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Festival di Roma 2011: pubblico e giuria premiano “Un cuento chino”. A bocca asciutta il cinema italiano

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Alla fine le voci circolanti da giorni all’Auditorium sono state confermate: è lo spagnolo “Un cuento chino” di Sebastián Borensztein il vincitore della sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, che si è aggiudicato sia il premio della giuria che quello del pubblico per il miglior film. Una storia surreale di integrazione ed amicizia che racconta dell’incontro di due solitudini.

Gran Premio della giuria al francese “Voyez comme ils danset” di Claude Miller con Maya Sansa. Premio speciale della giuria per l’australiano “The eye  of the storm” di Fred Schepisi.

Il Marc’Aurelio per le migliori interpretazioni è andato a Noomi Rapace e Guillaume Canet protagonisti, rispettivamente, dell’horror-thriller scandinavo “Babycall” e del francese “Une vie meilleure”.

La giuria, presieduta da Ennio Morricone e composta da Susanne Bier, Roberto Bolle, Carmen Chaplin, David Puttnam, Pierre Thoretton e Debra Winger ha poi assegnato un altro premio Speciale (ed inedito per questo festival) alla colonna sonora che è andato a Ralf Wengenmayr per  “Hotel Lux” di Leander Haussmann.

ALTRI PREMI
Marc’Aurelio al miglior documentario per la sezione L’Altro Cinema | Extra a “Girl Model” di David Redmon e Ashley Sabin; Marc’Aurelio Alice nella città sotto i 13 anni a “En el nombre de la hija” di Tania Hermida; Marc’Aurelio Alice nella città sopra i 13 anni a “Noordzee Texas” di Bavo Defurne. Infine il Premio Marc’Aurelio Esordienti, trasversale a tutte le sezioni del Festival e destinato al regista della migliore opera prima è andato ex aequo a “Circumstance” di Maryam Keshavarz e “La Brindille” di Emmanuelle Millet.

Nella giornata di chiusura di questa sesta edizione è tempo non solo di vincitori ma anche di bilanci. A poche ore dal verdetto finale i curatori della kermesse hanno incontrato la stampa per illustrare i risultati dell’annata 2011. Il Presidente Gian Luigi Rondi si è detto “fiero del risultato” e continua a credere nella sua squadra, che definisce “la migliore possibile”.

Soddisfazione espressa anche dal direttore artistico Piera Detassis, “Quello che volevo avere l’ho avuto”, ha detto e sono contenta di un “red carpet molto variegato”, pensato per diversi tipi di pubblico. Tra le cose da migliorare, ha spiegato, “si può raggiungere un maggior equilibrio, evitare le proiezioni sovrapposte e forse una sala in più sarebbe utile”. A proposito delle poche star presenti sul red carpet, la Detassis è convinta che “il festival possa avere film senza talent anche se indubbiamente servono come piattaforma promozionale”.

Quella firmata Detassis potrebbe essere l’ultima edizione dato che il suo mandato scade il 31 dicembre di quest’anno, ma Rondi si dice ottimista e dichiara ci siano tutti i presupposti per continuare il rapporto lavorativo sia del direttore artistico che suo (l’incarico del Presidente scade a giugno 2012).

In merito all’annosa querelle tra il Festival di Roma e la Mostra del cinema di Venezia su cui era tornato nei giorni scorsi il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Giancarlo Galan auspicando ad un rafforzamento del Mercato, Rondi ha spiegato che “il Mercato è una sezione molto importante ma non esiste mercato senza festival e sono sicuro che continuerà ad essere esattamente così com’è”. Roberto Cicutto, che dirige il Mercato Internazionale del Film di Roma, assicura però che, come tutto il resto, verrà rafforzato in quanto sezione del festival ed anticipa che l’anno prossimo il Mercato verrà spostato al Museo Maxxi che ha degli spazi più adatti: “un tappeto rosso unirà l’Auditorium al Maxxi. Festival e Mercato saranno sempre più uniti”.

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