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Ultime battute tra sacro e profano al Festival del Film di Roma

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Tra gangster, icone religiose e suicidi il Festival del Film di Roma si avvia verso la conclusione di questa 5° edizione. A meno di due giorni dal termine della kermesse, sacro e profano si mischiano sul red carpet dell’Auditorium dove, in un solo giorno, hanno sfilato un criminale Michael Pitt (per “Boardwalk Empire”), la sacra famiglia di “Io sono con te” guidata da Maria di Nazareth e la star del travestitismo Zazie de Paris per la commedia nera sul suicidio “Kill me please”.

Per il Concorso ufficiale è stato il giorno dell’ultimo film italiano: “Io sono con te” di Guido Chiesa, inusuale ritratto di Maria di Nazareth recitato in arabo, ebraico ed aramaico. “Ho guardato a tanti pittori – ha raccontato in conferenza il regista a proposito delle atmosfere del film – a Caravaggio, a Giotto, a Raffaello, a Tintoretto. Ho poi visto tutti i film legati alla religione anche per capire in cosa non mi piacevano, certo ho apprezzato ‘Il Vangelo secondo Matteo’ di Pasolini, ma non ho mai capito perché ha reso così aspro e duro Gesù”. Comunque ha detto Chiesa “per cominciare il mondo, una nuova realtà, basta una madre e un bambino. Al maschio solo il compito di non rovinare tutto”. “Il cristianesimo poi – ha aggiunto – è l’unica tra le grandi religioni del mondo ad identificare in una donna il principio positivo della salvezza e di un nuovo corso nella storia dell’umanità. A vedere nella madre, dunque nella donna, il cardine dell’intera vicenda umana”.

Sempre in Concorso è passato oggi “Kill me please”, divertente black comedy in bianco e nero su una clinica dove è possibile suicidarsi ricevendo assistenza. Un contrattempo di viaggio ha fatto saltare la presenza del giovane regista belga, Olias Barco in conferenza stampa, dove c’era solo Zazie de Paris, celebre travestito tra i protagonisti della pellicola. Sul diritto di morte l’attrice ha detto: “La questione in sé è difficile, ma è anche un fatto di umanità, visto che a volte la sofferenza per certe malattie terminali è talmente grande che si dovrebbe, umanamente, pensare di accompagnare la persona verso la sua dipartita. C’è però una cosa che si chiama istinto di sopravvivenza, e anche quando la decisione è presa, c’è sempre la possibilità che questo istinto prenda il sopravvento. E se una persona cambia idea due minuti prima? Secondo me questo non è un argomento che si può scrivere nella Costituzione o in una legge”, ha spiegato. Il regista, invece, è “a favore e non potrebbe essere altrimenti dato che ha tentato due volte il suicidio”, ha raccontato Zazie de Paris.

Michael Pitt è arrivato per presentare il pilot di “Boardwalk Empire”, serie tv della Hbo ideata da Terence Winter e prodotta da Mark Wahlberg e Martin Scorsese (che ha anche diretto la prima delle 12 puntate). “I ruoli sono cambiati: ora è il cinema che deve guardare la tv di serie A per imparare qualcosa”, sostiene l’attore, che è tra i protagonisti assieme a Steve Buscemi e Michael Shannon. Costata complessivamente 60 milioni di dollari, la serie (venduta già in 130 Paesi e che andrà in onda da gennaio 2011 in Italia su Sky Cinema 1 HD) è ambientata negli anni ’20 ad Atlantic City, in pieno proibizionismo, e trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Nelson Johnson. Michael Pitt, paragonato più volte a Leonardo DiCaprio per la sua somiglianza con il ben più famoso attore non si irrita: “Penso sia un fantastico attore e poi mi paragonano tutti a quei colleghi che hanno come me pelle bianca, occhi blu e capelli chiari”.

Protagonista degli incontri con il pubblico è stata invece Inge Feltrinelli che ha presentato il documentario di Luca Scarzella sulla fotoreporter Inge Schoenthal Feltrinelli, moglie di Giangiacomo e personaggio di spicco nella promozione della cultura.

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