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L’Extra del Festival di Roma 2011: incontri, lezioni, premi Oscar, tanti film e documentari

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La presenza di un grande maestro del cinema americano come Michael Mann e quella di film e registi premi Oscar (Alex Gibney, James Marsh, Davis Guggenheim), un pacchetto di mischia che negli ultimi anni ha trasformato il documentario in puro cinema di racconto, inchiesta, scoperta e humour è la punta di diamante dell’Altro Cinema | Extra (una sezione del Festival Internazionale del Film di Roma, curata da Mario Sesti) – che si tratti di Bono degli U2 (“From the Sky Down”) o di un povero diavolo insultato e minacciato all’unisono da un intero stadio (“Catching Hell”), di un cucciolo di scimpanzé la cui vita avrebbe commosso Dickens (“Project Nim”) o del folle mondo degli appassionati dei fumetti (come in “Comic-Con” di Morgan Spurlock) – si tratta di autori di grande concretezza e modernità le cui storie sono anche più avvincenti e sorprendenti di quelle del cinema di finzione di oggi.

Ma insieme a loro c’è un’altra presenza altrettanto sensibile: l’occhio di donne che dietro il video o la macchina da presa dimostrano di essere capaci di uno sguardo non meno penetrante e atletico. Donne che parlano di esemplari figure femminili (come nel film di Sabina Guzzanti su Franca Valeri, “Franca la prima”) e giovani esordienti come Heidi Rizzo che, per la produzione di Edoardo Winspeare (“Grazia e furore”) raccontano di tutt’altra globalizzazione, quella di due giovani atleti del Salento che gareggiano nella boxe in Thailandia. C’è un’esordiente argentina, di origine italiana, presente con la sua opera prima di sapore hitchcockiano (Laura Citarella, con “Ostende”), una norvegese che pedina l’erotismo di un’adolescente con spassionata e inedita comicità (Jannicke Systad Jacobsen, con “Turn Me On”), un’americana come Liz Garbus che racconta la romanzesca e drammatica vita di Bobby Fischer. Ci sono giovani aspiranti modelle siberiane che finiscono in Giappone come pacchi postali (“Girl Model”), le “indignate” africane, adorabili e chiassose (“African Women: in viaggio per il Nobel della pace”), c’è una giornalista cinese popolare in patria come una rock star che intervista i condannati a morte poco prima dell’esecuzione (“Dead Men Talking”), c’è una prostituta tedesca nel bordello più “in” di Berlino che parla del suo mestiere come se fosse un’addetta alle pubbliche relazioni di una grande azienda (“Case chiuse”) e, in Spettacolo | Eventi Speciali, in stretta collaborazione con la direzione artistica, c’è Ilaria Cucchi, la cui battaglia per fare luce sul caso della morte del fratello non è meno avventurosa e drammatica di un thriller (“148 Stefano. Mostri dell’inerzia”), ma anche la vita di una delle donne dalla personalità più inimitabile del cinema italiano, Laura Betti (protagonista del documentario “La Passione di Laura”).

Gli spettatori di Extra troveranno anche quest’anno una robusta offerta di incontri e lezioni di cinema (Michael Mann, Stewart Stern – lo sceneggiatore di “Gioventù bruciata” – Sergio Rubini e Riccardo Scamarcio, Valeria Solarino e Vinicio Marchioni – cui si aggiunge il duetto pre–festival di Sergio Castellito e Penelope Cruz), possenti film di genere (un sorprendente noir come “Nuit blanche”, diretto da un ex collaboratore di Godard e scritto da un ex critico dei Cahiers du Cinéma), la gremita palestra di documentario italiano in Off Doc, lo spirito più indipendente del cinema americano (“Dragonslayer”) e la ricerca appassionata di nuovi talenti di quello italiano (Carlo Hintermann, collaboratore di Terrence Malick, che firma la regia di “The Dark Side of The Sun”), ma soprattutto la convinzione che un festival debba scovare film liberi e innovativi in tutto il mondo: dalla Colombia (“Locos”) alla Finlandia (“People in White”), da Cuba (“Patria o Muerte”) alla Cina (“Dead Men Talking”).

Mario Sesti, Responsabile della sezione L’Altro Cinema | Extra

Per maggiori informazioni: www.romacinemafest.it

 

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