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Festa del Cinema di Roma: i buoni film non salvano il bilancio

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di Marilena Vinci

Alla fine il risultato (prevedibile) fa registrare un segno meno sull’incasso. Ad incidere sul bilancio finale della decima edizione della Festa del Cinema di Roma sono un giorno in meno di programmazione e una sala in meno (la Santa Cecilia, rimpiazzata però con una tensostruttura esterna) ma certo hanno inciso anche le poche star internazionali sul red carpet. Di fatto l’edizione 2015 si chiude in ribasso rispetto alla precedente, sia dal punto di vista degli introiti che da quello della partecipazione. A fornire i numeri è il neo direttore della kermesse cinematografica, Antonio Monda. A quest’ultimo va il merito di aver mantenuto la promessa della qualità, forse alta come non mai, basti pensare a film come “Room”, “Eva no duerme”, “Lo chiamavano Jeeg Robot”, “Carol”, “Mistress America” e “The Walk”. Provenienti dai festival di Toronto, Sundance, Londra, Tribeca e Cannes, non erano anteprime mondiali certo, ma poco importa dato che lo erano per il pubblico italiano. I non cinefili però, non hanno pienamente apprezzato la scelta di marginalizzare il glamour e il tappeto rosso al punto di rifiutare due film con star di calibro “perché i film (di cui non fa il nome, ndr) non erano belli” (parole di Monda).

L’incasso totale è stato di 215mila euro, circa il 20 per cento in meno rispetto al 2014, con un calo di 68mila euro. Va certo considerata la diminuzione nel prezzo di biglietti, venduti quest’anno a un costo medio di 10 euro e il giorno in meno di programmazione rispetto al 2014. Meno convincente la motivazione della sala che in questa edizione non è stata utilizzata dato che è stata allestita una grande tensostruttura esterna dato che i potenziali 13mila posti in meno sono stati parzialmente compensati dalla Sala Mazda che ne ha recuperati 9mila, quindi la perdita in realtà è solo di 4mila posti.

L’ultima giornata della Festa ha visto sfilare sul red carpet il cast del film premio Oscar “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, che ha presentato la versione integrale del film (della durata di circa 170 minuti), i doppiatori italiani de “Il Piccolo Principe” insieme al regista Mark Osborne e poi Paolo Villaggio, Carlo Verdone e Paola Cortellesi, protagonisti degli ultimi due incontri col pubblico.

L’ultima giornata è stata anche quella dell’ultimo film del cileno Pablo Larraín, lo sconcertante “El Club” vincitore dell’Orso d’argento all’ultima Berlinale, presentato alla Festa del Cinema di Roma al termine di una retrospettiva dedicata al regista 39enne di “No – I giorni dell’arcobaleno”, “Post Mortem” e “Tony Manero”. Il film racconta di quattro sacerdoti e una suora che vivono in una casa isolata, separati dal mondo: ciascuno di essi è stato spedito lì per espiare i propri peccati, dalla pedofilia al traffico di minori. L’arrivo di un nuovo prete pone fine alla tranquilla quotidianità del gruppo che farà emergere inquietanti realtà.

L’appuntamento con Roma tornerà nel 2016, a detta di Antonio Monda e Piera Detassis (presidente della Fondazione Cinema per Roma). L’undicesima edizione si svolgerà tra il 13 e il 22/23 ottobre.

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