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CityFest: Bertolucci No End Travelling al MAXXI

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Dopo il successo al Festival di Cannes, arriva in anteprima italiana al MAXXI il documentario scritto e diretto da Mario Sesti che sarà protagonista di un incontro con il pubblico

Dopo il successo al Festival di Cannes, martedì 4 giugno alle ore 21.00 presso l’Auditorium del MAXXI si terrà l’anteprima italiana di “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: No End Travelling”, scritto e diretto da Mario Sesti.

L’evento, a ingresso libero fino a esaurimento posti, rientra nell’ambito di CityFest, il programma di eventi culturali della Fondazione Cinema per Roma guidata da Laura Delli Colli, direttore generale Francesca Via, ed è realizzato in collaborazione con il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, presieduto da Giovanna Melandri.

Presentato nella sezione Cannes Classics, “Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: No End Travelling” propone un racconto-incontro con uno degli ultimi grandi autori della storia del cinema, un montaggio emozionante di interviste – realizzate negli anni da Sesti – che ripercorrono la traiettoria di una straordinaria carriera. In chiusura, una lunga conversazione inedita in cui un Bertolucci rilassato, complice, sornione, trasmette il mistero e l’esperienza della sua arte, senza lezioni, messaggi, precetti.

“Cinecittà – I mestieri del cinema. Bernardo Bertolucci: No End Travelling”, prodotto da Massimiliano De Carolis per Erma Pictures, in associazione con Istituto Luce-Cinecittà e in collaborazione con Sky Arte, sarà presentato al MAXXI da Mario Sesti e Massimiliano De Carolis. Il documentario sarà poi trasmesso su Sky Arte il prossimo 26 novembre (ore 21.15) in occasione della ricorrenza del primo anno dalla scomparsa del regista.

“Questo film racconta dei molti incontri che ho fatto con Bertolucci (a volte, su un palco, insieme a grandi personalità come Patti Smith, Wim Wenders, Gerard Depardieu, Marco Bellocchio), delle chiacchierate su film e registi, sul suo cinema e su quello, sterminato, che amavamo – ha detto Mario Sesti – Questo film, in realtà nato come episodio di una serie dedicata ai mestieri del cinema, è un omaggio a un autore che non credo abbia eguali – un regista che è stato un mito della nouvelle vague e, allo stesso tempo, ha conquistato Hollywood con numerosi Oscar® – ed è anche un modo personale per conservare la memoria di quei momenti e impedire loro di dissolversi”.

 

 

 

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