dal giurato Ayat Najafi con la seguente motivazione: “Nell’immaginario di un bimbo africano in un centro di accoglienza, si vive la tragica realtà delle vite sospese di chi è costretto a lasciare la terra d’origine e cerca rifugio in un mondo solidale. Quel mondo ancora non c’è. Oggi sembra ancora più distante. Sarà il gesto salvifico di una madre ad abbattere muri e a mostrare che, dovunque si nasca, è inviolabile il diritto alla vita. Sceneggiatura e fotografia ben si giocano per sostenere la giusta causa”.

Tutti gli altri riconoscimenti: Premio del Concorso Scuole Superiori “Olga Brunner Levi” “Bound” (USA) di Heidi Kafer; Menzione Speciale del Video Concorso Pasinetti a “Pa Përkufizim” (Kosovo) di Era Skivjani; Premio Music Video Competition al norvegese “Yokai” di Eirik Heggen.

Durante la cerimonia di premiazione si è svolta una performance di live-painting musicato dedicata al grande attore Bruno Ganz e realizzata da Cosimo Miorelli e Giorgio Pacorig.

Sito Ufficiale: http://cafoscarishort.unive.it

 

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