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Parma, capitale italiana della cultura 2020: presentato il progetto Bertolucci-Storaro

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Appello del premio Oscar Storaro a Franceschini: “Attenzione a restauro e conservazione. Va conservata la nostra storia, la nostra cultura”.

Parma, capitale italiana della cultura 2020, celebra uno dei suoi figli più illustri, insieme a Verdi e Toscanini, con l’iniziativa Bertolucci-Storaro realizzata da Tecnoitalia. Il premio Oscar Vittorio Storaro ne ha illustrato le linee principali a Venezia, alla Villa degli Autori, sabato 7 settembre.

Il progetto sarà dedicato a una parte particolarmente significativa della produzione artistica di Bernardo Bertolucci, quella della sua collaborazione con l’autore della cinematografia Vittorio Storaro, con il quale ha realizzato dieci film, alcune tra le sue opere più importanti da “Prima della rivoluzione”, “Strategia del ragno”, “Il Conformista”, “Ultimo tango a Parigi”, “Novecento Atto I”, “Novecento Atto II”, “La Luna”, “L’ultimo imperatore”, “Il tè nel deserto” fino a “Il Piccolo Buddha”.

L’iniziativa Bertolucci-Storaro, patrocinata da CICT-UNESCO, e realizzata da Corrado Rovesti (presidente di Tecnoitalia), con la direzione artistica di Vittorio Giacci, si articolerà in una grande MOSTRA con le immagini dei dieci film realizzati insieme, un LIBRO FOTOGRAFICO con foto e scritti dello stesso Storaro, e tre MASTERCLASS, tenute dal premio Oscar, sulla base dei tre “periodi visivi” dei loro film: La Luce, I Colori, Gli Elementi.

Vittorio Giacci, direttore artistico, dichiara: “L’idea di questo progetto è venuta incontrando Vittorio Storaro e con Corrado Rovesti di Parma, è nata l’idea di ricordare Bertolucci per Parma 2020, con qualcosa di stabile, che rimanga nel tempo. Abbiamo inserito questo progetto sotto la protezione dell’UNESCO, perché possa e debba considerare anche un film patrimonio dell’umanità, da conservare per il futuro. È una grande illusione che il digitale sia eterno, si deteriora come la pellicola, il vinile, la celluloide”.

Accanto a questi momenti di celebrazione, è stato annunciato il cuore del progetto che riporta Bertolucci a Parma: la CONSERVAZIONE dei suoi film, passo successivo al restauro curato da Vittorio Storaro e fondamentale per assicurare nel tempo l’immortalità delle opere. Il procedimento consiste nel trasferimento dei dieci film restaurati su un modernissimo supporto digitale (DOTS) che ne conserva l’integrità per secoli e che rappresenta una rivoluzione nel settore senza il quale anche i film restaurati si deteriorano inesorabilmente.

Spiega Storaro: “A Hollywood fin dagli anni ’30 gli americani pensavano al futuro e dei film facevano la copia perché non andassero persi nel tempo con il ‘Silver Master di separazione’. Anche Disney si preoccupava che i bambini del futuro vedessero i suoi film. È grazie a questo sistema che oggi vediamo ancora così bene ‘Via col vento’. In Europa non si faceva perché troppo caro. Non c’è un film conservato con questo sistema in nessuna Cineteca d’Europa. Quando Vittorio Giacci, allora a Cinecittà, mi ha chiamato nel 1995 per restaurare i film di Bernardo, ho detto lo faccio, ma voglio che non vadano persi. Perché una volta fatto il restauro, senza il procedimento di conservazione i supporti ricominciano a deteriorarsi. Alla fine del 2020 avremo a Parma grazie ai nuovi sistemi di conservazione, la collezione dei film di Bertolucci, la prima fissata nel tempo”.

Il premio Oscar ha poi lanciato un appello al neo Ministro Dario Franceschini: “Sono contento che sia stato nominato alla Cultura e vorrei dirgli: per la cultura italiana, per la storia del nostro cinema, della nostra industria, aggiungi all’aiuto che lo Stato dà a tutte le Cineteche, la voce Restauro e Conservazione. Va conservata la nostra storia, la nostra cultura”.

Tecnoitalia, sotto la direzione artistica di Vittorio Giacci, si avvarrà della preziosa supervisione di Vittorio Storaro che curerà prima il restauro con la Cineteca di Bologna a partire dalle matrici originali (i silver master di separazione realizzati da Cinecittà nel 1995) e poi la conservazione delle opere che troveranno la loro sede a Parma, assicurati alla futura memoria grazie alle nuove tecnologie.

Corrado Rovesti di Tecnoitalia dichiara: “Sono appassionato di cinema. Costruttore di macchine utensili, rappresento anche una società che ha sviluppato il 3D. Parma l’anno prossimo sarà capitale della cultura. L’abbinamento business, tecnologia e cultura crea forza, attenzione. Stiamo individuando un luogo per la conservazione dei film, ma che continuerà a vivere con iniziative culturali. Un luogo che unisca cultura e business”.

Sono intervenuti: Corrado Rovesti (presidente Tecnoitalia), Vittorio Giacci (direttore artistico Tecnoitalia), Vittorio Storaro (cinematographer tre volte premio Oscar), Lola Poggi Goujon (segretaria generale CICT-UNESCO che patrocina l’iniziativa). Ha introdotto Giorgio Gosetti (direttore Giornate degli Autori). L’incontro è stato moderato da Laura Delli Colli (presidente SNGCI).

 

 

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