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“Tony Driver” è l’unico film italiano in concorso alla SIC di Venezia 76

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L’opera prima di Ascanio Petrini selezionata alla 34. Settimana Internazionale della Critica. La storia del barese Tony Driver, un tassista arrestato in USA per traffico di migranti.

“Tony Driver”, primo film lungometraggio di Ascanio Petrini, dagli stessi produttori di “La Strada dei Samouni”, è l’unico film italiano in concorso alla 34. Settimana Internazionale della Critica (SIC), la sezione autonoma e parallela organizzata dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nell’ambito della 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (28 agosto-7 settembre).

Così lo presenta Giona Nazzaro, direttore della SIC: “Un film fuori norma su uno straniero in terra straniera. Poteva essere un film girato da Dino Risi o Ettore Scola in trasferta. Un film sull’assurdità delle frontiere che farà arrabbiare Donald Trump e Salvini. ‘Tony Driver’ è cruciale per ragionare su una delle questioni che vanno rimesse in discussione”.

Ma chi è Tony? Come arriva Tony Driver – all’anagrafe Pasquale Donatone – nato a Bari ma cresciuto in America, a vivere in una grotta di Polignano a Mare? Questa è la sua storia, la storia di un tassista italo-americano arrestato in USA per traffico di migranti alla frontiera con il Messico ed estradato in Italia.

Pasquale un giorno decide di cambiare nome e farsi chiamare Tony. Sebbene nato a Bari, quartiere Madonnella, a 9 anni nella metà degli anni Sessanta vola oltreoceano con la famiglia e cresce da vero americano.

Per oltre quarant’anni Tony non è mai tornato in Italia, fino a quando, ormai tassista di professione a Yuma, un blitz anti-immigrazione alla frontiera con il Messico lo costringe a scegliere: la galera in Arizona, o la deportazione in Italia per dieci anni? Tony decide di essere estradato a causa del suo “secondo lavoro”: trasportare a bordo del suo taxi migranti illegali negli Stati Uniti che attraversano la frontiera messicana.

Rientrato in Puglia, con il suo sogno americano andato in pezzi, si ritrova solo a vivere in una grotta a Polignano a Mare. Per quanto aiutato dalla vicina comunità, Tony guarda all’Italia come un piccolo Paese immobile, senza opportunità e senza sogni, ma a cui non sembra disposto ad arrendersi…

“In lui e in quella storia – racconta il regista – ho trovato un nuovo personaggio capace di muoversi tra il Travis Bickle di ‘Taxi Driver’ e Willy il Coyote di ‘Road Runner’: un antieroe destinato a perdere ma anche a provarci. Quando ci siamo incontrati Tony viveva in una grotta sul mar Mediterraneo, nel completo rifiuto di ogni cosa, come ‘se la sua astronave fosse precipitata su un altro pianeta e lui fosse bloccato li’, tra rocce e acqua. Ho cominciato a filmarlo per conto mio ma presto mi sono reso conto che i paesaggi profondamente contraddittori della sua storia meritavano una restituzione visiva: doveva essere ambientata qui in Italia ma anche lì, in America”.

Regia / Sceneggiatura Ascanio Petrini. Fotografia Mario Bucci. Montaggio Benedetta Marchiori. Suono di presa diretta Filippo Restelli e Vincenzo Santo. Montaggio del suono / Sound Design Marzia Cordò e Stefano Grosso. Musiche Originali Francesco Cerasi.

“Tony Driver” è prodotto da Marco AlessiGiulia Achilli, Helmut Dosantos, Lucia Ferrante e Ascanio Petrini. Una produzione Dugong Films (It), Fulgura Frango (Mx) e Rabid Film (It) con il contributo del MiBAC, Apulia Film Commission – Regional Fund.

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