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Festa del Cinema di Roma: arrivano i supereroi Santamaria e Marinelli

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Dalla nostra inviata Marilena Vinci. Diario del 2° giorno.

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Roma, 17 Ottobre 2015 – E’ un supereroe sui generis interpretato da Claudio Santamaria il protagonista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, originale esordio alla regia dell’attore Gabriele Mainetti con Luca Marinelli, Ilaria Pastorelli e Francesco Formichetti presentato ieri alla Festa del Cinema di Roma.

Il film racconta di un piccolo criminale che vive nella periferia di Roma (precisamente a Tor Bella Monaca) e che un giorno, per sfuggire alla polizia, cade nel Tevere dove viene in contatto con un barile di rifiuti tossici che gli conferiscono una forza straordinaria.

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Se avesse davvero i superpoteri, Claudio Santamaria entrerebbe “in maniera dirompente in Parlamento. E a quel punto non so cosa potrebbe succedere…”, dice in conferenza stampa. L’attore ha poi raccontato di essere ingrassato di 20 chili per il ruolo: “Mainetti mi ha fatto mangiare all’inverosimile e fare tanta di quella palestra che sono arrivato a 100 chili”.

“Lo chiamavano Jeeg Robot” è stato calorosamente accolto sia alla proiezione stampa che a quelle per il pubblico, strappando risate e applausi. Il film arriverà nelle sale il prossimo marzo distribuito da Lucky Red.

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L’altro film della giornata ad aver lasciato il segno è “Room” di Lenny Abrahamson, un thriller che indaga anche il rapporto madre-figlio, la crescita, la rinascita con protagonisti una madre e un figlio chiusi in una stanza (di cui non riveliamo altro per evitare spoiler). Tratto dal romanzo della dublinese Emma Donoghue, che ha scritto anche la sceneggiatura, la storia è ispirata ad alcuni terribili fatti di cronaca.

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Tra le cose più interessanti della giornata anche un inconsueto ritratto del Kubrick privato e una bellissima storia d’amicizia, quella che Alex Infascelli racconta nel documentario “S is for Stanley”, attraverso gli occhi di Emilio D’Alessandro, autista poi diventato tuttofare e amico di lunga data del grande regista. Attraverso biglietti e fotografie, D’Alessandro narra aneddoti ed episodi accaduti durante i 30 anni della collaborazione e dell’amicizia tra Kubrick e D’Alessandro (le cui memorie sono raccolte anche nel libro “Stanley Kubrick e Me”).

“E’ stato un viaggio bellissimo che mi ha avvicinato alla personalità incredibile di due uomini: – dice Infascelli – uno del quale credevo di sapere tutto e in realtà non sapevo niente, un altro del quale non sapevo nulla e che mi ha lasciato a bocca aperta con la sua storia”.

Sceneggiato dallo stesso Alex Infascelli con Vincenzo Scuccimarra e Filippo Ulivieri (anche coautore del libro su Emilio D’Alessandro), “S is for Stanley” è una produzione di Kinethica e Lock & Valentine.

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Ad Alice nella città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni e alle famiglie, è tornato il cane dei Pirenei protagonista per il lancio di “Belle e Sebastien – L’avventura continua” di Christian Duguay, il secondo capitolo della saga del film tratto dall’omonimo cartone animato.

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