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La Festa del Cinema di Roma ricorda Vittorio Gassman

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A diciott’anni dalla sua scomparsa, Vittorio Gassman viene rievocato nel suo intenso percorso di protagonista del cinema e del teatro con particolare riferimento agli anni d’oro della “commedia all’italiana”.

Domenica 21 ottobre, alla tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma,  verrà presentato “Sono Gassman! Vittorio re della commedia”, un film di Fabrizio Corallo che sarà trasmesso a gennaio in esclusiva tv su Sky Arte (canale 120 e 400).

Un omaggio a Vittorio Gassman, “il Mattatore”, grande protagonista del nostro teatro e del nostro cinema. Con l’aiuto e la testimonianza di amici e familiari viene ricostruita la carriera artistica di uno dei più rappresentativi attori italiani, ricordato per l’assoluta professionalità, versatilità e il suo magnetismo. Viene fatto particolare riferimento ai film brillanti, al periodo d’oro della “commedia all’italiana”, di cui rappresenta sicuramente uno dei capostipiti. Un ritratto professionale ma anche personale, che fa emergere l’uomo nascosto dietro alla grande personalità artistica, con la sua vulnerabilità e la sua riservatezza.

“Ho potuto contare fin da subito sulla piena fiducia della moglie di Gassman, Diletta D’Andrea, e sulla disponibilità a portare le loro preziose testimonianze dei figli Alessandro, Paola, Vittoria e Jacopo e di Emanuele Salce, cresciuto con sua madre Diletta e con Vittorio e da lui considerato un figlio a tutti gli effetti”, ha dichiarato il regista Fabrizio Corallo. “Accanto a brani di film celebri e a filmati di Teche Rai, Cinecittà Luce e Mediaset – con interviste d’archivio a Gassman e ai tre maestri della commedia a lui più vicini, Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola – altrettanto decisivi sono stati i contributi inediti offerti da compagni di lavoro come Stefania Sandrelli, Gigi Proietti, Jean-Louis Trintignant, Giancarlo Giannini e Giovanna Ralli; di esponenti di punta della commedia italiana più recente come Carlo Verdone, Paolo Virzì, Paola Cortellesi, Diego Abatantuono e Massimo Ghini; di registi figli d’arte come Marco Risi e Ricky Tognazzi e di attenti osservatori del costume nazionale come Renzo Arbore, Maurizio Costanzo e Valerio Caprara”.

 

 

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