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Trento Film Festival: Genziana d’Oro per il Miglior Film a “Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto”

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Photo: “Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto” di Aldo Gugolz

Dopo le Ande e il Caucaso, quest’anno il Gran Premio rimane sulle Alpi. La Giuria internazionale della 69esima edizione del Trento Film Festival ha assegnato al film “Anche stanotte le mucche danzeranno sul tetto” di Aldo Gugolz (Svizzera/2020/82′), ritratto di un alpeggio in Ticino e del suo inquieto titolare, la Genziana d’Oro Miglior Film – Gran Premio “Città di Trento”. Con la seguente motivazione: “In quella stessa natura dove qualcuno cerca la resurrezione, altri trovano la morte. Il regista utilizza abilmente la cornice di un fatto di cronaca nera per trasportare lo spettatore con perizia audiovisiva (pregevoli fotografia e suono) nell’ambiente dell’alta montagna e presentargli Fabiano, giovane alla ricerca di un nuovo sé stesso nella presunta pace idilliaca della montagna. Confuso da dubbi esistenziali e sensi di colpa, è nel nuovo ruolo di padre che il protagonista prova ad elaborare la relazione con il proprio, portando il film a riflettere con consapevolezza e profondità sul tema spinoso dell’eredità familiare e della possibile emancipazione dalla stessa”.

Si aggiudica la Genziana d’Oro Miglior Film di alpinismo, popolazioni e vita di montagna – Premio del Club Alpino Italiano “Holy Bread” di Rahim Zabihi (Iran/2020/54′), un documentario che segue il massacrante e rischiosissimo lavoro dei portatori clandestini di merci attraverso le montagne tra Iran e Iraq. “La vita nelle comunità montane non è facile: in molti casi la realtà riflette disuguaglianze e condizioni di sussistenza minime. ‘Holy Bread’ – si legge nella motivazione – offre ruvide testimonianze di come i Kulbars trasportano merci attraverso i passi di montagna senza l’attrezzatura tecnica necessaria, affrontando pericoli e condizioni meteorologiche estreme, con la forte volontà di fare tutto il necessario per portare il ‘pane santo’ sulla tavola di famiglia”.

La Genziana d’Oro Miglior Film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata a “Here I Am, Again” di Polly Guentcheva (Bulgaria/2021/102′), uno sfaccettato ritratto dell’alpinista d’alta quota e zoologo bulgaro Boyan Petrov, e la cronaca dell’operazione di salvataggio internazionale senza precedenti che scatta in seguito alla sua scomparsa sullo Shisha Pangma, uno degli ultimi Ottomila che mancavano al suo curriculum. Questa la motivazione della Giuria: “In ‘Here I Am, Again’ non solo conosciamo gli incredibili successi di Boyan Petrov, sia come alpinista che come zoologo. La regista Polly Guentcheva ci mostra che c’è molto di più nella storia di Boyan oltre alla semplice passione per l’alpinismo. Potrebbe essere l’incarnazione stessa del coraggio, che ci porta a chiederci se una montagna possa insegnarci a essere combattenti e sopravvivere a qualsiasi altitudine”.

Genziana d’Argento – Miglior contributo tecnico – artistico a “Die letzten Österreicher” di Lukas Pitscheider (Austria, Ucraina/2020/85′), un documentario che si immerge tra gli ultimi membri di una comunità di origine austriaca e lingua tedesca tra i monti dell’Ucraina. “Quante persone ci vogliono per diventare una comunità, una patria? Che cos’è che crea il sentimento dell’identità nazionale: il perpetuarsi delle tradizioni, la lingua, la nostalgia condivisa? Accompagnandoci negli chalet di legno austriaci in mezzo ai Carpazi ucraini, il film di Lukas Pitscheider ci interroga su globalizzazione, immigrazione, identità”, si legge nella motivazione della Giuria.

Genziana d’Argento – Miglior Cortometraggio a “One Day” di Jin Jiang (Cina/2020/24′), che segue da dietro un anziano cinese in un cammino che si dipana dal mattino alla sera, attraverso le quattro stagioni, fino al ritorno a casa. Con la seguente motivazione: “In un certo senso, la vita può essere ridotta a due domande esistenziali: dove siamo? E dove stiamo andando? Questo cortometraggio riesce con la più semplice delle narrazioni a tenerci incollati allo schermo”.

Il Premio della Giuria è stato assegnato a “Chaddr – A River Between Us” di Minsu Park (Germania/2020/88′), un film che racconta l’ultimo viaggio a piedi di una bambina verso la sua scuola, attraverso le spettacolari montagne del Kashmir, lungo un fiume ghiacciato che presto non sarà più percorribile. “Anche in un festival di cinema dedicato alla montagna, a volte sono le storie più semplici a catturare i nostri cuori”, ha voluto sottolineare la Giuria.

La Giuria ha inoltre assegnato la Menzione Speciale a “Icemeltland Park” di Liliana Colombo (Italia, Regno Unito/2020/40′), uno sguardo caustico e originale sul riscaldamento globale, che ironizza sulla nostra inconsapevolezza, e a “The Magic Mountain” di Eitan Efrat e Daniel Mann (Belgio/2020/67′), la ricognizione di tre luoghi in Europa dove grotte, tunnel e cave hanno aperto vie di comunicazione fisiche e simboliche con le forze della montagna e del sottosuolo.

I giurati che hanno assegnato le Genziane d’Oro e d’Argento della 69esima edizione sono:

Cinzia Angelini, originaria di Trento, dal 1993 lavora come animatrice e in seguito come story artist per produzioni di film d’animazione. Nel 1997 si trasferisce a Los Angeles dove avvia con Dreamworks la sua carriera americana, che l’ha portata a collaborare con i più importanti studios di Hollywood.

Maura Delpero, nata a Bolzano, si è formata e lavora a Buenos Aires. I suoi documentari hanno ottenuto riconoscimenti al Torino Film Festival e la nomina ai David di Donatello. Il suo primo film di finzione “Maternal” è stato presentato in Concorso al 72. Locarno Film Festival, dove ha vinto 4 premi. Da allora è stato selezionato in oltre 70 festival, ricevendo più di 20 riconoscimenti.

Anne Delseth, svizzera, membro del comitato di selezione della Quinzaine des Réalisateurs di Cannes dal 2012, ha diretto per 7 anni il Master HEAD (Ginevra) e l’ECAL in Film Studies a Losanna. È anche programmatrice dell’Angers Film Festival, direttrice artistica dell’Ulaanbaatar International Film Festival in Mongolia e consulente del Neuchâtel Fantastic Film Festival e dello Zürich Film Festival.

Emile Hertling Péronard, nato a Copenhagen nel 1979, ma cresciuto a Nuuk, in Groenlandia, è co-proprietario di società di produzione sia a Copenhagen che a Nuuk. Mira a costruire un ponte tra l’Europa e l’Artico, producendo e distribuendo storie autentiche in un contesto groenlandese

Sito Ufficiale: https://trentofestival.it

 

 

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