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Festival di Roma 2013: red carpet preso d’assalto per Jennifer Lawrence

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Dalla nostra inviata, Marilena Vinci. Settimo giorno.

Auditorium preso d’assalto per il cast di “Hunger Games: La ragazza di fuoco”. Calca di ragazzi fin dalla mattina per la première italiana del secondo film della saga fantasy.

Scene di straordinario delirio oggi al Festival Internazionale del Film di Roma, dove si è svolta la première italiana di “Hunger Games: La Ragazza di Fuoco”, presentato FUORI CONCORSO. Per accogliere il cast del film ed in particolare la sua protagonista, l’attrice premio Oscar Jennifer Lawrence, insieme a Josh Hutcherson, Liam Hemsworth ed il regista Francis Lawrence, decine di ragazzi si sono assiepati, già da ieri notte all’Auditorium Parco della Musica dormendo nei sacchi a pelo. Alle 7 del mattino erano già un centinaio in coda per entrare e, per evitare l’assedio, sono stati distribuiti dei numeri per consentire l’accesso alla struttura, che poi è stata chiusa al pubblico e alle 18 erano 10mila le presenze registrate. Un vero e proprio record per il Festival di Roma, per cui si tratta dell’evento di maggior successo di tutte le otto edizioni.
In questo secondo capitolo della saga fantasy, tratto dall’omonimo romanzo scritto da Suzanne Collins, Katniss Everdeen e Peeta Mellark, dopo aver vinto la 74esima edizione degli Hunger Games, sono costretti a cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il cosiddetto Tour della Vittoria. Lungo la strada, Katniss avverte che la ribellione è latente, ma Capitol City riesce ancora a conservare il controllo, mentre il Presidente Snow prepara la 75esima edizione dei giochi, l’Edizione della Memoria, una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.
Come ci si sente ad avere così successo e ad essere osannati dai fan? “Katniss è un personaggio modello e non solo per giovani. – risponde Jennifer Lawrence – Mi sento responsabile, quando la gente ti segue sta a te scegliere il messaggio che vuoi trasmettere”. Analogie con Katniss Everdeen? “Vorrei essere più simile a lei, – confessa l’attrice premio Oscar – ma so benissimo come si sia potuta sentire 19enne a Capitol City, abiti, lusso, ricchezza. La celebrità è fantastica, ma è difficile quando ti trattano diversamente, mentre tu sei la stessa di sempre”.

Un ricettatore, un gangster depresso, un pugile squalificato a vita, un fotografo di matrimoni col passato da rapinatore e un idraulico con il vizio del gioco sono i protagonisti del secondo film italiano in CONCORSO: “Take Five” di Guido Lombardi (già regista dell’apprezzato “Là-Bas”), interpretato da Peppe Lanzetta, Salvatore Ruocco, Carmine Paternoster, Gaetano Di Vaio e Salvatore Striano (già visto nel pluripremiato “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani).
“Il primo film che mi è venuto in mente mentre scrivevo la sceneggiatura è stato The Big Kahuna, il film con Kevin Spacey tratto da un’opera teatrale. – racconta Lombardi parlando della sua ispirazione – Ci siamo a lungo interrogati io e Gaetano Di Vaio su che tipo di film si potesse fare con pochi soldi e abbiamo optato per un film che avesse un’unica ambientazione in interni, diciamo un po’ sul modello de I soliti ignoti e Le iene oppure Nodo alla gola“. Nel film i cinque attori protagonisti interpretano molto loro stessi. “Anche nella vita, oltre che sul set, questo è una banda davvero ben organizzata (ride), hanno tutti dei caratteri molto forti oltre ad essere degli attori molto bravi ed io ho scritto il copione pensando proprio a loro cinque. Prima di iniziare le riprese ci siamo chiusi nell’appartamento che vedete nel film per tre o quattro settimane, che in quel momento era in fase di ristrutturazione, e abbiamo insieme provato le battute, ognuno di loro ha preso confidenza con il rispettivo personaggio e una buona parte dell’energia che vedete sullo schermo è frutto proprio di questo lavoro”.

In CONCORSO è passato anche il cileno “Volantin Cortao” di Diego Ayala e Anibal Jofré. Ambientato nelle strade di Santiago, il film ha per protagonista un’assistente sociale tirocinante in un istituto di riabilitazione per adolescenti. Qui incontra Manuel, giovane criminale sedicenne, con il quale inizia un rapporto di amicizia che la spinge a mettere in discussione la sua professione…

Protagonista della giornata è stato anche Checco Zalone, che ha incontrato il pubblico per una sorta di “one-man show”, moderato dal critico Marco Giusti. “Berlusconi starebbe meglio di me su questo palco – ha detto il comico pugliese – io sono apolitico, il comico che mi piace più di tutti è Beppe Grillo… No, scherzo, il più grande è Alberto Sordi, una spanna più degli altri. Inarrivabile. Tra gli americani mi piacciono Ben Stiller e Sacha Baron Cohen”.

Domani al festival ultimo giorno del concorso con il nuovo film di Takashi Miike “The Mole Song Undercover Agent Reiji”, “Another day” di Isabel Coixet e l’italiano “Tir” di Alberto Fasulo.

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Hunger Games: La ragazza di fuoco
Foto di Alessandro Massimiliani


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SPECIALE
Festival Internazionale del Film di Roma

dall’8 al 17 novembre 2013
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