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“Saint Omer” è Film della Critica

Kayije Kagame in “Saint Omer”

“Saint Omer” di Alice Diop è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente motivazione: “Una infanticida alla sbarra e una scrittrice venuta a seguire il processo, entrambe di origini senegalesi, per un film che scava nelle ferite del post-colonialismo con sguardo nuovo e rara potenza. Se i dialoghi vengono dai verbali autentici del processo, le immagini stravolgono il nostro rapporto con le culture ‘altre’, costringendoci a confrontarci fino in fondo con la loro ambiguità e complessità. Un viaggio vertiginoso che segna l’esordio di una promettente regista”.

Dopo essere stato presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, arriva nelle sale italiane “Saint Omer”, acclamata opera prima della documentarista Alice Diop (vincitrice del premio César per il miglior cortometraggio con “Vers la tendresse”).

Liberamente ispirato a un fatto di cronaca che ha sconvolto l’opinione pubblica francese, nel film la scrittrice Rama, in cerca di spunti per una rivisitazione del mito di Medea, segue il processo di Laurence, accusata di aver ucciso la figlia abbandonandola di notte su una spiaggia. A vestire i panni delle due carismatiche protagoniste, Kayije Kagame (vincitrice del premio Goncourt con “Trois femmes puissants”) e Guslagie Malanda (“Mon amie Victoria”), affiancate da Valérie Dréville (“Suite Armoricaine”) e Xavier Maly (“La ragazza con il braccialetto”).

Vincitore a Venezia del Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria e del Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, il rappresenterà la Francia agli Oscar 2023, nella categoria miglior film internazionale.

“Saint Omer” uscirà nelle sale italiane l’8 dicembre distribuito da Medusa Film per Minerva Pictures.

SINOSSI. Tribunale di Saint-Omer. La scrittrice trentenne Rama assiste al processo di Laurence Coly, una giovane donna accusata di aver ucciso la figlia di 15 mesi dopo averla abbandonata sulla riva di una spiaggia del nord della Francia. Rama intende trarre dal caso una rivisitazione contemporanea del mito di Medea. Ma mentre il processo va avanti, nulla procede come previsto e la scrittrice, incinta di quattro mesi, si ritroverà a mettere in discussione ogni certezza sulla propria maternità.

 

 

 

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