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“È stata la mano di Dio”: molte richieste di programmazione dei cinema

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Photo by Gianni Fiorito / Filippo Scotti, Teresa Saponangelo e Toni Servillo in “È stata la mano di Dio”

L’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici considera l’uscita nelle sale di “È stata la mano di Dio” (The Hand of God) di Paolo Sorrentino una grande opportunità per riavvicinare gli spettatori italiani alla visione sul grande schermo del miglior cinema italiano dopo il lungo periodo di sospensione degli spettacoli dovuta alla pandemia.

Sarebbero circa 400 le sale che hanno colto l’opportunità di programmare il film nella finestra di tre settimane concessa dal produttore Netflix prima della diffusione in streaming. Non tutti i cinema che hanno annunciato ai propri spettatori la programmazione del film e hanno anche avviato la prevendita dei biglietti riceveranno, però, la copia di “È stata la mano di Dio” perché la piattaforma americana ha limitato l’offerta.

Sulla questione della strategia distributiva in sale di Netflix, l’ANAC si era già espressa in occasione del Leone d’Oro a “Roma” di Alfonso Cuarón. L’uscita nelle sale dei film prodotti dalle piattaforme che sono stati premiati alla Mostra del Cinema di Venezia dovrebbe diventare oggetto di una regolamentazione. La partecipazione al concorso della Mostra e l’ingresso nel palmares consente infatti a un film di fregiarsi del Leone d’Oro, storico simbolo dell’eccellenza dell’arte cinematografica, assicurando non solo una fama internazionale all’opera, ma anche un notevole incremento del suo valore economico.

Su questo punto, sarebbe il caso di allinearsi con la politica seguita dal Festival di Cannes dove i produttori che intendono concorrere alla Palma d’Oro con una propria opera s’impegnano a consentirne incondizionatamente la distribuzione in tutte le sale francesi.

 

 

 

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