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La prima immagine di “Assandira”, Fuori Concorso a Venezia 77

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Un film di Salvatore Mereu con protagonista Gavino Ledda

La prima immagine ufficiale di “Assandira”, il nuovo film di Salvatore Mereu, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Giulio Angioni (edito da Sellerio), che sarà presentato Fuori Concorso alla 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia (2-12 settembre 2020).

Protagonista Gavino Ledda nel ruolo di Costantino. Nel cast anche Anna KönigMarco ZuccaCorrado GiannettiSamuele Mei.

Prodotto da Elisabetta Soddu e Salvatore Mereu. Una produzione Viacolvento con Rai Cinema. Vendite internazionali The Matcth Factory.

La sinossi ufficiale:

Zuppo d’acqua fin dentro alle ossa, Costantino si avvita sul pagliaio come un vecchio legno restituito alla terra dal mare in burrasca. La pioggia torrenziale ha appena finito di spegnere il fuoco che si è mangiato in una notte sola l’agriturismo in mezzo al bosco, Assandira. Ma la pioggia non ha spento il dolore, il rimorso bruciante per il figlio che è morto in mezzo alle fiamme e che non è riuscito a salvare. All’alba, i primi ad arrivare sono i carabinieri e il giovane magistrato: Costantino prova a raccontare loro cosa è successo in quell’ultima notte, a spiegare come tutto è cominciato…

Salvatore Mereu nasce a Dorgali nel 1965. Dopo il diploma in regia al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, gira diversi cortometraggi come “Notte rumena” (1996), “Miguel” (1999), “Il mare” (2004). Fin dal suo primo lungometraggio “Ballo a tre passi” (2003), caratterizzato da una particolare struttura in quattro parti, ognuna corrispondente a una stagione dell’anno, esplora il rapporto fra tradizione e modernità nella sua terra, la Sardegna. Mereu con “Ballo a tre passi” vince la Settimana della Critica a Venezia nel 2003 e si aggiudica anche il David di Donatello e il Ciak d’Oro come miglior regista emergente e viene candidato a tre Nastri d’Argento tra cui quello per la miglior sceneggiatura. Il secondo film, “Sonetàula” (2008), viene presentato alla Berlinale nella sezione Panorama e si aggiudica il Globo d’Oro della Stampa Estera e la FIPA d’Or al Festival di Biarritz come miglior sceneggiatura. È di nuovo alla Mostra di Venezia nel 2010 con “Tajabone”, ambientato fra i giovani studenti delle scuole medie alla periferia di Cagliari, e nel 2012 in Orizzonti con “Bellas Mariposas”, tratto dal libro omonimo di Sergio Atzeni, la storia di due ragazzine adolescenti che vivono in un quartiere popolare di Cagliari. Il film gli vale alla Mostra il Premio Schermi di Qualità e il Big Screen Award al Festival di Rotterdam. Per lo stesso film ha ottenuto il Premio Suso Cecchi D’Amico per la miglior sceneggiatura e il Premio Tonino Guerra per la miglior sceneggiatura al Bif&st. Nel 2013 sempre per conto della Mostra partecipa al film collettivo “Venezia 70 – Future Reloaded” insieme a 70 registi provenienti da tutto il mondo per celebrare la 70esima edizione del festival. Da anni alterna la sua attività di regista a quella di insegnante di educazione all’immagine. Come docente ha tenuto corsi di cinema presso diversi istituti dell’isola realizzando con gli studenti alcuni cortometraggi (Il mare, La vita adesso, Scegliere per crescere, Futuro prossimo) selezionati nei più importanti festival nazionali e internazionali. Da alcuni anni, in collaborazione con il CELCAM, tiene un corso di regia e sceneggiatura presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Cagliari. Dal 2004 è membro dell’Accademia del Cinema Italiano.

Gavino Ledda nasce a Siligo il 30 dicembre 1938. Fino all’età di venti anni conduce la vita da pastore senza frequentare la scuola. Intraprende la carriera militare durante la quale ottiene la licenza media a Pisa nel 1961. Congedatosi dall’esercito, si diploma al liceo classico nel 1964. Iscrittosi all’Università La Sapienza di Roma si laurea in Glottologia nel 1969. Inizia a scrivere in quel periodo “Padre Padrone”, lavoro che completa nel 1974. L’anno successivo il libro viene pubblicato dalla Feltrinelli ottenendo il Premio Viareggio: viene tradotto in 40 lingue e nel 1977 viene realizzato dai Fratelli Taviani il film premiato a Cannes con la Palma d’Oro. In “Padre Padrone” racconta la sua drammatica esperienza di pastore sardo che si ribella alla tirannica volontà del padre per riuscire a conquistarsi, da autodidatta, una lingua e una cultura. In seguito pubblica “Lingua di falce” (1977), il suo secondo romanzo, “Le canne amiche del vento” (1978) e “I cimenti dell’agnello” (1995). Nel 1984 ha scritto e diretto il film, “Ybris”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1986.

 

 

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