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Festa del Cinema di Roma: sul red carpet Monica Bellucci e lo “Showbiz” trash

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Dalla nostra inviata Marilena Vinci

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Roma, 20 Ottobre 2015 – Monica Bellucci ha riacceso i riflettori sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, dove ieri è arrivata per presentare “Ville-Marie”, di cui è protagonista. Nel film, diretto dal regista canadese Guy Édoin, la Bellucci è un’attrice che accetta d’interpretare un ruolo dolorosamente biografico e una madre con un senso di colpa nei confronti del figlio adolescente. La sua vita s’incontra con altri tre problematici personaggi durante un disastroso evento nella cittadina di Ville-Marie in vicino Montréal.

In una scena del film la Bellucci appare completamente struccata e a chi le chiede se sia imbarazzante quasi come spogliarsi, l’attrice risponde: “il vero lavoro non è togliersi il trucco e recitare struccata, ma rappresentare il dolore, che è una cosa che parte da dentro”.

Nel film si cimenta in una versione di Can’t help falling in love, ma “non sono una cantante e la mia non è una prova canora: – precisa – uso le note per esprimere un sentimento, diciamo così”. In ogni caso, per la Bellucci “fare l’attrice non è una protezione, ma al contrario esposizione: è il mio lavoro, ma poi ho bisogno di vivere nell’ombra per ricaricarmi”. Viceversa, sul senso di colpa: “Viviamo in una cultura giudaico-cristiana, chi non ha sensi di colpa. Ho conosciuto persone che non ce l’hanno, e sono molto pericolose”.

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Alla Festa del Cinema di Roma è stato presentato anche “Showbiz” di Luca Ferrari (già regista di “Pezzi”) presentato da Valerio Mastandrea (qui produttore) come “il lato B” de “La Grande Bellezza”. Il documentario racconta quattro personaggi, Massimo Marino, Riccardo Modesti, SchultzStefano Natale, che si muovono tra concorsi di bellezza, discoteche romane, striptease di pornostar e giornate solitarie. Marino, ancora oggi, lavora presso quelle piccole reti locali che danno voce ai club notturni che popolano Roma; Riccardo Modesti continua a condurre il suo Miss Intimo. Diversa la sorte toccata a Shultz e a Natale. Il primo continua a perpetuare il ricordo delle vecchie trasmissioni a cui lavorava come microfonista, da Costanzo alla De Filippi; il secondo, invece, che ha ispirato il personaggio di Leo di “Un sacco bello” e di Mimmo in “Bianco, Rosso e Verdone”, è alle prese con la sua vena artistica, tra recitazione e pittura.

“La cosa che mi ha spinto a raccontarli – dice il regista, Luca Ferrari – è stata questa strana alchimia in loro, questo essere al tempo stesso surreali ma autentici, senza alcuna malizia. Siamo andati avanti così, senza alcun copione”.

Rome Film Festival 2015

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