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“Eggshell” di Ryan William Harris vince la seconda edizione del Premio Ermanno Olmi

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Premiati anche “Boys Don’t Cry” e “Daily Breath”. Menzione speciale a “Pull It, Sharpen It”.

ph: “Eggshell” di Ryan William Harris

Il cortometraggio di fiction “Eggshell” di Ryan William Harris (Italia/Irlanda, 2020) vince la seconda edizione del Premio Ermanno Olmi destinato a promuovere e valorizzare i cortometraggi di giovani registi. Il secondo posto spetta al documentario sperimentale “Boys Don’t Cry” di Bobbie Faren Müller (Danimarca, 2020), e il terzo alla fiction “Daily Breath” di Anna Spacio (Svizzera, 2020). Una menzione speciale per l’opera più significativa inerente il tema del rapporto tra Uomo e Natura e il recupero di antichi mestieri va al documentario “Pull It, Sharpen It” di Marta Aitana Schimdt Yanez (Cina/Spagna, 2020). Alle prime tre opere classificate, tra le quasi 100 pervenute, viene rispettivamente riconosciuto un premio in denaro di 1.200 €, 500 € e 300 €.

La giuria della seconda edizione del premio è composta da Claudio Santamaria (attore), Angelo Signorelli (direttore artistico di Bergamo Film Meeting), Barbara Rossi (critico cinematografico), Monica Corbani (insegnante e traduttrice), Maria Grazia Recanati (storica dell’arte).

Durante la serata sono state mostrate le quattro opere finaliste del concorso e si è omaggiato Ermanno Olmi con il film “Torneranno i prati” (2014) che, grazie alla disponibilità della Rai, è disponibile sulla piattaforma RaiPlay. Ultimo lavoro di Olmi, il film è stato realizzato in concomitanza con le celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale e ambientato nelle trincee sull’Altopiano di Asiago, teatro di sanguinose battaglie e località dove il regista viveva.

Il Premio Ermanno Olmi è promosso da Comune di Bergamo, con il supporto organizzativo di FIC – Federazione Italiana Cineforum e la collaborazione di Bergamo Film Meeting Onlus. In linea con i Criteri Minimi Ambientali, parametri di sostenibilità per le manifestazioni culturali accolti dal Comune di Bergamo, il premio partecipa al progetto europeo Green Fest: un impegno civile per coniugare ambiente e cultura, e un doveroso omaggio a Ermanno Olmi, la cui cinematografia è sempre stata attenta alle tematiche ambientali.

“Eggshell” si aggiudica il primo premio “per l’efficace ritratto di un’adolescenza periferica, suburbana, segnata da sopraffazioni e violenze. Il contrasto fra il mondo interiore di Joey e quello esterno, per lo più ostile, viene reso con grande immediatezza narrativa, così come il legame, non del tutto perduto, con il mondo della natura, fonte di rigenerazione”.

SINOSSI. La vita di Joey è un passaggio costante tra la vivida immaginazione di bambino e la dura realtà dei sobborghi irlandesi. Dopo essersi costruito una testa di robot per proteggersi sia dai problemi a casa che da quelli fuori nel mondo reale, Joey è presto costretto ad affrontare l’età adulta.

“Boys Don’t Cry”, secondo premio, “per l’interessante e originale sperimentazione estetica e testuale, nella tradizione del ‘cinéma-verité’ e in direzione di un superamento del format classico del ‘reality show’. L’autoironica e anticonformista messa in scena permette ai quattro giovani protagonisti di far emergere le loro pulsioni e i sentimenti più profondi, in un’espressione di sé liberatoria e catartica”.

SINOSSI. Una ragazza aiuta quattro ragazzi a esaminare e capire le loro difficoltà nel mostrare le proprie vulnerabilità e nell’aprirsi emotivamente all’interno della società odierna.

“Daily Breath”, terzo premio, “per il parco e scabro stile narrativo, in grado di restituire attraverso i silenzi, i rumori della montagna e gli sguardi di una giovane donna il potente conflitto fra consapevolezza della morte e desiderio di vita. La lettura che la ragazza porta avanti mentre accudisce l’anziana madre scorre in parallelo alla loro esistenza quotidiana, riflettendola come in uno specchio”.

SINOSSI. Bloccata nella solitudine delle montagne, una ragazza vive con la madre malata, prendendosi cura di lei ogni giorno e lottando tra ciò che è giusto e ciò che desidera.

“Pull It, Sharpen It”, menzione speciale, “per la limpidezza narrativa attraverso la quale viene resa la storia di Guo Chunxiang e della sua ‘bottega delle meraviglie’. All’interno del ‘Great Shangai 1933’, tra antichi pallottolieri, libriccini in esperanto dalla copertina rossa e gli oggetti più disparati, si conservano le memorie di Oriente e Occidente, filtrate dal sapiente lavoro manuale di Guo”.

SINOSSI. Quando Guo Chunxiang era un ragazzino, la sua famiglia non poteva permettersi alcun giocattolo. Quando sua nonna gli diede sette dollari d’argento, iniziò la sua collezione. Ora ha il suo negozio di antiquariato, “The Great Shanghai 1933”, con un’enorme raccolta di oggetti che va dalle mappe antiche agli abachi.

 

Sito Ufficiale: www.premioolmi.it

 

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