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Ai nastri di partenza Alice nella Città

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La sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma annuncia due nuovi giurati, una rassegna horror e gli incontri “Italian Cinema Now – Una nuova formidabile generazione!”

A pochi giorni dall’inizio della 16esima edizione di Alice nella Città (18-28 ottobre), la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma annuncia due nuovi giurati: l’attrice paraguayana Ana Ivanova, protagonista dell’acclamato film “Le Ereditiere” di Marcelo Martinessi, presentato all’ultimo Festival di Berlino ed in corsa per il miglior film straniero agli Oscar (prossimamente in Italia distribuito la Lucky Red), e il fumettista e sceneggiatore Igor Tuveri che sta per esordire anche alla regia di “5 è il numero perfetto”, film interpretato da Toni Servillo, Valeria Golino e Carlo Buccirosso, tratto dal suo omonimo Best Seller.

Alice nella Città e l’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello, come anticipato, realizzeranno degli incontri speciali dal titolo “Italian Cinema Now – Una nuova formidabile generazione!”. A parlare di presente e futuro del giovane cinema italiano saranno i direttori di importanti istituzioni cinematografiche europee come Francesco Giai Via, neo direttore artistico di Annecy Cinéma Italien, e Carlo Chatrian, neo eletto direttore del Festival di Berlino, che dialogheranno insieme a Piera Detassis e Federico Pontiggia insieme ad alcuni autori amati all’estero e conosciuti nei festival come Claudio Giovannesi, Susanna Nicchiarelli e i fratelli Damiano D’InnocenzoFabio D’Innocenzo. Gli incontri, destinati ai professionisti del settore e alla stampa, si svolgeranno il 20 e 26 ottobre presso Casa Alice e sono aperti al pubblico.

All’interno del ricco programma di Alice nella Città inoltre, durante la Festa del Cinema di Roma, troverà spazio anche una rassegna di cinque titoli curata in collaborazione con la rivista di critica cinematografica Quinlan.it. Una rassegna dedicata all’horror, e che parte da un interrogativo: perché l’horror continua a essere visto come un elemento da proibire ai bambini e agli adolescenti, anche quando sono proprio loro a esserne i protagonisti? Si può tentare di utilizzare le forme mostruose del terrore come strumento educativo, forse anche didattico?

Per ulteriori informazioni: www.alicenellacitta.com

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