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Festival di Roma 2012: diverte e conquista il film di Roman Coppola

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Dalla nostra inviata Marilena Vinci. Diario del settimo giorno.

Ultimi giorni al Festival Internazionale del Film di Roma dove oggi passano in concorso due tra i film più apprezzati della selezione, già dati per favoriti: ‘A glimpse inside the mind of Charles Swan III’ del secondogenito di Francis Ford Coppola, Roman, e ‘Drug war’ di Johnnie To.

Accolto con entusiasmo alla proiezione stampa, A glimpse inside the mind of Charles Swan IIIsegna il ritorno di Roman Coppola alla regia a 10 anni di distanza dal suo primo film, ‘CQ’ e sul lungo tempo che lo separa da quel debutto dice: “A volte passa molto tempo senza che ce ne rendiamo conto. A me interessano molti aspetti: la cinematografia, la pubblicità, la musica, la produzione”.
La storia è quella di un’eccentrico uomo ricco (il Charles del titolo) la cui vita sembra perfetta, fino a quando la fidanzata non decide di lasciarlo, spezzandogli il cuore. Inizia così un delirante percorso che lo porterà alla rassegnazione per aver perso la donna amata. Nel cast Charlie Sheen, Bill Murray, Jason Schwartzman e Patricia Arquette, che sarebbe stato bello vedere all’Auditorium. A far decidere Roman Coppola di tornare dietro la macchina da presa è stato il soggetto di questo film: “E’ un momento difficile per il cinema ma questa storia mi piaceva così tanto… L’idea era quella di fare qualcosa di ironico, divertente e un po’ folle. Volevo raccontare una storia sulla rottura di un rapporto e su tutte le fantasie e i sentimenti che portano con sé”.

Buon riscontro della stampa anche per l’ultimo film a sorpresa del concorso: il cinese ‘Drug war’ del regista cult Johnnie To. Un gangster movie che affronta, in modo assolutamente inedito per la Cina, il tema del traffico di droga. “Il problema della droga non è solo cinese e non ho voluto fare un film per accusare nessuno, – ha spiegato il regista – anche in Europa e in America lo spaccio è un’attività presente e pericolosa. Il motivo per cui ho deciso di girare questo film in Cina e non altrove è che, per esempio, a Hong Kong gli spacciatori finiscono in galera, mentre in Cina vengono uccisi. Era questo che m’interessava: le differenze nel sistema penale, e anche parlare della vita che fanno i poliziotti che sono in prima fila nella lotta alla droga”. Grazie a quest’ultimo intento To è riuscito a superare la rigida censura cinese: “Girare in Cina è una cosa tecnicamente diversa, bisogna superare il vaglio dei censori, ma io non ho niente contro di loro. Ogni paese ha la proprie regole”.

Sempre in concorso è passato il film francese ‘Un enfant de toi’ di Jacques Doillon, storia di un difficile rapporto di coppia tra ex coniugi raccontato dal punto di vista della figlia piccola.

Nella sezione CineMaXXI è stato presentato ‘Tutto parla di te’ di Alina Marazzi con Charlotte Rampling, film che racconta il complesso rapporto madre-figlio analizzandone gli aspetti più oscuri, come la depressione post-partum. “Ho pensato a Charlotte per questo film perché il suo sguardo esprime severità e dolcezza – ha spiegato la regista – e rappresenta una donna libera e fuori dagli schemi, capace di fare delle scelte. Ha fatto sempre quello che voleva, in questo senso è un modello perché è una donna libera”. “Due anni fa Alina mi ha chiesto se ero disposta a fare questo film – ha raccontato la Rampling – e abbiamo modellato insieme il mio personaggio per questo film su un argomento che mi coinvolge moltissimo per motivi personali”.

Domani ultimo giorno di concorso all’Auditorium Parco della Musica, con l’atteso film dei fratelli Polsky ‘The Motel Life’ e l’incontro con il pubblico di James Franco.

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