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La Valigia dell’Attore 2019: Bonifacio Angius, “Fare cinema è come riparare un lavandino”

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Il regista di “Ovunque Proteggimi” racconta l’esperienza sul set. Il restauro di “A ciascuno il suo” illumina la notte del festival a La Maddalena.

La quarta giornata di La Valigia dell’Attore 2019 è partita con Bonifacio Angius e Alessandro Gazale, regista e interprete di “Ovunque Proteggimi”, che hanno incontrano il pubblico del festival nel consueto incontro mattutino.

Un botta e risposta magnifico, coordinato dai critici Fabio Ferzetti, Boris Sollazzo e Fabrizio Deriu, in cui i protagonisti hanno raccontato com’è nato uno dei film italiani più acclamati della stagione, offrendo dei personali punti di vista sul mestiere del regista e dell’attore, conditi da una buona dose d’ironia che ha reso l’incontro ancora più scoppiettante.

“Fare cinema è come riparare un lavandino”. Così Bonifacio Angius ha sorpreso il pubblico, per spiegare cosa vuol dire girare un film. “È un lavoro artigianale, fisico, non puoi stare sul set a fare teoria, devi portare a casa il film, più che mai nel sistema produttivo di oggi. E come autore è sempre o adesso o mai più, pensando continuamente a quello che potrebbe costarti, nell’immediato e nel tempo. Ma è un’ansia, una paura che ti serve, non è una cosa negativa, ti fa andare avanti, ti dà la giusta adrenalina. Non avere dubbi è deleterio, in qualunque lavoro”.

Presentato all’ultimo Torino Film Festival, “Ovunque Proteggimi” ha fatto il giro del mondo, e non si ferma. “Adesso faremo trenta città in Germania, poi dei festival in Francia, ha avuto due proiezioni negli Stati Uniti, una al Chinese Theatre di Los Angeles con una sala di 850 posti esaurita”.

Angius sarà alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, con il cortometraggio “Destino”, evento speciale di chiusura della Settimana della Critica, di cui è anche interprete. “Da regista, sono spietato con me stesso attore, ma così ho tirato fuori cose a cui penso spesso mettendole in scena in prima persona. Costruisco così le mie storie, prendendo caratteristiche personali e portandole all’estremo per analizzare ciò che non capisco del mondo, le mie paure”.

La serata di venerdì 26 luglio, dalle 21.15 a I Colmi, ha visto l’attesa anteprima mondiale del restauro di “A ciascuno il suo” di Elio Petri, realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e Movietime, realizzata presso il laboratorio Studio Cine di Roma, con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi. Il film è stato introdotto da Paola Petri, vedova di Elio. Questa è la prima collaborazione tra Museo Nazionale del Cinema di Torino, La Valigia dell’Attore e la Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté nel venticinquennale della scomparsa dell’attore.

Giornata ricchissima sarà quella di sabato 27 luglio, con la presentazione del libro di Mirko Capozzoli “Gian Maria Volonté”, e quello di Giovanni Savastano “Gian Maria Volonté: recito dunque sono”. Ci sarà anche spazio per un primo ricordo di Ennio Fantaschini, Premio Volonté 2019, con la presenza del figlio Lorenzo, attore studente al terzo anno del CSC, e di Alessandro Haber, che con Ennio ha diviso tante volte la scena e la vita. L’attore presenterà poi la sera, alle 21.15, alla Fortezza I Colmi, “In viaggio con Adele” di Alessandro Capitani, preceduto dal cortometraggio “Gong” di Giovanni Battista Origo.

Il programma dettagliato è consultabile sul sito www.lavaligiadellattore.com.

La Valigia dell’Attore è realizzato con il sostegno di MiBAC – Direzione Generale Cinema, Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato alla Cultura e Assessorato al Turismo, Comune di La Maddalena, Ente Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena, Fondazione Sardegna, Nuovo IMAIE.

 

 

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