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EcoMuvi: primo standard riconosciuto per il cinema sostenibile

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“Princess” di Roberto De Paolis

Durante il panel Sustainable Screens – Environmental Observatory on Cinema, tenutosi alla Mostra del Cinema di Venezia il 7 settembre all’interno del Venice Production Bridge e organizzato da Green Cross in collaborazione con ENEA, ANEC e la Fondazione Sardegna Film Commission, sono stati presentati i risultati raggiunti dal mondo della produzione cinematografica e audiovisiva in merito allo sviluppo sostenibile.

Come rappresentante di EcoMuvi ha partecipato Ludovica Chiarini che tra le principali novità annunciate ha illustrato il più recente avanzamento tecnico dell’analogo protocollo.

EcoMuvi è il disciplinare internazionale di sostenibilità ambientale certificato per la produzione audiovisiva: è un reale ripensamento del processo produttivo che fornisce la metodologia e concreto supporto per analizzare l’impatto ambientale di ciascuna produzione, ridurlo e certificarlo attraverso l’adozione di comportamenti di risparmio, rispetto e uso intelligente di materiali e risorse, declassando la compensazione di Co2 ad ultima risorsa.

EcoMuvi garantisce legittimità e continuità al lavoro affidando la verifica e certificazione della performance di sostenibilità ad organismi indipendenti accreditati.

Tra i titoli più recenti certificati EcoMuvi anche “Princess” di Roberto De Paolis, attualmente in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia (Sezione Orizzonti).

EcoMuvi, negli scorsi mesi, ha avanzato una richiesta di riconoscimento dello standard EcoMuvi all’ente unico di accreditamento italiano Accredia, per valutarne il potenziale quale norma certificabile accreditata a livello nazionale.

La richiesta ha avuto esito positivo e Accredia sta procedendo all’analisi tecnica di dettaglio: “È un passo fondamentale per consentire al mercato di orientarsi con maggiore sicurezza sulle diverse possibilità di accesso a pratiche di sviluppo sostenibile super partes, che risolvano il rischio di autoreferenzialità, aprendo i set audiovisivi a verifiche di organismi di valutazione della conformità accreditati e competenti”, commenta Chiarini.

Uno sforzo ingente ma che presuppone grandi risultati: “EcoMuvi ricalca infatti la medesima strada intrapresa da diversi ministeri che già delegano ad Accredia la sorveglianza delle certificazioni a livello italiano”, sottolinea Chiara Morlacchi, responsabile dello schema per l’ente di certificazione Italcert.

Aprire la strada a questo processo agevolerà successivamente tutti gli altri stakeholders della filiera produttiva dell’audiovisivo nazionale ed internazionale nell’accesso a strumenti trasparenti e riconosciuti con cui affrontare il mercato e in futuro a definire insieme una norma unica italiana sotto l’egida di UNI.

Il tutto ad accrescere un ulteriore livello di garanzia anche per gli enti ed istituzioni che a vario titolo finanziano le produzioni: il forte supporto rappresentato dal fondo pubblico nel settore necessita innegabilmente che i finanziamenti vengano gestiti con criteri di trasparenza e autorevolezza verificati e certificati da terzi, indipendenti come nel modello di accreditamento Accredia.

 

 

 

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