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Mario Martone porta il suo “Falstaff” alla Casa del Cinema

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Domenica 21 luglio, nell’ambito del programma “Film Opera” di Caleidoscopio 2019, il regista presenta la sua recente versione dell’opera verdiana al pubblico del Teatro all’aperto Ettore Scola

Anteprima d’eccezione, domenica 21 luglio (ore 21.30) all’arena estiva della Casa del Cinema di Roma, con Mario Martone che sarà il protagonista di una serata nel segno della grande opera lirica e della riflessione storica, accompagnando di persona il suo “Falstaff” verdiano, realizzato appena un anno fa alla berlinese Staatsoper Unter den Linden di Berlino con Daniel Barenboim alla testa di una formidabile compagine musicale con il baritono Michael Volle grande protagonista.

La registrazione dell’opera arriva alla Casa del Cinema grazie alla collaborazione con HD Classica per il programma “Film Opera” all’interno della programmazione di Caleidoscopio 2019 che, ogni domenica sera, festeggia grandi registi di cinema alle prese con la loro passione (e maestria) per gli allestimenti della lirica immortale.

L’ultima e disincantata opera di Verdi, composta sul finire del XIX secolo, è da più di un decennio laboratorio di riflessione sulla storia e la corruzione degli ideali secondo Mario Martone. Ma se nella versione del 2008 per il Teatro degli Champs Elysées prevaleva un ragionamento sulla metafora post-risorgimentale di questa rilettura shakespeariana a firma di Arrigo Boito, dieci anni dopo l’allestimento si aggiorna ancora e il motto finale del giullare Falstaff, “nel mondo tutto è burla”, suona sinistro presagio per la scena del presente.

“Siamo molto felici che Mario Martone sia con noi in questa serata – dice il direttore di Casa del Cinema, Giorgio Gosetti – perché la sua costante capacità di ragionare da artista sui linguaggi paralleli del cinema, del teatro e della musica ne fa da sempre un punto di riferimento per pubblici diversi che amiamo mettere in rapporto tra loro. Inoltre, come si vedrà bene in questa attesa anteprima, l’occhio del Martone cineasta trasforma profondamente la messa in scena teatrale ed esalta quel lavoro corale con gli autori delle scene, delle luci, i musicisti e gli interpreti che è proprio del miglior cinema”.

Per il regista di “L’amore molesto” il lavoro storico-interpretativo sul “Falstaff” va del resto di pari passo con il suo cinema di questi stessi anni, da “Noi credevamo” (2010) a “Il giovane favoloso” (2014) fino a “Capri-Revolution” visto alla Mostra di Venezia nel 2018.

Per maggiori informazioni: www.casadelcinema.it

 

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