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Venezia 77 esclude l’opzione digitale

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Barbera, decisione a maggio. Continuano i preparativi per la 77esima edizione.

Credit: Luca Carlino / Meryl Streep, Venezia 76

La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia sta procedendo con i preparativi per la 77esima edizione che si svolgerà dal 2 al 12 settembre 2020, nonostante le preoccupazioni del Coronavirus, ed esclude la possibilità che il festival possa diventare digitale.

“Il Festival del Cinema di Venezia non può essere sostituito da un evento online – ha detto a Variety un portavoce di Venezia – Esiste ovviamente la possibilità che utilizziamo la tecnologia per alcune iniziative”, ma ha osservato che al momento “è troppo presto per decidere”.

Il direttore artistico della Mostra, Alberto Barbera, ha dichiarato all’ANSA che al momento non sta valutando le opzioni digitali. Cosa che invece sta già valutando il Toronto International Film Festival (10-20 settembre 2020). “Intanto Toronto è un’altra tipologia di festival – ha detto Barbera – non paragonabile a Cannes e Venezia e oggi poi non si può essere che generici sul futuro. Solo quando sapremo in tempi utili quello che si può fare e non fare prenderemo una decisione, ma una cosa è certa, qualsiasi cosa sia saremo pronti”.

E ancora Barbera all’ANSA: “Da parte nostra continuiamo a lavorare esattamente come gli anni scorsi. Mancano ancora due mesi e davanti ci sono tre scenari possibili: quello più pessimistico con la pandemia ancora attiva che ci costringe a prendere un bell’anno sabbatico e mettere questa edizione 2020 tra parentesi. C’è poi lo scenario più ottimista, la pandemia si arresta e tutto torna come prima e, infine, quello intermedio che prevede dei vincoli che ora non possiamo prevedere e con i quali ci dovremo confrontare. Insomma entrambe sono variabili non da poco che richiederanno decisioni condivise, ma di fronte a dati certi. E questo prima di fine maggio”.

In questa situazione che ne sarà della sala cinematografica? “Non è detto che per le sale vada così male se si torna però a una cosiddetta normalità e si supera la diffidenza e la paura della gente sempre più abituata a vedere film in streaming. Ma – aggiunge Barbera – potrebbe anche tornare la voglia della gente di condividere gli eventi in prima persona nonostante l’accelerazione del mercato sempre più diviso tra distribuzione in sala e streaming. La storia ci insegna che dopo periodi tragici, cataclismi mondiali, si sviluppano molte inaspettate energie”.

 

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