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Venezia 70: James Franco superstar ma a conquistare è la “Philomena” di Judi Dench

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Dalla nostra inviata, Marilena Vinci – Quarto giorno

Venezia, 31 agosto 2013 – Giornata ricca la quarta della 70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove in concorso si alternano ben tre film: l’applauditissimo “Philomena” di Stephen Frears, “Child of God” di James Franco e “Night Moves” di Kelly Reichardt.

Andando con ordine, a riscuotere maggior successo è stato “Philomena”, che finora sembra essere l’unico titolo unanimamente applaudito. Alla prima proiezione stampa, il film, che riesce a mescolare divertimento e commozione con un ritmo impeccabile, ha provocato risate e lacrime ottenendo persino applausi a scena aperta e già si vocifera di una possibile Coppa Volpi alla straordinaria Judi Dench, protagonista della pellicola assieme all’ottimo Steve Coogan.
Tratto dal romanzo “The Lost Child of Philomena Lee”, il film racconta la vera storia di una ragazza madre irlandese a cui delle suore tolsero il figlio per darlo in adozione contro la sua volontà. Nel giorno del 50° compleanno di lui, la donna tenta nuovamente di ritrovarlo e, per una coincidenza, troverà un giornalista appena licenziato pronto ad aiutarla nella sua ricerca.
Judy Dench racconta di aver incontrato Philomena Lee prima delle riprese: “Una signora 80enne estremamente divertente, vivace, con un senso dell’umorismo naif, temo simile al mio. Io ho cercato di coglierne l’essenza”. A chi le chiede se lei, come il suo personaggio avrebbe perdonato quelle suore, l’attrice risponde: “non credo proprio che ci sarei riuscita o comunque non fino in fondo”. “Fatelo vedere al Papa”, chiede a più riprese Frears. “Perche? Mi sembra un tipo a posto!”, sostiene il regista inglese.

Altro film in concorso oggi “Child of God” di James Franco con Scott Haze, interprete degno di nota per un film di cui regge l’intero peso. Ambientato in Tennessee, il film, tratto dal romanzo di Cormac McCarthy, racconta la storia di uno sfrattato dal carattere violento la cui vita è un disastroso tentativo di esistere al di fuori dell’ordine sociale. Rimasto dapprima senza i genitori e poi privato della casa, l’uomo degenera al livello di un cavernicolo diventando un criminale e un necrofilo.
Per entrare nel personaggio, l’attore si è isolato per tre mesi durante i quali ha vissuto in una caverna: “non ho parlato con nessuno, è stato difficile però sapevo della responsabilità che avevo”. James Franco “mi ha lasciato completa libertà, mi ha aiutato e guidato senza controllare il processo attoriale perché sa che cosa vuol dire essere attore – racconta Haze – è stata l’esperienza più importante della mia carriera”. Non è la prima volta che Franco affronta il tema dell’isolamento, e, a chi glielo fa notare, risponde: “non è una scelta consapevole, Scelgo di fare un film quando vengo impressionato da qualcosa. Quando 6/7 anni fa ho letto ‘Child of God’ ho sentito i brividi, era il segnale di qualcosa di vitale”.

Accolto abbastanza freddamente alla prima proiezione stampa “Night Moves” è l’ultimo film in concorso di oggi con protagonisti tre ambientalisti radicali, interpretati da Jesse Eisenberg, Dakota Fanning e Peter Sarsgaard, che si uniscono per mettere in atto la più grande protesta della loro vita: far esplodere una diga idroelettrica, fonte e simbolo di quell’industria culturale divoratrice di energia e di risorse che essi tanto detestano.
“Non penso che questo film celebri le glorie del terrorismo ambientale. Anzi. – spiega la regista statunitense Kelly Reichardt – Esplora cosa significhi essere radicali ed ideologici”.
Jesse Eisenberg parla del suo personaggio come di uno che “non si esprime molto, seppellisce tutto dentro di sé. Ed è proprio per questo che la sua rabbia trattenuta è destinata poi a scoppiare in modo molto più estremo che se la esprimesse un po’ alla volta. Ma mi ha attirato molto anche la sua posizione etica. E’ molto interessante ma molto distante da me: lui fa una cosa distruttiva ma si sente nel giusto perché ritiene di far parte di una guerra più grande in cui l’esplosione è un danno collaterale necessario. Io non sono così radicale né così ideologico. Vivo a New York e il mio rapporto con le questioni ambientali e fare la raccolta differenziata”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’altra protagonista, Dakota Fanning: “Anche io non sapevo molto di queste realtà bio, nemmeno dal punto di vista dell’alimentazione. Mi ci sono avvicinata preparando e girando il film”.

Proiezione speciale fuori concorso di oggi il mediometraggio “Con il fiato sospeso” di Costanza Quatriglio, con Alba Rohrwacher e Michele Riondino. Basato sulla vicenda reale dei ricercatori ammalatisi (ne sono morti 15) per l’insalubrità degli ambienti alla Facoltà di Farmacia dell’Università di Catania.

Nella sezione Orizzonti tocca invece al rugby salvifico per un ragazzo difficile in “Il Terzo Tempo”, esordio alla regia di Enrico Maria Artale.

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SPECIALE
70. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia
28 agosto – 7 settembre 2013

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