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Domani apre il MIAC, il nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema

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Negli Studi di Cinecittà il cinema, la televisione, gli archivi, le nuove tecnologie digitali, raccontati in una dimensione multimediale

Un luogo per ritrovare o scoprire il nostro immaginario collettivo, dove i visitatori italiani e non, possono conoscere e vivere la storia e l’evoluzione dell’arte più potente nata oltre un secolo fa: l’arte delle immagini in movimento, l’Audiovisivo. Il medium che ha determinato il nostro modo di vedere, conoscere e immaginare il mondo, attraverso le lenti del Cinema, della Televisione, fino alla tecnologia digitale della Realtà Virtuale e Aumentata, e del Videogioco. Ma soprattutto un viaggio attraverso la sua crescita tecnologica nel paese, l’Italia, dove da molti secoli l’immagine è al centro dello sviluppo culturale e sociale.

Questo è il presupposto di ciò che vuole raccontare il MIAC, il nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, che aprirà al pubblico negli Studi di Cinecittà da domani, mercoledì 18 dicembre. Il primo museo multimediale, interattivo e immersivo interamente dedicato al genere nella Capitale.

Voluto e finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, il MIAC è realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, in partnership con Rai Teche e CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con Cineteca di Bologna, AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Museo Nazionale del Cinema di Torino, Fondazione Cineteca Italiana, Cineteca del Friuli, Mediaset, con il Patrocinio di SIAE. Un’unione ricercata e trovata di grandi marchi della nostra memoria e dell’immaginario, che insieme rappresentano un patrimonio di archivi visivi di livello mondiale.

La cura del MIAC è affidata a Gianni Canova (storico del cinema, docente universitario), Gabriele D’Autilia (storico della fotografia, docente universitario di studi visuali), Enrico Menduni (storico dei mass media, docente universitario), Roland Sejko (regista). L’allestimento è ideato, progettato e curato da NONE collective. Il progetto edilizio è curato dall’architetto Francesco Karrer.

Il MIAC – Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema sorge all’interno degli Studi di Cinecittà su un’area di 1.650 metri quadri, nell’edificio un tempo sede del Laboratorio di Sviluppo e Stampa: un luogo dove nei decenni, in milioni di metri di pellicole e pizze, è passata buona parte della storia del cinema italiano. Ora quelle sale tornano a vivere, e a ospitare nuovamente la pellicola.

Quello che il MIAC racconterà e farà vivere al pubblico è il percorso del patrimonio audiovisivo italiano dalle origini del cinema, ai filmati che hanno costituito i grandi archivi del nostro paese fino all’arrivo della televisione e alla nascita e allo sviluppo della nuova immagine digitale. Un patrimonio visto nelle sue relazioni con la storia, con la nostra vita sociale e culturale e i mutamenti del linguaggio visivo lungo il XX e XXI secolo. Quello che le sue sale ospiteranno è il lungo “film” della visione in Italia.

Alla base del Museo c’è naturalmente la materia: centinaia di film e filmati d’archivio (degli immensi fondi dell’Istituto Luce e delle Teche Rai, e degli archivi partner), documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio… Un patrimonio materiale e immateriale di civiltà visiva lungo 120 anni. Ma reso immersivo ed emozionale grazie a installazioni interattive, videoarte, linguaggi transmediali, per sollecitare i sensi e le percezioni del visitatore.

Nel MIAC cinema, tv, digitale, si mescolano in un nuovo linguaggio, e in un nuovo genere. Il Museo sarà dedicato all’arte della visione, e all’arte di chi vede. L’approccio è molteplice: immersivo, conoscitivo, emozionale e personale. Il racconto non è didascalico, non procede per cronologia, ma si sviluppa per aree tematiche trasversali.

Il criterio di selezione dei contenuti non punta alla completezza ed esaustività della storia dei media. Non sarebbe possibile e non è questo l’obiettivo. Punta invece a restituire l’energia e la ricchezza di un patrimonio che ha posto l’Italia ai vertici della produzione audiovisuale. La scelta dei titoli, del montaggio, degli accostamenti con le installazioni, crea connessioni, metafore, provocazioni, allusioni, pur nel rispetto documentale e storico.

Allo stesso modo il Museo si rivolge ad un pubblico aperto: trasversale per età e per formazione. Il MIAC è aperto a tutto il mondo degli appassionati della materia così come agli studiosi e agli specialisti; e vuole incontrare chi cerca nell’audiovisivo formazione e conoscenza professionale, senza escludere chi cerca solo di farsi sorprendere da un viaggio inedito e inaspettato.

Sito Ufficiale:  www.museomiac.it

 

 

 

 

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